Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza della Critica Specifica
Presentare un appello in Cassazione è un passo cruciale nel sistema giudiziario, ma deve seguire regole precise per essere considerato valido. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: un ricorso inammissibile è la conseguenza diretta di un atto di impugnazione generico e privo di una critica dettagliata alla sentenza precedente. Analizziamo questa ordinanza per comprendere le ragioni della decisione e le lezioni pratiche che ne derivano.
I Fatti del Processo
Il caso in esame trae origine dal ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d’Appello di L’Aquila. La condanna riguardava il reato di minaccia a un pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 336 del Codice Penale. L’imputato, attraverso il suo legale, ha deciso di portare la questione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando una violazione di legge nella valutazione dei fatti da parte dei giudici di merito.
La Decisione della Corte di Cassazione
Con l’ordinanza del 7 giugno 2024, la Suprema Corte ha messo un punto fermo alla vicenda, dichiarando il ricorso presentato dall’imputato semplicemente inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza, ma si concentra esclusivamente sulla correttezza procedurale dell’atto di impugnazione. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Le Motivazioni del Ricorso Inammissibile
La Corte ha basato la sua decisione su argomentazioni nette e precise, evidenziando le carenze strutturali del ricorso. Questi punti sono essenziali per comprendere come redigere un atto di appello efficace.
La Genericità dell’Atto di Appello
Il motivo principale dell’inammissibilità risiede nella genericità dell’atto. Secondo i giudici, il ricorrente si è limitato a “evocare la violazione dell’art. 336 cod. pen.” senza fornire una “puntuale disamina critica” della valutazione probatoria effettuata dalla Corte d’Appello. In altre parole, non è sufficiente affermare che la legge sia stata violata; è necessario spiegare dettagliatamente perché e come la sentenza impugnata abbia commesso un errore nell’applicarla ai fatti di causa.
La Mancata Contestazione delle Prove
Un altro punto cruciale è stata la mancata contestazione delle prove che avevano fondato la condanna. La decisione della Corte d’Appello si basava sulle dichiarazioni di alcuni testimoni, che i giudici avevano ritenuto attendibili e decisive. La Corte di Cassazione ha sottolineato come il ricorrente abbia completamente ignorato la valutazione critica di tali dichiarazioni, che avevano permesso di accertare la “valenza intrinsecamente minatoria” delle frasi pronunciate e il loro collegamento con l’esercizio delle funzioni del pubblico ufficiale. Un ricorso efficace avrebbe dovuto smontare punto per punto l’analisi probatoria della sentenza precedente, cosa che in questo caso non è avvenuta.
Conclusioni: Lezioni Pratiche per un Appello Efficace
Questa ordinanza offre una lezione importante: la redazione di un ricorso per Cassazione richiede rigore e specificità. Per evitare una dichiarazione di ricorso inammissibile, è indispensabile che l’atto non si limiti a enunciazioni di principio, ma si confronti direttamente e criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata. È necessario analizzare il compendio probatorio e dimostrare, con argomentazioni logico-giuridiche, dove e perché i giudici dei gradi precedenti avrebbero commesso un errore. In assenza di questo confronto critico, l’impugnazione è destinata a fallire ancora prima di essere discussa nel merito, con conseguenze economiche negative per il ricorrente.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché era generico. Il ricorrente non ha fornito una disamina critica e puntuale della valutazione delle prove fatta dalla Corte d’Appello, ma si è limitato a menzionare una presunta violazione di legge senza argomentarla specificamente.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
In seguito alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Cosa significa che le frasi erano ‘intrinsecamente minatorie’?
Significa che le parole pronunciate dal ricorrente, secondo la valutazione dei giudici di merito, avevano in sé un carattere di minaccia, indipendentemente da altri elementi esterni. La loro natura intimidatoria era evidente e direttamente collegata al compimento di un atto d’ufficio da parte del destinatario.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39306 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39306 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 07/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a L’AQUILA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/11/2023 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il motivo di ricorso;
Lo stesso omette una puntuale disamina critica della valutazione del compendio probatorio compiuta dai giudici di appello, limitandosi ad evocare la violazione dell’art. 336 cod. pen. Il ricorrente disattende, inoltre, la valutazione critica delle dichiarazioni rese dai verbalizzanti poste a fondamento della decisione con la quale i giudici hanno ritenuto accertata la valenza intrinsecamente minatoria delle frasi proferite, collegate al compimento di un atto dell’ufficio del destinatario.
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 7 giugno 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente
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