Ricorso Inammissibile: La Cassazione non è un Terzo Grado di Giudizio sui Fatti
Quando un imputato decide di impugnare una sentenza di condanna fino all’ultimo grado di giudizio, deve essere consapevole dei limiti del ricorso in Cassazione. La recente ordinanza della Suprema Corte chiarisce ancora una volta che presentare un ricorso inammissibile, basato su una mera rilettura dei fatti, porta non solo alla conferma della condanna, ma anche a ulteriori sanzioni pecuniarie. Analizziamo il caso per comprendere meglio i principi applicati.
I Fatti di Causa
Il ricorrente era stato condannato sia in primo grado dal Tribunale che in secondo grado dalla Corte d’Appello per il reato previsto dall’art. 171-ter della legge sul diritto d’autore. La condanna prevedeva la pena di un anno e otto mesi di reclusione e 3.000 euro di multa. I fatti risalivano al 2017 e si erano svolti presso l’imbarco dei traghetti in una città del Sud Italia.
Insoddisfatto della decisione della Corte d’Appello, l’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, basandolo su due motivi principali:
1. Una critica alla valutazione della sua colpevolezza, proponendo una ricostruzione dei fatti diversa da quella accertata nei precedenti gradi di giudizio.
2. Una lamentela sull’eccessività della pena inflitta.
L’Analisi della Cassazione e il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato entrambi i motivi, dichiarandoli entrambi manifestamente infondati e, di conseguenza, l’intero ricorso inammissibile. Questo esito sottolinea una regola fondamentale del processo penale: il giudizio di legittimità non serve a rivedere nel merito le prove e i fatti.
Il Divieto di Rivalutazione dei Fatti
Il primo motivo è stato respinto perché, secondo la Corte, il ricorrente non ha evidenziato vizi logici o giuridici nella motivazione della sentenza d’appello. Al contrario, ha tentato di proporre una ‘rivalutazione alternativa delle fonti probatorie’. In altre parole, ha chiesto alla Cassazione di fare ciò che non le compete: giudicare nuovamente i fatti. Il ruolo della Suprema Corte è quello di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata, non di sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito.
La Congruità della Pena
Anche il secondo motivo, relativo alla presunta eccessività della pena, è stato giudicato infondato. La Corte ha osservato che i giudici d’appello avevano già motivato adeguatamente sul punto, specificando che la pena era stata fissata al minimo edittale. Questo, nonostante l’imputato avesse precedenti penali. Pertanto, lamentare l’eccessività di una pena già al suo livello più basso previsto dalla legge è apparso alla Corte una censura priva di fondamento.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse sorretta da considerazioni razionali e logiche. Le argomentazioni della difesa, al contrario, si limitavano a contrapporre ‘differenti apprezzamenti di merito’, che esulano completamente dal perimetro del giudizio di legittimità. Citando un precedente consolidato (Cass. n. 5465/2020), la Corte ha ribadito che non può sindacare le scelte dei giudici di merito quando queste sono adeguatamente motivate e prive di vizi logici.
La conseguenza inevitabile di un ricorso manifestamente infondato è la sua declaratoria di inammissibilità. Questo comporta, ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, la condanna del ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in questo caso in tremila euro.
Conclusioni
Questa ordinanza offre un importante monito: il ricorso in Cassazione è uno strumento per contestare errori di diritto, non per tentare una terza valutazione dei fatti. Quando i motivi di ricorso si limitano a proporre una diversa lettura delle prove, senza individuare specifiche illogicità o violazioni di legge nella sentenza impugnata, il risultato è un ricorso inammissibile. Ciò non solo rende definitiva la condanna, ma aggiunge un ulteriore onere economico per il ricorrente. È fondamentale, quindi, che l’assistenza legale valuti con estremo rigore i presupposti per un ricorso in Cassazione, concentrandosi esclusivamente su questioni di legittimità.
Perché il ricorso dell’imputato è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano manifestamente infondati. Il primo motivo mirava a una rivalutazione dei fatti, che non è consentita in Cassazione, mentre il secondo lamentava l’eccessività di una pena che era già stata fissata al minimo previsto dalla legge.
La Corte di Cassazione può riesaminare le prove di un processo?
No, la Corte di Cassazione svolge un giudizio di legittimità, non di merito. Il suo compito è verificare la corretta applicazione delle norme di diritto e la logicità della motivazione della sentenza impugnata, ma non può riesaminare le prove o sostituire la propria valutazione dei fatti a quella dei giudici dei gradi precedenti.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale. In questo caso, la somma è stata fissata in 3.000 euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 2737 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 2737 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/09/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a CASABLANCA( MAROCCO)DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 05/11/2024 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Premesso che è stata impugnata la sentenza della Corte di appello di Reggio Calabri novembre 2024, che ha confermato la decisione resa dal Tribunale di Reggio Calabria il 21 g 2023, con la quale NOME era stato condannato alla pena di un anno, otto me reclusione e 3.000 euro di multa, in quanto ritenuto colpevole del reato ex art. 171 ter, co. 2 lett. a), della legge n. 633 del 1941. Fatto commesso in Villa San Giovanni il 25 settem
Rilevato che il primo motivo di ricorso, con il quale si censura la conferma del g colpevolezza dell’imputato, è manifestamente infondato, in quanto presenta una ricostruz termini prevalentemente fattuali ed appare volto a prefigurare, invero in termini non una rivalutazione alternativa delle fonti probatorie, a fronte dell’adeguata e non illogi degli accertamenti compiuti dalla P.G. presso l’imbarco dei traghetti di Villa San Giovan
Osservato che il secondo motivo di ricorso, con il quale viene lamentata l’eccessività d è anch’esso manifestamente infondato, avendo al riguardo la Corte di appello rimarcato pena è stata fissata in misura corrispondente al minimo edittale, nonostante i precede carico, non venendo in rilievo significative differenze rispetto alla posizione del coimp
Ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata risulta sorretta da considerazioni r cui la difesa contrappone differenti apprezzamenti di merito, che tuttavia esulano dal del giudizio di legittimità (cfr. Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, Rv. 280601
Considerato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile e rilevat declaratoria dell’inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l pagamento delle spese del procedimento, nonché quello del versamento della somma, in fa della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in tremila euro.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese proce della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 19 settembre 2025.