Ricorso Inammissibile: Le Conseguenze di un Atto Generico
Presentare un’impugnazione in Cassazione richiede rigore e precisione. Un atto non redatto secondo i crismi di legge rischia di essere dichiarato ricorso inammissibile, una decisione che preclude l’esame nel merito della questione e comporta conseguenze negative per il ricorrente. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la genericità dei motivi possa portare a tale esito, cristallizzando la condanna emessa nei gradi precedenti.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d’Appello, la quale aveva confermato la responsabilità penale di un individuo per il reato di frode informatica, previsto dall’art. 640-ter del codice penale. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, decideva di rivolgersi alla Corte di Cassazione, contestando la correttezza della motivazione che aveva portato alla sua condanna.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha posto fine al percorso giudiziario del ricorrente dichiarando il suo ricorso inammissibile. Di conseguenza, la Corte non è entrata nel vivo della questione, ovvero non ha valutato se la condanna fosse giusta o meno, ma si è fermata a un esame preliminare dell’atto di impugnazione, riscontrandovi un vizio insanabile.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Inammissibile?
Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui i Giudici hanno respinto l’impugnazione. Il ricorso è stato definito ‘generico per indeterminatezza’. Secondo la Corte, l’unico motivo presentato si limitava a contestare la motivazione della sentenza d’appello senza però rispettare i requisiti imposti dall’articolo 581, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale.
Questa norma richiede che l’atto di impugnazione contenga, a pena di inammissibilità, l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva indicato gli elementi specifici su cui si basava la sua censura. A fronte di una motivazione della Corte d’Appello ritenuta ‘logicamente corretta’, il ricorso non ha permesso alla Suprema Corte di individuare i precisi rilievi mossi e, quindi, di esercitare il proprio sindacato di legittimità.
In sostanza, non è sufficiente affermare di non essere d’accordo con una sentenza; è necessario spiegare in modo dettagliato e puntuale perché quella decisione sarebbe errata, indicando i passaggi argomentativi viziati e le prove che sarebbero state travisate. La mancanza di tale specificità rende il ricorso inammissibile.
Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche della Decisione
La dichiarazione di inammissibilità ha avuto due conseguenze dirette e significative per il ricorrente. In primo luogo, la condanna per frode informatica è diventata definitiva. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria è prevista proprio per scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o non redatti secondo le regole processuali. La vicenda sottolinea l’importanza cruciale, per la difesa, di redigere atti di impugnazione chiari, specifici e tecnicamente ineccepibili, poiché la genericità non solo impedisce la revisione della condanna, ma comporta anche un ulteriore onere economico.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile quando manca dei requisiti prescritti dalla legge, come nel caso esaminato in cui è risultato generico e indeterminato perché non indicava gli elementi specifici posti a base della censura contro la sentenza impugnata.
Cosa significa che un motivo di ricorso è ‘generico’?
Significa che il ricorso contesta la correttezza della motivazione di una sentenza senza però indicare in modo specifico quali sono i punti contestati e le ragioni della critica, non consentendo così al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, nel caso specifico pari a tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41747 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 41747 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/09/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME NOME a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/12/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
hP , CC: 21 > n Letto il ricorso di COGNOME NOME,
0
ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che contesta la correttezza dell motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di all’art. 640-ter cod. pen., è generico per indeterminatezza perché privo requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen. in qu fronte di una motivazione della sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il pro sindacato;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento dell spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore della Cassa del ammende.
Così deciso in Roma, il 10 settembre 2024
COGNOME