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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo

Un automobilista, condannato per lesioni stradali colpose, presenta ricorso in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché i motivi proposti erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione sottolinea che l’impugnazione deve contenere una critica argomentata e puntuale, non una generica lamentela.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile in Cassazione: Analisi di un Caso Pratico

Presentare un ricorso in Corte di Cassazione richiede il rispetto di requisiti formali e sostanziali molto stringenti. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci offre l’occasione per approfondire il concetto di ricorso inammissibile, specialmente quando i motivi sono generici e ripetitivi. Analizziamo insieme questo caso per comprendere perché non basta avere delle ragioni, ma è fondamentale saperle esporre correttamente.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine da una condanna per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, previsto dall’art. 590-bis del codice penale. L’imputato, un automobilista, era stato ritenuto responsabile in primo grado dal Tribunale e la sua condanna a sei mesi di reclusione era stata confermata dalla Corte d’Appello. Non rassegnato, l’imputato ha deciso di tentare l’ultima carta, proponendo ricorso per cassazione tramite il suo difensore.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

Il ricorso si fondava essenzialmente su due doglianze:
1. Una presunta illogicità della motivazione della sentenza d’appello, in particolare riguardo alla valutazione delle dichiarazioni di un testimone chiave.
2. La mancanza e contraddittorietà della motivazione, oltre all’errata applicazione dell’art. 43 del codice penale, in relazione alla configurazione della sua responsabilità penale.

In sostanza, la difesa contestava il modo in cui i giudici di merito avevano ricostruito i fatti e attribuito la colpa all’imputato.

La Decisione della Corte: Il Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha stroncato sul nascere le speranze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito delle questioni sollevate (cioè non stabilisce se l’imputato avesse torto o ragione), ma si ferma a un livello precedente, quello procedurale. La Corte ha ritenuto che il ricorso non avesse i requisiti minimi per poter essere esaminato.

Le Motivazioni: Perché un Ricorso è Considerato Inammissibile?

La parte più interessante della decisione risiede nelle motivazioni. La Suprema Corte spiega che i motivi presentati dall’imputato non erano altro che una pedissequa ripetizione delle stesse argomentazioni già esposte nell’atto di appello e già respinte, con una motivazione logica e congrua, dalla Corte territoriale.

Il punto centrale, ribadito dalla giurisprudenza costante, è che la funzione tipica dell’impugnazione è la critica argomentata del provvedimento che si contesta. Non è sufficiente esprimere un generico dissenso. L’atto di impugnazione deve instaurare un confronto puntuale e specifico con le argomentazioni della sentenza impugnata, indicando chiaramente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che ne giustificano la riforma.

Quando un ricorso per cassazione si limita a riproporre le stesse lamentele del grado precedente, senza confrontarsi criticamente con le ragioni addotte dal giudice d’appello per respingerle, viene meno la sua stessa funzione. Diventa un atto sterile che non adempie al suo scopo, destinandosi così all’inammissibilità. La Corte non è un terzo grado di giudizio dove si possono semplicemente ripresentare le proprie tesi, ma una sede di legittimità dove si controlla la correttezza giuridica della decisione precedente.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza è un monito importante per chiunque intenda impugnare una sentenza penale. Per avere successo in Cassazione, non basta essere convinti delle proprie ragioni. È indispensabile che il ricorso sia redatto in modo tale da smontare, pezzo per pezzo, la motivazione della sentenza d’appello. Una semplice riproposizione dei motivi già esaminati non solo è inutile, ma porta a una declaratoria di inammissibilità, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria (in questo caso, 3.000 euro), rendendo la condanna definitiva.

Perché il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché riproponeva e reiterava gli stessi motivi già presentati con l’atto di appello e motivatamente respinti in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con gli argomenti utilizzati nella sentenza impugnata.

Qual è la funzione tipica di un atto di impugnazione secondo la Corte di Cassazione?
Secondo la Corte, la funzione tipica dell’impugnazione è quella della critica argomentata avverso il provvedimento cui si riferisce. Tale critica deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta, confrontandosi puntualmente con le argomentazioni della decisione che si contesta.

Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in euro 3.000,00.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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