Ricorso Inammissibile in Cassazione: Analisi di un Caso Pratico
Presentare un ricorso in Corte di Cassazione richiede rigore e precisione. Non è sufficiente un generico dissenso verso una sentenza di condanna. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile venga trattato, sottolineando i requisiti essenziali che ogni impugnazione deve possedere per superare il vaglio di ammissibilità. Analizziamo insieme questa decisione per comprendere le ragioni che portano a tale esito e le relative conseguenze.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo in Corte d’Appello per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 337 del codice penale. Non accettando la decisione, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, contestando la sentenza di secondo grado. L’oggetto della sua doglianza si concentrava, in particolare, sulla motivazione relativa alla determinazione della pena inflitta.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha posto fine al percorso giudiziario dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, la condanna pronunciata dalla Corte d’Appello è divenuta definitiva. Oltre a questa statuizione, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale in caso di inammissibilità.
Le Motivazioni: Perché un ricorso è inammissibile?
Il cuore della decisione risiede nelle motivazioni che hanno spinto i giudici a qualificare il ricorso come inammissibile. La Corte ha riscontrato che i motivi presentati erano viziati da tre difetti fondamentali:
1. Ripetitività: Il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già presentate e respinte nei gradi di giudizio precedenti, senza introdurre nuovi elementi di critica specifici contro la sentenza d’appello.
2. Genericità: Le censure erano formulate in modo vago e generico. In particolare, il ricorrente criticava la motivazione sulla pena senza però confrontarsi analiticamente con il ragionamento del giudice di secondo grado.
3. Manifesta Infondatezza: Di conseguenza, i motivi apparivano palesemente privi di fondamento giuridico.
La Corte di Cassazione ha evidenziato che la Corte d’Appello aveva correttamente giustificato la misura della pena, valorizzando elementi concreti come la “complessiva gravità del fatto” e i “precedenti a carico del ricorrente”. Il ricorso, invece, non era riuscito a scalfire la coerenza logico-giuridica di tale motivazione. In sostanza, il ricorrente non ha spiegato perché il ragionamento del giudice d’appello fosse errato, ma si è limitato a esprimere il suo disaccordo. Questo non è sufficiente per un valido ricorso in Cassazione, che non è un terzo grado di giudizio sul fatto, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: per accedere al giudizio di Cassazione, non basta essere in disaccordo con una sentenza. È necessario formulare motivi di ricorso specifici, pertinenti e critici, che attacchino direttamente le possibili violazioni di legge o i vizi logici della motivazione del provvedimento impugnato. Un ricorso inammissibile non solo non ottiene il risultato sperato di una riforma della sentenza, ma comporta anche significative conseguenze economiche per il ricorrente, come il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione serve quindi da monito sull’importanza di un’assistenza legale qualificata che sappia valutare attentamente i presupposti per un’impugnazione efficace davanti alla Suprema Corte.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano ripetitivi, generici e manifestamente infondati, e non si confrontavano specificamente con il ragionamento della sentenza della Corte d’Appello.
Quale reato era stato contestato all’imputato nel caso di specie?
All’imputato era stato contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto e punito dall’articolo 337 del codice penale.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, in questo caso fissata in tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15536 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15536 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 08/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a LIPARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/06/2023 della CORTE APPELLO di GENOVA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
7
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza epigrafe;
esaminati gli atti e il provvedimento impugNOME;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché il motivo dedotto in relazione alla sentenz condanna per il reato di cui all’art. 337 cod. pen. è inammissibile perché ripetitivo, gene comunque manifestamente infondato;
considerato, in particolare, che il motivo censura la motivazione del provvediment impugNOME in punto di pena e che esso non si confronta con il ragionamento del giudice di appello, il quale correttamente ha valorizzato la complessiva gravità del fatto e i precede carico del ricorrente, risultando la Motivazione immune da censure sul piano logico-giuridico;
rilevato che all’inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all’art. 616 proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spe processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in data 8 marzo 2024.