LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per lesioni personali. Il motivo, basato sulla presunta inutilizzabilità di una testimonianza, è stato ritenuto generico perché non specificava l’impatto decisivo di tale prova sul giudizio complessivo, confermando l’onere della parte di dettagliare le proprie doglianze.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e l’Onere della Specificità

Quando si presenta un ricorso in Cassazione, non è sufficiente lamentare un errore, ma è fondamentale dimostrarne la rilevanza. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce, ancora una volta, i criteri di specificità necessari per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile. Il caso analizzato riguarda una condanna per lesioni personali aggravate, impugnata sulla base della presunta inutilizzabilità di una testimonianza, ma respinta per la genericità delle argomentazioni.

I Fatti del Processo

Due persone venivano condannate in primo grado dal Tribunale per lesioni personali aggravate in concorso. Uno dei due imputati era stato condannato anche per il porto di oggetti atti ad offendere. La Corte d’Appello, in parziale riforma della prima sentenza, dichiarava estinto per prescrizione il reato di porto d’armi, rideterminando la pena per l’imputato coinvolto, ma confermava nel resto la condanna per le lesioni per entrambi.

Il Ricorso in Cassazione e la Genericità del Motivo

Contro la sentenza di secondo grado, gli imputati proponevano ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo comune: l’affermazione della loro responsabilità penale si basava su dichiarazioni testimoniali che, a loro dire, erano inutilizzabili ai sensi del codice di procedura penale. Sostanzialmente, gli imputati contestavano il valore probatorio di una testimonianza chiave, ritenendola acquisita in violazione delle norme procedurali.

La Decisione: Perché il Ricorso è Inammissibile?

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché ritenuto “ripetitivo e generico”. Questa decisione non entra nel merito della presunta inutilizzabilità della prova, ma si ferma a un livello precedente, quello dei requisiti formali e sostanziali dell’atto di impugnazione.

Il Principio delle Sezioni Unite

Per motivare la sua decisione, la Corte ha richiamato un fondamentale principio di diritto stabilito dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 23868 del 2009. Secondo tale principio, la parte che eccepisce l’inutilizzabilità di atti processuali ha un onere ben preciso, a pena di inammissibilità del ricorso per genericità. Non basta affermare che una prova è viziata, ma è necessario:

1. Indicare specificamente gli atti affetti dal vizio.
2. Chiarire l’incidenza di tali atti sul complessivo compendio indiziario già valutato dai giudici di merito.
3. Dimostrare la decisività del vizio, ovvero provare che, senza quella specifica prova, la decisione sarebbe stata diversa.

Gli imputati, nel loro ricorso, non hanno adempiuto a questo onere. Si sono limitati a lamentare la violazione di legge senza argomentare in modo specifico perché l’esclusione di quella testimonianza avrebbe dovuto necessariamente portare a un’assoluzione, tenuto conto di tutte le altre prove a loro carico.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte si fonda interamente sulla carenza di specificità del ricorso. I giudici hanno rilevato che i ricorrenti non si sono confrontati con il principio consolidato delle Sezioni Unite. L’appello è stato considerato una mera ripetizione di doglianze già sollevate, senza aggiungere l’analisi critica richiesta nel giudizio di legittimità. L’onere della parte non è solo quello di indicare il vizio, ma di ‘pesarlo’ nel contesto dell’intera istruttoria, dimostrando che la sua rimozione farebbe crollare l’intero impianto accusatorio. In mancanza di questa dimostrazione, il motivo di ricorso è solo un’affermazione astratta e, come tale, generica e inammissibile.

Conclusioni

Questa ordinanza offre una lezione pratica fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Il giudizio di legittimità non è una terza istanza di merito dove si rivalutano i fatti. È un controllo sulla corretta applicazione della legge. Pertanto, un ricorso deve essere chirurgico: identificare l’errore di diritto, isolarlo e dimostrare, con argomenti logico-giuridici, che quell’errore è stato determinante per la condanna. In caso contrario, il risultato sarà, come in questo caso, una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché ritenuto generico e ripetitivo. I ricorrenti non hanno specificato in che modo la presunta inutilizzabilità di una testimonianza fosse decisiva per il giudizio finale, mancando di soddisfare l’onere di specificità richiesto dalla legge.

Cosa deve fare chi presenta un ricorso in Cassazione lamentando l’inutilizzabilità di una prova?
Secondo un principio delle Sezioni Unite, deve indicare specificamente gli atti viziati, chiarire la loro incidenza sul complesso delle prove e dimostrare che la loro eliminazione avrebbe portato a una decisione diversa.

Quali sono state le conseguenze per i ricorrenti?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati