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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da quattro imputati contro una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi, che si limitavano a riproporre censure già vagliate o a richiedere una nuova valutazione dei fatti, senza sollevare specifiche critiche giuridiche al provvedimento impugnato. La Corte sottolinea che il ricorso deve contenere una critica effettiva e non limitarsi a un generico dissenso, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione e la Necessità di Motivi Specifici

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: per contestare una sentenza di condanna non basta esprimere un generico dissenso. È necessaria una critica puntuale e specifica. In caso contrario, il risultato è un ricorso inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Analizziamo questa decisione per comprendere meglio i requisiti di un’impugnazione efficace.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine dalla sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che aveva confermato la condanna per furto aggravato a carico di tre persone e, pur assolvendo un quarto imputato da un’accusa, ne aveva rideterminato la pena per un altro reato. Tutti e quattro gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge nella decisione di secondo grado.

I Motivi del Ricorso: Critiche Generiche e Manifestamente Infondate

I ricorsi presentati si basavano essenzialmente su due tipi di doglianze.

* I primi tre ricorrenti lamentavano un difetto di motivazione rispetto alle loro argomentazioni difensive e contestavano la mancata concessione delle attenuanti generiche, ritenendo la pena eccessiva. La Corte ha considerato questi motivi come un generico rinvio alle censure già esposte in appello, senza formulare una critica specifica e pertinente contro la logica della sentenza impugnata.
* Il quarto ricorrente contestava la determinazione del trattamento sanzionatorio, sostenendo un’errata individuazione della pena base e un vizio di motivazione. Anche in questo caso, le critiche sono state ritenute infondate e generiche.

La Decisione della Corte: perché il ricorso è inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili, fornendo una chiara lezione sui limiti del giudizio di legittimità. Il Collegio ha spiegato che il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito della vicenda.

Le motivazioni per i primi tre ricorrenti

Per i primi tre imputati, la Corte ha stabilito che i motivi erano ‘patentemente privi della necessaria specificità’. Si affidavano a semplici ‘enunciati assertivi’ e a un ‘generico rimando’ all’atto di appello. Questo approccio non consente alla Corte di Cassazione di individuare un’effettiva critica al provvedimento, ma si traduce in una richiesta di rivalutazione dei fatti, estranea al suo ruolo. La contestazione sulla misura della pena e sulle attenuanti è stata considerata ‘versata in fatto’, ovvero una proposta di apprezzamento alternativo non ammissibile in sede di legittimità.

Le motivazioni per il quarto ricorrente

Anche per il quarto imputato, i motivi sono stati respinti. La presunta violazione di legge sulla pena base è stata giudicata ‘manifestamente infondata’, poiché la Corte d’Appello aveva correttamente applicato la norma più favorevole vigente al momento del reato (ratione temporis). Il secondo motivo, relativo al vizio di motivazione, è stato definito ‘generico’ perché la Corte di merito aveva fatto espresso riferimento ai criteri del giudice di primo grado, senza che il ricorrente muovesse una critica specifica a tale ragionamento.

Le motivazioni

La decisione della Suprema Corte si fonda su principi consolidati della procedura penale. Il ricorso per Cassazione non è un’ulteriore opportunità per riesaminare le prove o la condotta degli imputati. Il suo scopo è controllare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata. Per questo, i motivi di ricorso devono essere specifici: devono indicare con precisione il punto della decisione che si contesta e le ragioni giuridiche per cui lo si ritiene errato. Affermazioni generiche, assertive o che si limitano a riproporre le stesse argomentazioni respinte nei gradi precedenti sono destinate a essere dichiarate inammissibili.

Le conclusioni

L’ordinanza in esame rappresenta un importante monito: l’accesso alla Corte di Cassazione è subordinato al rispetto di rigorosi requisiti formali e sostanziali. Un ricorso inammissibile non solo porta alla conferma della condanna, ma comporta anche l’addebito delle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende, a causa della ‘colpa’ nell’aver promosso un’impugnazione evidentemente priva di fondamento. La redazione di un ricorso efficace richiede quindi un’analisi approfondita della sentenza impugnata e la formulazione di critiche mirate, capaci di evidenziare un vizio di legittimità e non un semplice disaccordo sull’esito del processo.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando è privo dei requisiti richiesti dalla legge. Nel caso specifico, i motivi erano generici, si limitavano a enunciazioni assertive o a un semplice rinvio alle censure dell’appello, senza sviluppare una critica effettiva contro la sentenza impugnata.

Cosa significa che un motivo di ricorso è ‘versato in fatto’?
Significa che il motivo non contesta una violazione di legge o un vizio logico della motivazione, ma propone un apprezzamento delle prove o della condotta diverso da quello fatto dal giudice di merito. Questo tipo di valutazione è precluso alla Corte di Cassazione, che è giudice di legittimità e non di merito.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, se l’inammissibilità è dovuta a colpa (come nel caso di motivi evidentemente infondati), il ricorrente viene condannato anche al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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