Ricorso Inammissibile in Cassazione: Il Divieto di Riesaminare le Prove
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale del nostro sistema processuale: il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio sul merito, ma di un giudice di legittimità. Quando un ricorso si limita a contestare la valutazione dei fatti e delle prove, senza sollevare vizi di legge, il suo esito è segnato: si tratta di un ricorso inammissibile. Questo caso, relativo alla vendita di supporti audiovisivi contraffatti, offre un chiaro esempio di questo principio.
I Fatti del Caso: Vendita di CD e DVD Contraffatti
La vicenda giudiziaria ha origine da un controllo effettuato in un mercato cittadino. Un uomo veniva sorpreso a esporre su una bancarella 84 CD musicali e 38 DVD contenenti opere protette dal diritto d’autore, tutti abusivamente duplicati. Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, l’imputato si era persino rivolto a loro chiedendo se fossero interessati all’acquisto. Sulla base di questi elementi, veniva condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato previsto dalla legge sul diritto d’autore.
Il Ricorso in Cassazione e i suoi motivi
L’imputato, non rassegnato alla condanna, proponeva ricorso per Cassazione. Le sue doglianze, tuttavia, non si concentravano su presunte violazioni di norme giuridiche o vizi procedurali. Al contrario, l’atto di impugnazione mirava a contestare la correttezza della ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito e a ottenere una nuova e diversa valutazione del materiale probatorio, in particolare delle prove testimoniali. In sostanza, il ricorrente chiedeva alla Suprema Corte di ‘rileggere’ le prove in una chiave a lui più favorevole.
La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato come le argomentazioni proposte fossero meramente ripetitive di quelle già respinte in appello e, soprattutto, non consentite in sede di legittimità. La difesa, infatti, si limitava a proporre una lettura alternativa delle risultanze processuali, attività che esula completamente dalle competenze della Cassazione.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Nella sua ordinanza, la Corte ha spiegato in modo cristallino i limiti del suo sindacato. È preclusa alla Cassazione non solo la possibilità di sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella compiuta nei precedenti gradi, ma anche quella di verificare la tenuta logica della sentenza attraverso un confronto con modelli di ragionamento alternativi. Il compito della Suprema Corte è verificare che la motivazione della sentenza impugnata sia logicamente coerente e non viziata da errori di diritto, non di stabilire se un’altra ricostruzione dei fatti sarebbe stata possibile.
I giudici hanno citato consolidati orientamenti giurisprudenziali (tra cui la nota sentenza ‘Jakani’ delle Sezioni Unite) per ribadire che, anche dopo le modifiche all’art. 606 c.p.p., non è consentita una nuova valutazione delle risultanze processuali. Nel caso di specie, la sentenza d’appello era stata ritenuta del tutto logica e coerente, avendo evidenziato come l’imputato fosse stato colto nell’atto di offrire in vendita la merce contraffatta esposta sulla sua bancarella.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa pronuncia conferma un’indicazione fondamentale per chiunque intenda presentare un ricorso in Cassazione in materia penale. È inutile e controproducente basare l’impugnazione su una semplice contestazione della ricostruzione dei fatti o sulla speranza che la Suprema Corte valuti le prove in modo diverso. Un ricorso inammissibile non solo non porta ad alcun risultato utile, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto nel caso in esame, con una condanna al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende. Il ricorso per Cassazione deve essere fondato su precise censure di legittimità: violazione di legge o vizi logici manifesti e decisivi della motivazione.
Qual è la ragione principale per cui il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non sollevava questioni di diritto, ma si limitava a chiedere una nuova valutazione delle prove e dei fatti, un’attività che è preclusa alla Corte di Cassazione.
La Corte di Cassazione può riesaminare le testimonianze o altre prove?
No, la Corte di Cassazione non può riesaminare le testimonianze o altre prove. Il suo compito è limitato a verificare la correttezza giuridica e la coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata, senza sostituire la propria valutazione dei fatti a quella dei giudici di merito.
Quali sono state le conseguenze per il ricorrente dopo la dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 37833 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 37833 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 04/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: RAGIONE_SOCIALE nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 09/05/2024 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Letta la memoria difensiva depositata in data 18/09/2024 con cui ha insistito nell’accoglimento del ricorso.
Ritenuto che il ricorso di NOME COGNOME, che contesta la correttezza della d. motivazione posta t 1pase della dichiarazione di responsabilità per il reato di detenzione per la vendita di n. 84 CD musicali e 38 DVD contenti opere d’autore abusivamente duplicati di cui all’art. 171 ter lett. d) legge n. 633 del 1941 in quanto esposti su un tavolino al mercato di INDIRIZZO a Reggio Calabria è inammissibile per la proposizione di motivi ripetitivi e non consentiti dalla legge, limitandosi il ricorren a muovere censure di merito in relazione all’affermazione della responsabilità penale e la rivisitazione del materiale probatorio (valutazione RAGIONE_SOCIALE prove testimoniali) in chiave alternativa, non consentite in questa sede.
Infatti, alla Corte di RAGIONE_SOCIALEzione è preclusa la possibilità non solo di sovrapporre la propria valutazione RAGIONE_SOCIALE risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi, ma anche di saggiare la tenuta logica della pronuncia portata alla sua cognizione mediante un raffronto tra l’apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli di ragionamento mutuati dall’esterno (Sez. Un., n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260); resta dunque esclusa, pur dopo la modifica dell’art. 606 lett. e) c.p.p., la possibilità di una nuova valutazione RAGIONE_SOCIALE risultanze da contrapporre a quella effettuata dal giudice di merito, attraverso una diversa lettura, sia pure anch’essa logica, dei dati processuali o una diversa ricostruzione storica dei fatti o un diverso giudizio di rilevanza o attendibilità RAGIONE_SOCIALE fonti di prova (Sez. 2, 7380 dell’11/01/2007, COGNOME ed altro, Rv. 235716).
Peraltro, con motivazione del tutto logica e coerente, la sentenza impugnata ha, in particolare, evidenziato che all’atto dell’intervento dei militari, i supporti era collocati su una bancarella e l’imputato aveva chiesto a costoro se volessero acquistarli.
Rilevato cpertanto che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della RAGIONE_SOCIALE.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e della somma di C 3.000,00 in favore della RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE ammende.
Così deciso in Roma, il 4 ottobre 2024
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Il Presidente