LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza per ricettazione. La Corte ha stabilito che la semplice ripetizione dei motivi già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata, rende il ricorso non specifico e quindi inammissibile, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Motivi Apparenti

L’ordinanza in esame offre un importante chiarimento sui requisiti di ammissibilità dei ricorsi in Cassazione, sottolineando come la mera riproposizione di argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito conduca a una declaratoria di ricorso inammissibile. Questo principio è fondamentale per comprendere la funzione del giudizio di legittimità e l’onere argomentativo che grava sulla parte ricorrente. La Corte Suprema, con questa pronuncia, ribadisce la necessità di una critica circostanziata e specifica della sentenza impugnata, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato contro la sentenza della Corte di Appello che lo aveva condannato per il reato di ricettazione. Il ricorrente, attraverso i suoi motivi, chiedeva alla Corte di Cassazione di riqualificare il fatto come un’ipotesi di minore gravità, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 648 del codice penale. La difesa sosteneva questa tesi basandosi sul presunto scarso valore del bene ricettato, nello specifico la targa di un veicolo. La Corte d’Appello aveva già rigettato questa argomentazione, ma la difesa l’ha riproposta identica dinanzi alla Suprema Corte.

La Decisione della Corte di Cassazione e la nozione di ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un principio consolidato della procedura penale: i motivi di ricorso non possono limitarsi a una semplice e pedissequa reiterazione delle ragioni già esposte in appello e puntualmente disattese dal giudice di secondo grado. Per superare il vaglio di ammissibilità, il ricorso deve contenere una critica argomentata e specifica, capace di confrontarsi direttamente con le motivazioni della sentenza impugnata e di evidenziarne eventuali vizi di legittimità.

Il Valore Strumentale della Targa

Un punto centrale della questione era la valutazione della targa del veicolo. La Corte di merito aveva ritenuto che il valore della targa non fosse limitato al suo costo materiale, ma includesse anche un “valore strumentale e potenziale” superiore. Questo valore deriva dalla sua funzione identificativa e dalla possibilità di utilizzarla per commettere altri illeciti. Il ricorrente, nel suo atto, non ha contestato specificamente questa argomentazione, limitandosi a insistere sul modesto valore economico del bene in sé.

Le Motivazioni: Perché il ricorso inammissibile è stato rigettato?

Le motivazioni della Corte Suprema sono chiare e lineari. Il ricorso è stato giudicato inammissibile essenzialmente per due ragioni connesse tra loro.

In primo luogo, i motivi sono stati qualificati come una “pedissequa reiterazione” di quelli già dedotti in appello. La Cassazione non è un terzo grado di merito dove si possono semplicemente ripresentare le stesse argomentazioni, ma un giudice di legittimità che valuta la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione della sentenza precedente.

In secondo luogo, proprio a causa di questa ripetitività, i motivi sono stati considerati “non specifici ma soltanto apparenti”. Omettendo di confrontarsi con la ratio decidendi della Corte d’Appello (relativa al valore strumentale della targa), l’atto di ricorso non ha assolto la sua tipica funzione di critica argomentata. In sostanza, non ha spiegato perché la decisione dei giudici di secondo grado fosse errata in diritto o viziata logicamente, ma si è limitato a riproporre la propria tesi.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza rappresenta un monito sull’importanza della tecnica redazionale del ricorso per cassazione. La pronuncia conferma che per accedere al giudizio di legittimità è indispensabile formulare censure mirate, che dialoghino criticamente con la sentenza impugnata e ne mettano in luce le specifiche lacune. La semplice riproposizione di doglianze già esaminate non solo è inefficace, ma comporta conseguenze negative per il ricorrente, come la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. La decisione, pertanto, rafforza il ruolo della Cassazione come custode della corretta interpretazione della legge e sottolinea l’onere per i difensori di elaborare atti che siano strumento di una critica effettiva e non di un sterile dissenso.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile se si fonda su motivi che sono una mera e pedissequa reiterazione di quelli già presentati e respinti in appello, senza muovere una critica specifica e argomentata contro la decisione impugnata.

Qual è la conseguenza economica di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro, in questo caso fissata in tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

Come viene considerato il valore di una targa di un veicolo in un caso di ricettazione?
Secondo la decisione, la targa di un veicolo possiede un valore strumentale e potenziale superiore al mero valore economico del bene in sé, e questa valutazione può impedire che il reato venga qualificato come di lieve entità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati