Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Motivi Manifestamente Infondati
L’ordinanza n. 44438/2023 della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile venga trattato nel nostro ordinamento. Quando i motivi di appello sono considerati ‘manifestamente infondati’, la Suprema Corte non entra nel merito della questione, ma si limita a respingere l’istanza, con conseguenze significative per il ricorrente. Questo caso specifico riguarda questioni procedurali, come il rigetto di un giudizio abbreviato condizionato, e di diritto sostanziale, come la qualificazione giuridica di un reato in rapina impropria.
I Fatti del Processo
La vicenda processuale ha origine da una sentenza della Corte d’appello di Bologna. Un imputato, condannato nei primi due gradi di giudizio, ha deciso di proporre ricorso per cassazione, affidando la sua difesa a un unico, ma articolato, motivo di doglianza.
Il ricorrente lamentava principalmente due presunte violazioni di legge da parte dei giudici di merito:
1. L’erroneo rigetto della sua richiesta di giudizio abbreviato condizionato.
2. L’errata qualificazione giuridica del fatto come rapina impropria consumata.
La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto che l’intero ricorso non meritasse nemmeno una discussione approfondita nel merito, dichiarandolo inammissibile.
Analisi di un Ricorso Ritenuto Inammissibile
La Suprema Corte ha smontato le argomentazioni del ricorrente punto per punto, evidenziando la loro manifesta infondatezza. Questo concetto è cruciale: non si tratta di motivi semplicemente deboli, ma di argomentazioni prive di qualsiasi seria base giuridica o in palese contrasto con la legge e l’interpretazione costante della giurisprudenza.
Sulla Richiesta di Giudizio Abbreviato Condizionato
Il ricorrente sosteneva che il giudice di primo grado avesse sbagliato a non ammettere l’integrazione probatoria richiesta come condizione per accedere al rito abbreviato. La Cassazione ha però confermato la correttezza della decisione della Corte d’appello, la quale aveva già spiegato in modo adeguato che il quadro probatorio esistente era completo e sufficiente per l’accertamento dei fatti. La richiesta di ulteriori prove era, quindi, non necessaria ai fini della decisione, rendendo legittimo il rigetto dell’istanza.
Sulla Qualificazione Giuridica del Fatto
Il secondo punto del ricorso riguardava la qualificazione del reato. L’imputato contestava la configurazione della rapina impropria consumata. Anche in questo caso, la Corte ha rilevato che le argomentazioni proposte erano in ‘palese contrasto’ non solo con la norma, ma anche con la ‘consolidata giurisprudenza di legittimità’. La Corte di merito si era infatti attenuta a un orientamento giurisprudenziale ben definito (citando esplicitamente la sentenza n. 15584 del 2021), rendendo la critica del ricorrente priva di fondamento.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sottolineando come il ricorso non facesse altro che riproporre le medesime doglianze già presentate e respinte con adeguata motivazione dalla Corte d’appello. La manifesta infondatezza emerge proprio da questa insistenza su tesi giuridiche già smentite e contrarie a principi consolidati. Un ricorso, per essere ammissibile, deve presentare argomenti seri e pertinenti, capaci di mettere in discussione la correttezza della sentenza impugnata, e non limitarsi a riproporre questioni già risolte.
Le Conclusioni
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta due conseguenze dirette e onerose per il ricorrente. In primo luogo, la sentenza impugnata diventa definitiva. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria non ha solo una funzione punitiva, ma serve anche da deterrente contro la presentazione di ricorsi palesemente infondati, che hanno il solo effetto di congestionare il sistema giudiziario senza reali prospettive di accoglimento.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza?
Un ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza quando i motivi presentati sono palesemente privi di fondamento giuridico o si pongono in contrasto con dati normativi o con la consolidata giurisprudenza di legittimità.
Può un giudice rigettare una richiesta di giudizio abbreviato condizionato?
Sì, il giudice può rigettare la richiesta se ritiene che l’integrazione probatoria richiesta dall’imputato non sia necessaria ai fini della decisione, in quanto il quadro probatorio già acquisito è completo e sufficiente.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44438 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44438 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME, nato a Pagani il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/12/2022 della Corte d’appello di Bologna
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
ritenuto che l’unico motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge con riguardo, anzitutto, alla ritenuta correttezza del rigetto, da parte del giudice di primo grado, della richiesta di giudizio abbreviato condizionato, è manifestamente infondato, atteso che la Corte d’appello di Bologna ha adeguatamente motivato in ordine alla completezza dell’informazione probatoria già in atti e, quindi, alla non necessarietà della richiesta integrazione probatoria ai fini dell’accertamento del fatto (si vedano, in particolare, le pag. 3 e 4 dell sentenza impugnata);
considerato che lo stesso unico motivo è manifestamente infondato anche là dove deduce la violazione di legge con riguardo, in secondo luogo, alla qualificazione giuridica del fatto nel reato di rapina impropria consumata, in quanto prospetta argomenti in palese contrasto con il dato normativo e con la consolidata giurisprudenza di legittimità (vedi, sul punto: Sez. 2, n. 15584 del 12/02/2021, Bevilacqua, Rv. 281117), a cui si è congruamente conformata la Corte di merito
rispondendo alle medesime doglianze già dedotte con l’atto di appello (si veda, in particolare, la pag. 5 della sentenza impugnata);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 12 settembre 2023.