Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza di Motivi Specifici
Presentare un ricorso in Cassazione richiede una tecnica giuridica precisa e una critica puntuale alla sentenza impugnata. Quando ciò non avviene, il rischio è quello di incorrere in una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una sanzione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di questa dinamica, ribadendo principi fondamentali della procedura penale.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna, confermata in appello, per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, previsti dagli articoli 337 e 334 del codice penale. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione della Corte d’Appello, ha proposto ricorso per cassazione, affidando la sua difesa a diversi motivi. Le sue censure riguardavano il giudizio di responsabilità, la corretta qualificazione giuridica dei fatti e un presunto travisamento della prova relativo al momento esatto in cui era stato effettuato il sequestro di un veicolo.
Le Ragioni del Ricorso e il concetto di Ricorso Inammissibile
L’imputato ha tentato di portare all’attenzione della Suprema Corte questioni che, a suo dire, non erano state correttamente valutate nei precedenti gradi di giudizio. In particolare, ha contestato come i giudici di merito avessero ricostruito la vicenda e interpretato le prove raccolte, inclusa la cronologia degli eventi legati al sequestro. Tuttavia, per la Cassazione, il modo in cui sono state presentate queste lamentele è stato decisivo. La Corte ha infatti rilevato come l’imputato si fosse limitato a riproporre le stesse argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte d’Appello, senza però muovere una critica specifica e mirata alla motivazione della sentenza di secondo grado. Questo approccio rende un ricorso inammissibile perché non attacca i vizi della decisione, ma tenta di ottenere un nuovo e diverso giudizio sui fatti.
La Decisione della Corte di Cassazione
Con una decisione netta, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa statuizione ha impedito ai giudici di entrare nel merito delle questioni sollevate dal ricorrente. La conseguenza diretta di tale decisione non è stata solo la conferma definitiva della condanna, ma anche l’imposizione al ricorrente del pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile
Il cuore della decisione risiede nella ‘genericità’ dei motivi di ricorso. La Cassazione ha spiegato che i motivi erano ‘generici rispetto alla motivazione della sentenza impugnata, con la quale obiettivamente non si confrontano’. In altre parole, il ricorrente non ha spiegato perché la Corte d’Appello avesse sbagliato nel suo ragionamento, ma ha semplicemente chiesto alla Cassazione di rivalutare le prove in modo diverso. Questo non è consentito. La Corte di Cassazione è un giudice di legittimità, il cui compito è verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione, non riesaminare i fatti come farebbe un giudice di primo o secondo grado (giudice di merito). Riproporre argomenti già ‘adeguatamente valutati’ dalla Corte d’Appello, senza evidenziare un vizio logico o giuridico specifico nella sua sentenza, equivale a chiedere un terzo grado di giudizio sul merito, che non è previsto dal nostro ordinamento.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione: un ricorso deve essere specifico, pertinente e deve contenere una critica argomentata della decisione impugnata. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso o riproporre le stesse difese già respinte. È necessario individuare e dimostrare i vizi di legittimità (violazione di legge o vizi di motivazione) che inficiano la sentenza. In caso contrario, il ricorso non supererà il vaglio di ammissibilità, con conseguenze negative non solo sull’esito del processo, ma anche sul piano economico per il ricorrente.
Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché ha ritenuto i motivi presentati ‘generici’. Essi non si confrontavano criticamente con la motivazione della sentenza d’appello, ma si limitavano a reiterare argomenti già valutati e a sollecitare una nuova valutazione delle prove, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.
Cosa significa che i motivi di un ricorso sono ‘generici’?
Significa che le ragioni dell’impugnazione sono formulate in modo vago e non specifico, senza individuare un preciso errore di diritto o un vizio logico nel ragionamento del giudice che ha emesso la sentenza impugnata. Un motivo generico non attacca la decisione, ma esprime un mero dissenso.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Oltre alla conferma della condanna, la dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47815 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 47815 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 06/07/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/10/2022 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
R.G. n. 13666/2023
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per i reati previsti dagli artt. 337 e pen.) e la memoria;
Esaminati i motivi di ricorso, relativi al giudizio di responsabilità, alla corretta qua giuridica dei fatti, al travisamento della prova in ordine alla individuazione del momento sarebbe intervenuto il sequestro del mezzo;
Ritenuti i motivi inammissibili perché generici rispetto alla motivazione della sen impugnata, con la quale obiettivamente non si confrontano, e sostanzialmente volti a sollecit una diversa valutazione delle prove e una rivisitazione dei fatti reiterando argomenti già p alla cognizione della Corte e da questa adeguatamente valutati (cfr., in particolare, fogl 4 della sentenza in relazione alla individuazione del momento di commissione della condotta del compimento del sequestro);
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore de Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processu e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 6 luglio 2023.