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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo

Un soggetto, condannato per false dichiarazioni a un pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione si fonda anche sulla condotta dell’imputato, che aveva ammesso la propria identità solo dopo gli accertamenti dattiloscopici.

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Pubblicato il 29 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti della genericità

Quando un ricorso per Cassazione rischia di essere dichiarato ricorso inammissibile? Una recente ordinanza della Suprema Corte offre un chiaro esempio, sottolineando l’importanza della specificità dei motivi di impugnazione. Il caso analizzato riguarda una condanna per false dichiarazioni a un pubblico ufficiale, dove il ricorrente si è visto respingere l’appello per la sua manifesta genericità. Analizziamo insieme i fatti e i principi di diritto affermati dai giudici.

I Fatti del Caso

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo per il reato previsto dall’art. 495 del codice penale, ovvero per aver fornito false dichiarazioni sulla propria identità a un pubblico ufficiale. La sentenza di condanna, emessa in primo grado, era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Venezia.

L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, ha proposto ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: la violazione di legge e il vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto”. Secondo la difesa, il reato commesso avrebbe dovuto beneficiare di questa speciale previsione normativa, che esclude la punibilità per fatti di minima offensività.

L’Appello e il ricorso inammissibile in Cassazione

La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, lo ha immediatamente qualificato come ricorso inammissibile. La ragione principale di tale decisione risiede nella natura stessa dei motivi presentati. I giudici hanno evidenziato come le argomentazioni della difesa non fossero altro che una “pedissequa reiterazione” di quelle già sollevate e puntualmente respinte dalla Corte d’Appello.

Questo approccio, secondo la giurisprudenza consolidata, rende il ricorso non specifico e meramente apparente. Un’impugnazione di legittimità, infatti, non può limitarsi a riproporre le stesse questioni già decise, ma deve assolvere alla sua funzione tipica: quella di una critica argomentata e mirata contro le specifiche ragioni della sentenza impugnata. In assenza di tale critica, il ricorso perde la sua funzione e non può essere esaminato nel merito.

La Valutazione della Corte d’Appello

La Corte di Cassazione ha inoltre sottolineato come la decisione della Corte d’Appello fosse ben motivata nell’escludere la particolare tenuità del fatto. I giudici di secondo grado avevano basato la loro valutazione su due elementi cruciali:

1. L’esistenza di un provvedimento cautelare custodiale a carico dell’imputato, un fattore che denota una certa pericolosità sociale.
2. L’ammissione delle reali generalità da parte dell’imputato solo a seguito degli esiti inconfutabili degli accertamenti dattiloscopici. Questo comportamento dimostra una volontà di nascondere la propria identità che non si è esaurita spontaneamente.

Questi elementi, secondo i giudici, delineavano un quadro incompatibile con la minima offensività richiesta per l’applicazione della causa di non punibilità.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, nel dichiarare l’inammissibilità, ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: il ricorso per Cassazione deve essere specifico. Non basta lamentare un’ingiustizia o ripetere le proprie tesi difensive. È necessario attaccare la logica giuridica della sentenza impugnata, evidenziandone le contraddizioni, le illogicità o le violazioni di legge in modo preciso.

Citando precedenti sentenze (come la n. 42046/2019 e la n. 44882/2014), la Corte ha ricordato che i motivi “soltanto apparenti” sono quelli che omettono di confrontarsi criticamente con la decisione di merito. Nel caso di specie, il ricorrente non ha spiegato perché la valutazione della Corte d’Appello fosse errata, ma si è limitato a riproporre la sua richiesta.

Le Conclusioni

La decisione in commento rappresenta un importante monito per la pratica forense. La redazione di un ricorso per Cassazione richiede uno studio approfondito della sentenza impugnata e la formulazione di critiche nuove e specifiche. Limitarsi a ripetere argomenti già disattesi non solo è inefficace, ma conduce a una declaratoria di inammissibilità, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La specificità non è un mero formalismo, ma l’essenza stessa del giudizio di legittimità.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile per genericità?
Secondo la Corte, un ricorso è inammissibile per genericità quando si limita a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte in appello, senza formulare una critica specifica e argomentata contro la decisione impugnata.

Perché nel caso di specie non è stata riconosciuta la particolare tenuità del fatto?
La particolare tenuità del fatto è stata esclusa perché l’imputato era già destinatario di un provvedimento cautelare e ha ammesso la sua vera identità solo dopo essere stato scoperto tramite accertamenti dattiloscopici, dimostrando una condotta non meritevole del beneficio.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come stabilito nel provvedimento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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