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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La decisione si fonda sulla natura generica e ripetitiva dei motivi presentati, che si limitavano a riproporre questioni già esaminate e respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha ribadito la necessità di specificità dei motivi di ricorso, sia per la contestazione della responsabilità, sia per la quantificazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Chiarisce i Limiti dell’Impugnazione

Quando un’impugnazione si trasforma in una mera ripetizione di argomenti già discussi, il rischio è quello di vedersi dichiarare il ricorso inammissibile. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione illumina i criteri di specificità richiesti per un’efficace contestazione in sede di legittimità, specialmente in materia penale. Analizziamo come la Corte ha affrontato un caso di rapina, delineando principi fondamentali per la corretta redazione dei motivi di ricorso.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d’Appello, che aveva confermato la responsabilità penale di un imputato per il reato di rapina, ai sensi dell’art. 628 del codice penale. L’imputato era stato ritenuto colpevole di essersi impossessato di una somma complessiva di 3.125 euro a seguito di rapine commesse ai danni di due istituti di credito.

L’imputato ha deciso di portare il caso dinanzi alla Corte di Cassazione, basando il proprio ricorso su tre distinti motivi:
1. La presunta erroneità della motivazione che fondava il giudizio di responsabilità.
2. La scorrettezza nel processo di quantificazione della pena.
3. La mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

L’Analisi della Corte e il ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha esaminato ciascun motivo, giungendo a una conclusione netta: il ricorso è inammissibile in ogni sua parte. La ragione di fondo risiede nella mancanza di specificità e nella natura meramente ripetitiva delle argomentazioni difensive.

Primo Motivo: La Reiterazione delle Argomentazioni sulla Responsabilità

La difesa contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione della responsabilità penale. Tuttavia, la Corte ha rilevato come questo motivo non fosse altro che una “pedissequa reiterazione” di argomenti già sollevati in appello e puntualmente disattesi dalla Corte territoriale. Un ricorso in Cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse tesi, ma deve svolgere una critica argomentata e specifica contro le ragioni della decisione impugnata. In assenza di ciò, il motivo è stato considerato non specifico e quindi solo apparentemente critico.

Secondo Motivo: La Genericità sulla Quantificazione della Pena

Anche il secondo motivo, relativo alla determinazione della pena, è stato giudicato generico. L’imputato ha riproposto le medesime ragioni già esaminate e ritenute infondate dal giudice d’appello, il quale aveva chiarito che nessuna circostanza potesse giustificare un’attenuazione del trattamento sanzionatorio. La mancanza di una correlazione tra le argomentazioni della difesa e le motivazioni della sentenza impugnata ha portato, anche in questo caso, alla declaratoria di inammissibilità per difetto di specificità, come previsto dall’art. 591 c.p.p.

Terzo Motivo: Il Diniego delle Attenuanti Generiche

Infine, la Corte ha respinto la contestazione sulla mancata applicazione delle attenuanti generiche. Il motivo è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha richiamato un proprio consolidato principio: per negare le attenuanti generiche, il giudice di merito non è tenuto a esaminare analiticamente ogni singolo elemento favorevole o sfavorevole, ma è sufficiente che motivi la sua decisione facendo riferimento agli elementi ritenuti decisivi. Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione logica e coerente, rendendo l’obiezione della difesa non ammissibile in sede di legittimità.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Corte si fonda su un principio cardine del processo penale: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio nel merito, ma un controllo sulla legittimità della decisione impugnata. Per questo, i motivi di ricorso devono essere specifici, critici e pertinenti. Non possono limitarsi a riproporre le medesime doglianze già respinte, ma devono individuare con precisione i vizi logici o giuridici della sentenza. La “pedissequa reiterazione” svuota il ricorso della sua funzione tipica, che è quella di sottoporre alla Corte una critica ragionata e non una semplice richiesta di riesame.

Conclusioni

L’ordinanza in esame rappresenta un importante monito per la prassi legale. Affinché un ricorso in Cassazione sia ammissibile, è indispensabile superare la semplice riproposizione degli argomenti d’appello. È necessario elaborare una critica mirata, che si confronti direttamente con la motivazione della sentenza impugnata, evidenziandone le specifiche lacune o illogicità. In caso contrario, il risultato sarà, come in questo caso, una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Quando un ricorso in Cassazione viene considerato generico e quindi inammissibile?
Secondo la Corte, un ricorso è generico quando si limita a ripetere argomenti già presentati e respinti nelle fasi precedenti del giudizio, senza formulare una critica specifica e argomentata contro la decisione che si intende impugnare.

È sufficiente riproporre le stesse argomentazioni per contestare la quantificazione della pena?
No, non è sufficiente. La Corte ha stabilito che riproporre le stesse ragioni già discusse e ritenute infondate dal giudice del gravame rende il motivo di ricorso generico e non specifico, portando alla sua inammissibilità.

Come deve motivare un giudice il diniego delle attenuanti generiche?
Il giudice di merito non è obbligato a considerare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti. È sufficiente che la sua motivazione si basi sugli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti per giustificare il diniego, intendendosi così superati tutti gli altri.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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