Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38948 Anno 2025
REPUBBLICA ITALIANA Relatore: NOME COGNOME
Penale Ord. Sez. 7 Num. 38948 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/10/2025
SETTIMA SEZIONE PENALE
NOME COGNOME
NOME COGNOME
ha pronunciato la seguente
Sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a BARLETTA il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 28/10/2024 della Corte d’appello di Brescia dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso presentato nell’interesse di NOME COGNOME;
considerato che con un unico motivo d’impugnazione il ricorrente si duole del vizio di motivazione in relazione all’art. 131bis cod. pen., sussistendo le condizioni per il riconoscimento della causa di non punibilità, diversamente da quanto ritenuto dai giudici dell’appello;
rilevato che la Corte di appello ha escluso che il fatto potesse ritenersi lieve, al solo considerare che il ricorrente ha appiccato il fuoco a un materasso, in un ambiente chiuso e altamente popolato come un istituto carcerario, con evidente rischio per lo stesso imputato e per i terzi;
considerato che, dunque, il ricorrente sostanzialmente si duole del mancato accoglimento della tesi difensiva, così riproponendo davanti al giudice di legittimità le medesime osservazioni di merito esposte con il gravame e riproposte con il ricorso, dal che discende l’inammissibilità del ricorso. A tale proposito si oserva che la Corte di , atteso che «il giudice di legittimità, investito di un ricorso che proponga una diversa valutazione degli elementi di prova (cosiddetto travisamento del fatto), non può optare per la soluzione che ritiene piø adeguata alla ricostruzione dei fatti, valutando l’attendibilità dei testi e le conclusioni dei periti e consulenti tecnici, potendo solo verificare, negli stretti limiti della censura dedotta, se un mezzo di prova esista e se il risultato della prova sia quello indicato dal giudice di merito, sempre che questa verifica non si risolva in una valutazione della prova. (…)» (Sez. 4, n. 36769 del 09/06/2004, Cricchi, Rv. 229690 – 01);
considerato che il motivo si sostanzia nella mera reiterazione delle argomentazioni esposte con il gravame, disattese dalla Corte di appello con motivazione logica e non contradditoria e trasfusi nel ricorso, senza l’enucleazione di specifiche censure alla sentenza impugnata, scrutinabili in sede di legittimità, dal che discende l’inammissibilità dei motivi in scrutinio, a mente del principio piø volte affermato da questa Corte, a mente del quale «Ł inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito,
Ord. n. sez. 14414/2025
CC – 21/10/2025
R.G.N. NUMERO_DOCUMENTO
dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso» (Sez. 2, n. 42046 del 17/07/2019, COGNOME, Rv. 277710 – 01);
considerato, inoltre, che con tale struttura argomentativa il ricorrente si limita a sostenere l’erroneità della sentenza impugnata, senza che siano esposte reali censure alla motivazione della sentenza impugnata, con la quale manca ogni reale confronto. Da ciò discende l’inammissibilità del motivo anche perchØ difetta del requisito della specificità “estrinseca”,mancando l’indicazione della correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’atto d’impugnazione, atteso che quest’ultimo non può ignorare le affermazioni del provvedimento censurato o soltanto formalmente evidenziarle senza realmente confrontarsi con esse poichØ in tal caso i motivi omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso (Sez. 4, n. 19634 del 14/3/2024, COGNOME Fazio, Rv. 286468).
rilevato , che quanto esposto porta alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione, cui segue, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento nonchØ, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento in favore della cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti.
P.Q.M
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così Ł deciso, 21/10/2025
Il AVV_NOTAIO estensore
Il Presidente NOME COGNOME
NOME COGNOME