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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e furto. Il motivo è che l’unico punto sollevato, relativo alla pena, è stato giudicato manifestamente infondato, generico e basato su una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea come un ricorso inammissibile comporti non solo la conferma della condanna, ma anche il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Limiti del Giudizio di Legittimità

Presentare un ricorso in Corte di Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma non è un’opportunità per ridiscutere i fatti del processo. Un’ordinanza recente della Suprema Corte chiarisce ancora una volta i paletti rigorosi che governano questa fase, dichiarando un ricorso inammissibile e condannando il ricorrente a sanzioni pecuniarie. Analizziamo questa decisione per capire perché un appello, se mal formulato, non solo è destinato a fallire ma può anche aggravare la posizione dell’imputato.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da una condanna emessa dalla Corte d’Appello di Firenze per i delitti di resistenza a pubblico ufficiale e furto, entrambi aggravati. L’imputato, non soddisfatto della decisione, ha proposto ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: una presunta violazione di legge e un vizio di motivazione riguardo alla determinazione della pena inflitta, ovvero il trattamento sanzionatorio.

L’obiettivo del ricorrente era ottenere una riconsiderazione della sanzione, ritenuta eccessiva. Tuttavia, come vedremo, la strada scelta per contestarla si è rivelata proceduralmente errata.

La Decisione della Corte: il Ricorso è Inammissibile

La Corte di Cassazione ha stroncato sul nascere le doglianze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa declaratoria non entra nel merito della questione (cioè se la pena fosse giusta o meno), ma si ferma a un livello precedente, quello procedurale. La Corte ha stabilito che il motivo di ricorso non possedeva le caratteristiche tecniche necessarie per essere esaminato.

Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e, in aggiunta, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni dietro un Ricorso Inammissibile

La Corte ha basato la sua decisione su diversi principi consolidati della procedura penale. Il motivo del ricorso è stato giudicato:

1. Manifestamente infondato: Non presentava argomenti solidi e pertinenti che potessero anche solo astrattamente mettere in discussione la decisione impugnata.
2. Privo della necessaria specificità: Il ricorso si limitava a una critica generica della pena, senza confrontarsi in modo puntuale e dettagliato con le argomentazioni specifiche contenute nella sentenza della Corte d’Appello (in particolare, il paragrafo 4.3 della pronuncia).
3. Versato in fatto: Il ricorrente, di fatto, non lamentava un errore di diritto, ma chiedeva alla Cassazione una nuova e diversa valutazione del merito, ossia un apprezzamento dei fatti diverso da quello compiuto dai giudici dei gradi precedenti. Questo è un compito che esula completamente dalle funzioni della Corte di Cassazione, la quale è giudice di legittimità (controlla la corretta applicazione della legge) e non di merito.

La Corte ha ribadito che il potere del giudice di merito di determinare la pena è discrezionale. Se tale potere è esercitato con una motivazione congrua e logica, come nel caso di specie, non può essere messo in discussione in sede di legittimità.

Le Conclusioni: Lezioni Pratiche dalla Sentenza

Questa ordinanza offre un’importante lezione pratica: un ricorso inammissibile non è solo un ricorso che viene respinto, ma un atto che non supera nemmeno la soglia di ammissibilità per essere discusso. Le conseguenze sono severe: oltre alla conferma della condanna, l’inammissibilità, quando ritenuta colpevole (come in questo caso, per la sua palese evidenza), comporta una condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

La decisione riafferma che il ricorso per Cassazione deve essere un atto tecnico, focalizzato su precise violazioni di legge o vizi logici della motivazione, e non un tentativo di ottenere una terza valutazione dei fatti. Chiunque intenda percorrere questa strada deve essere consapevole che una critica generica o una semplice riproposizione di argomenti fattuali è destinata all’insuccesso e a ulteriori costi.

Cosa significa che un ricorso è dichiarato inammissibile?
Significa che la Corte non esamina il contenuto della richiesta (il merito) perché l’atto di ricorso manca dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge. La decisione impugnata diventa quindi definitiva.

Perché il ricorso in questo caso è stato giudicato inammissibile?
È stato giudicato inammissibile perché era manifestamente infondato, privo di specificità e cercava di ottenere dalla Corte di Cassazione una nuova valutazione dei fatti, cosa non permessa. Il ricorrente non ha contestato un errore di diritto, ma ha espresso un disaccordo sulla valutazione discrezionale del giudice di merito, che era invece sorretta da una motivazione adeguata.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, se l’inammissibilità è evidente e quindi riconducibile a colpa, come in questo caso, la Corte condanna il ricorrente anche al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che qui è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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