Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Limiti dell’Impugnazione
Quando si impugna una sentenza, specialmente in Cassazione, non è sufficiente dissentire dalla decisione. È necessario formulare critiche precise e fondate su errori di diritto. Un recente provvedimento della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile venga rigettato quando i motivi sono generici e mirano a un riesame dei fatti. Analizziamo insieme questa ordinanza per comprendere i requisiti di un’impugnazione efficace.
I Fatti del Processo: Dal Furto alla Condanna
Due individui venivano condannati in primo grado dal Tribunale per concorso in furto aggravato. L’accusa era di aver rubato merce custodita all’interno di un’autovettura, commettendo il reato con “violenza sulle cose”, ovvero danneggiando lo sportello del veicolo per accedervi.
La Corte d’Appello, in parziale riforma della prima sentenza, escludeva un’altra aggravante e rideterminava la pena, ma confermava la responsabilità penale degli imputati. Contro questa decisione, le difese proponevano ricorso per cassazione.
L’Analisi della Cassazione: Perché il Ricorso è Stato Giudicato Inammissibile
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. La ragione principale, come stabilito dall’art. 606, comma 3, del codice di procedura penale, risiede nella manifesta infondatezza e genericità dei motivi presentati.
La Corte ha sottolineato che i ricorsi non contenevano una necessaria analisi critica delle argomentazioni della Corte d’Appello. Invece di contestare specifici errori di diritto, le difese si erano limitate a:
1. Prospettare doglianze generiche: Le critiche erano vaghe e non si collegavano a precisi elementi di fatto o a ragioni di diritto concrete.
2. Riproponendo censure già esaminate: Molti degli argomenti erano già stati valutati e respinti dai giudici di merito nei gradi precedenti.
3. Chiedere un riesame del merito: I ricorrenti contestavano la valutazione delle prove (come le immagini di videosorveglianza), un’attività che è preclusa alla Corte di Cassazione. Il suo compito, infatti, è quello di verificare la legittimità e la logicità della motivazione, non di sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito.
Le Motivazioni della Decisione
Scendendo nel dettaglio, la Suprema Corte ha smontato punto per punto le argomentazioni difensive, evidenziandone l’infondatezza. In primo luogo, ha chiarito che la “fonte confidenziale” che aveva dato avvio alle indagini era servita solo come spunto iniziale, mentre la responsabilità degli imputati era stata accertata sulla base di prove concrete, come la visione delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza.
Inoltre, le critiche relative alla sussistenza dell’aggravante della violenza sulle cose e al mancato riconoscimento dell’attenuante della speciale tenuità del danno sono state giudicate manifestamente infondate. La Corte ha ribadito che il danneggiamento dello sportello, accertato dagli inquirenti, integrava pienamente l’aggravante. Allo stesso tempo, l’esclusione dell’attenuante era logica, poiché questa richiede un pregiudizio economico quasi irrisorio, condizione non riscontrata nel caso di specie.
Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche
La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna definitiva degli imputati e l’obbligo di pagare le spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio dove ridiscutere i fatti. È uno strumento tecnico che deve essere utilizzato per denunciare vizi di legittimità, ovvero errori nell’applicazione della legge o difetti gravi nella motivazione. Un ricorso generico, ripetitivo o che tenta di ottenere un nuovo esame delle prove è destinato a essere dichiarato ricorso inammissibile, con conseguenze negative per il ricorrente.
Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo la decisione, un ricorso è inammissibile quando è proposto per motivi non consentiti dalla legge, come quelli che riguardano il merito dei fatti, oppure quando i motivi sono manifestamente infondati, generici e non contengono una critica argomentata della decisione impugnata.
Cosa significa che i motivi di ricorso sono “generici”?
Significa che le lamentele (doglianze) non sono specifiche e non si confrontano criticamente con le ragioni esposte nella sentenza che si sta appellando. Si tratta di affermazioni vaghe che non indicano un preciso errore di diritto commesso dal giudice precedente.
La Corte di Cassazione può riesaminare le prove, come un video di sorveglianza?
No, la Corte di Cassazione non può riesaminare le prove. Il suo ruolo è quello di giudicare la legittimità della decisione, ossia verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza sia logica e non contraddittoria. La valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di primo e secondo grado.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17751 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 17751 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 03/04/2024
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a AGRIGENTO il DATA_NASCITA
COGNOME NOME NOMECODICE_FISCALE) nato a AGRIGENTO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 14/10/2022 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
svolta la relazione dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Rilevato che le difese degli imputati COGNOME NOME e COGNOME NOME hanno proposto ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Palermo, epigrafe, con la quale è stata riformata, previa esclusione dell’aggravante dì cui a 7, cod. pen. e rideterminazione della pena, quella del Tribunale di Agrigento di co concorso in un furto di merce custodita in un’autovettura, aggravato dalla violenza (in Agrigento, il 5/10/2018);
considerato che i ricorsi sono inammissibili ai sensi dell’art. 606, c. 3, c proposti per motivi non scanditi da necessaria analisi critica delle argomentazioni p della decisione (sul contenuto essenziale dell’atto d’impugnazione, in motivazione 8700 del 21/1/2013, Rv. 254584; Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, COGNOME, Rv. 268822, sui motivi d’appello, ma i cui principi possono applicarsi anche al ricorso);
che, in ogni caso le difese hanno prospettato doglianze del tutto generiche c coniugano a ragioni di diritto ed elementi in fatto a sostegno delle stesse (pri quinto motivo COGNOME); dedotto deficit motivazionali non argomentati, riproponendo ce esaminate dai giudici territoriali (secondo motivo COGNOME) e che attengono comunque al m giustificato con argomentazioni del tutto logiche e non contraddittorie, insindacabil sede (avendo quei giudici precisato che la fonte confidenziale aveva solo fornito l indagini, sviluppatesi a seguito dell’avvenuta visione delle immagini tratte dall videosorveglianza presente sul luogo del delitto);
che, allo stesso modo, sono manifestamente infondate anche le doglianze (terzo COGNOME e motivo unico COGNOME) inerenti alla valutazione degli elementi circostanz ;
ritenuto che alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna dei ri pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila ciascuno in favor Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna ì ricorrenti al pagamento delle spese pr della somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Deciso il 3 aprile 2024