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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di droga. L’appello è stato respinto perché si limitava a ripetere gli argomenti del precedente grado di giudizio, senza contestare specificamente le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello, violando così il principio della critica argomentata.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione ribadisce che non basta ripetere i motivi d’appello

L’ordinanza in esame offre un importante chiarimento sui requisiti di ammissibilità delle impugnazioni, in particolare del ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera riproposizione di quelli già esposti in appello, senza un confronto critico e puntuale con le argomentazioni della sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale della procedura penale: l’impugnazione deve essere una critica argomentata e non una semplice ripetizione.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una condanna emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Torino. L’imputato era stato giudicato colpevole per un reato legato agli stupefacenti, previsto dall’art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990, e condannato alla pena di otto mesi di reclusione e 1.000,00 euro di multa.

Contro la sentenza della Corte d’Appello, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione, basandolo su due motivi principali.

I Motivi del Ricorso per Cassazione

La difesa ha articolato il ricorso su due censure distinte:

1. Mancato riconoscimento del vincolo della continuazione: Si lamentava l’errata interpretazione e applicazione dell’art. 81 del codice penale. La difesa sosteneva che il reato in questione dovesse essere considerato in continuazione con altri reati precedentemente giudicati con un’altra sentenza, il che avrebbe comportato un trattamento sanzionatorio più favorevole.
2. Mancata esclusione della recidiva: Il secondo motivo contestava l’applicazione della recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale (art. 99 cod. pen.), chiedendone l’esclusione.

Entrambi i punti erano già stati sollevati e respinti nel giudizio d’appello.

La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. La ragione di tale decisione non risiede nel merito delle questioni sollevate (continuazione e recidiva), ma in un vizio procedurale preliminare e assorbente: la modalità con cui i motivi sono stati formulati.

Secondo la Corte, il ricorso si limitava a riproporre le stesse identiche doglianze già presentate nell’atto di appello, senza confrontarsi in modo specifico e critico con le ragioni per cui la Corte territoriale le aveva respinte. Questo approccio rende l’impugnazione priva della sua funzione essenziale.

Le Motivazioni della Cassazione: Il Principio della Critica Argomentata

Il cuore della decisione della Cassazione risiede nel richiamo a un consolidato principio giurisprudenziale. La funzione tipica di un’impugnazione è quella di realizzare una critica argomentata avverso il provvedimento che si contesta. Per essere ammissibile, un ricorso deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la richiesta, instaurando un confronto puntuale con le argomentazioni della sentenza impugnata. Se l’atto di ricorso, come nel caso di specie, ignora la motivazione della decisione precedente e si limita a reiterare le critiche già formulate, perde la sua funzione. Diventa un atto sterile che non permette al giudice dell’impugnazione di valutare la fondatezza delle censure alla luce della decisione criticata. La Corte ha citato diverse sentenze conformi, sottolineando come un ricorso che si limita a lamentare una generica carenza o illogicità della motivazione, senza un’analisi critica specifica, sia destinato all’inammissibilità.

Le Conclusioni: L’Importanza di un Ricorso Specifico

La pronuncia ribadisce che la redazione di un atto di impugnazione richiede un lavoro di analisi critica della sentenza che si intende contestare. Non è sufficiente riproporre le medesime argomentazioni difensive, ma è necessario smontare, pezzo per pezzo, il ragionamento del giudice precedente, evidenziandone gli errori di diritto o i vizi logici. La conseguenza di un ricorso inammissibile non è solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una somma a favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000,00 euro. Questa decisione serve da monito sull’importanza della tecnica redazionale e della specificità dei motivi nel processo penale.

Perché il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano una semplice ripetizione delle argomentazioni già esposte nell’atto di appello, senza un confronto critico e specifico con le motivazioni della sentenza impugnata.

Cosa significa che un ricorso deve confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata?
Significa che l’atto di impugnazione non può limitarsi a riproporre le proprie tesi, ma deve analizzare il ragionamento del giudice che ha emesso la sentenza e spiegare puntualmente perché tale ragionamento sarebbe errato in diritto o viziato nella logica.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che nel caso specifico è stata quantificata in 3.000,00 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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