Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43150 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 43150 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a NOVARA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/07/2022 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME, ritenuto che i motivi di ricorso, che contestano la violazione di legge penale in ordine agli artt. 367 cod. pen., 55, 326 cod. proc. pen. in rei. all’art. 642 cod. pen., nonché la violazione del diritto di difesa quanto agli artt. 190, 192 e 546 cod. proc. pen., oltre che la falsa applicazione degli artt. 642, 62 n. 2, 367 cod. pen. e 129, 529 cod. proc. pen., sono indeducibili poiché tutti fondati su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso (si vedano, in particolare, pagg. 5 e ss. della sentenza impugnata);
tenuto conto, peraltro, che i primi tre motivi – oltre che reiterativi – sono costituti da mere doglianze in punto di fatto, finalizzate ad ottenere un’inammissibile ricostruzione della vicenda mediante criteri di valutazione diversi da quelli adottati dal giudice di merito, il quale, con motivazione esente da vizi logici e giuridici, ha già esplicitato in modo esaustivo le ragioni del suo convincimento;
che esula, infatti, dai poteri della Corte di RAGIONE_SOCIALEzione quello di una “rilettura” degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva, riservata al giudice di merito (per tutte: Sez. U, n. 6402, del 30/4/1997, Dessimone, Rv. 207944);
vista la memoria del 20 settembre 2023, depositata dal difensore della parte civile RAGIONE_SOCIALE, con conclusioni scritte e nota spese;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle ammende, nonché alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute nel presente giudizio dalla parte civile costituita, liquidate come in dispositivo, tenendo conto dell’attività svolta, della notula e della tariffa legale.
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Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle ammende. Condanna, inoltre, l’imputato alla refusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute nel presente giudizio dalla parte civile che liquida in complessivi euro tremilaseicentottantasei, oltre accessori di legge.
Così deciso, il 26 settembre 2023
Il Consigliere Estensore