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Ricorso inammissibile: quando è infondato l’appello

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, poiché la Corte d’Appello aveva già fornito una motivazione logica e completa sulla configurazione del reato, sulla sanzione e sulla mancata concessione delle attenuanti generiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per resistenza

Quando un ricorso in Cassazione viene definito manifestamente infondato? Con l’ordinanza n. 15566/2024, la Suprema Corte offre un chiaro esempio, dichiarando un ricorso inammissibile e confermando la condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare motivi di ricorso solidi e pertinenti, che non si limitino a una semplice rilettura dei fatti già valutati nei gradi di giudizio precedenti.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine da una sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Bari per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’art. 337 del codice penale. L’imputato, non accettando la decisione, ha proposto ricorso per Cassazione, contestando diversi aspetti della sentenza, tra cui la configurazione stessa del reato, il trattamento sanzionatorio applicato e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La Decisione della Corte di Cassazione e il ricorso inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato i motivi presentati dal ricorrente e li ha ritenuti manifestamente infondati, portando a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta non solo la conferma definitiva della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

Analisi dei motivi del ricorso inammissibile

La Corte ha specificato che i motivi addotti non erano idonei a mettere in discussione la legittimità della sentenza impugnata. Il ricorso, infatti, si concentrava su censure che, a un’analisi preliminare, apparivano prive di qualsiasi fondamento giuridico, rendendo superflua un’analisi approfondita nel merito.

Le Motivazioni della Decisione

Il fulcro dell’ordinanza risiede nelle motivazioni con cui i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso. La Corte ha evidenziato come la sentenza della Corte d’Appello fosse logica, coerente e puntuale su tutti i punti contestati.

Logicità e Coerenza della Sentenza Impugnata

I giudici di Cassazione hanno constatato che la Corte territoriale aveva motivato in modo impeccabile la propria decisione. In particolare, era stata chiarita in modo esauriente la configurazione del reato contestato, con un’analisi precisa dell’individuazione dell’atto d’ufficio che il pubblico ufficiale stava compiendo e che l’imputato aveva tentato di ostacolare. Questo punto è cruciale nel reato di resistenza.

Trattamento Sanzionatorio e Mancata Concessione delle Attenuanti

Anche per quanto riguarda la determinazione della pena e il diniego delle circostanze attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto che la decisione d’appello fosse inattaccabile. Il giudice di merito aveva fatto buon governo dei principi giuridici applicabili, basando la sua scelta su elementi decisivi e considerando le specifiche argomentazioni difensive, senza tralasciare alcun aspetto rilevante.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame ribadisce un principio fondamentale del processo penale: il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È un giudizio di legittimità, volto a verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Quando un ricorso si limita a proporre censure manifestamente infondate, che non evidenziano reali vizi di legge, la sua sorte è segnata: verrà dichiarato un ricorso inammissibile. Questa decisione serve da monito sull’importanza di strutturare un’impugnazione su motivi giuridicamente validi, pena la condanna a ulteriori spese e sanzioni.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile quando i motivi presentati sono manifestamente infondati, ovvero quando le censure non hanno alcuna possibilità di essere accolte e si limitano a contestare la valutazione dei fatti già operata dai giudici, senza individuare vizi di legittimità come la violazione di legge o il vizio di motivazione.

Cosa ha valutato la Corte per confermare il diniego delle circostanze attenuanti generiche?
La Corte ha confermato il diniego perché la decisione del giudice precedente era basata su una corretta applicazione dei principi legali, riferendosi a elementi ritenuti decisivi e valutando attentamente le specifiche considerazioni difensive, senza tralasciare alcun aspetto rilevante.

Qual è la conseguenza di una dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La conseguenza è la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro stabilita dal giudice (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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