Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza dei Motivi Specifici
Con l’ordinanza n. 15557/2024, la Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale del processo penale: l’importanza della specificità dei motivi di ricorso. Un’impugnazione che non si confronta puntualmente con le argomentazioni della sentenza precedente rischia di essere dichiarata ricorso inammissibile, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una sanzione. Analizziamo questa decisione per comprendere le sue implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso
Il caso ha origine dalla condanna di un individuo per il reato di evasione, previsto dall’art. 385 del codice penale. A seguito della decisione della Corte d’Appello di Catania, che confermava la condanna, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: la mancata esclusione della recidiva e la negata concessione delle attenuanti generiche.
Il Ricorso in Cassazione e le Sue Criticità
Il ricorrente lamentava che i giudici di merito non avessero adeguatamente valutato la sua posizione, chiedendo una revisione favorevole sia sul fronte della recidiva sia su quello delle circostanze attenuanti. Tuttavia, la difesa non ha articolato una critica specifica e puntuale alla motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a riproporre le proprie richieste.
Le Motivazioni del Ricorso Inammissibile
La Suprema Corte, nell’esaminare il caso, ha dichiarato il ricorso inammissibile per la sua manifesta infondatezza e genericità. I giudici hanno evidenziato due punti cruciali:
1. Sulla Recidiva: La Corte ha sottolineato come la Corte d’Appello avesse già chiarito che il giudice di primo grado aveva, di fatto, escluso l’applicazione della recidiva. Pertanto, il motivo di ricorso su questo punto era privo di oggetto, poiché lamentava una circostanza già risolta in favore del ricorrente.
2. Sulle Attenuanti Generiche: Riguardo alla richiesta di concessione delle attenuanti generiche, la Cassazione ha osservato che il ricorrente non si era confrontato con l’argomentazione della Corte territoriale. Quest’ultima aveva motivato il diniego evidenziando l’assenza di “elementi positivi” meritevoli di valutazione ai fini di una riduzione di pena. Il ricorso si limitava a una richiesta astratta, senza indicare quali elementi positivi i giudici di merito avrebbero dovuto considerare.
La decisione della Corte si fonda sul principio secondo cui il ricorso non può essere una mera riproposizione di richieste già vagliate, ma deve consistere in una critica argomentata e specifica del provvedimento che si intende impugnare. In assenza di un confronto diretto con le ragioni esposte nella sentenza precedente, l’impugnazione perde la sua funzione e diventa un mero atto dilatorio.
Conclusioni e Implicazioni Pratiche
L’ordinanza in esame rappresenta un importante monito per la pratica forense. Dimostra che la redazione di un atto di impugnazione richiede un’analisi approfondita e critica della sentenza contestata. Non è sufficiente esprimere dissenso; è necessario smontare, punto per punto, il ragionamento del giudice precedente, evidenziandone vizi logici o errori di diritto.
Per l’imputato, le conseguenze di un ricorso inammissibile non sono solo la conferma della condanna, ma anche l’aggravio delle spese processuali e l’imposizione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie con una condanna al pagamento di tremila euro. Questa decisione, quindi, rafforza la necessità di una difesa tecnica, precisa e consapevole dei requisiti formali e sostanziali richiesti per ogni grado di giudizio.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l’imputato non ha contestato in modo specifico le argomentazioni della Corte d’Appello. I motivi erano generici e non si confrontavano con la puntuale motivazione della sentenza impugnata.
La Corte di Cassazione ha discusso della recidiva e delle attenuanti generiche?
La Corte ha rilevato che la questione della recidiva era già stata risolta a favore dell’imputato nel primo grado di giudizio (era stata esclusa). Per quanto riguarda le attenuanti generiche, ha confermato la decisione della Corte d’Appello, secondo cui non esistevano elementi positivi per concederle.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, in questo caso tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15557 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15557 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 08/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a CATANIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/03/2023 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
n. 40463/23 Romano
OSSERVA
Visti gli atti e la sentenza impugnata (condanna per il reato di cui all’ art. 385 cod. pe
Esaminati i motivi di ricorso;
Ritenuto che con l’unico motivo di ricorso, attinente alla mancata esclusione della recidi e alla negata concessione delle attenuanti generiche, il ricorrente non si confronta co puntuale argomentazione fornita dalla Corte territoriale, che ha rappresentato che già il giu di primo grado aveva escluso la recidiva e che, quanto alle attenuanti generiche, non ravvisano elementi positivi;
Rilevato, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favor della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processu e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 08/03/2024