Ricorso in Cassazione: Perché la Genericità Porta all’Inammissibilità
Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, un’opportunità cruciale per contestare una condanna. Tuttavia, per essere efficace, l’atto deve rispettare requisiti di precisione e specificità. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile, a causa della sua genericità, non solo sia destinato al fallimento, ma comporti anche conseguenze economiche per il ricorrente.
I Fatti del Caso
La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna emessa dal Giudice dell’Udienza Preliminare per concorso in reati legati agli stupefacenti. In seguito, la Corte d’Appello, pur riformando parzialmente la prima sentenza, aveva rideterminato la pena inflitta all’imputato a cinque anni di reclusione e 20.000 euro di multa.
Non soddisfatto della decisione, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi a un unico, ma articolato, motivo di impugnazione. La difesa lamentava una presunta violazione di legge, carenza di motivazione, eccessività della pena e un’erronea qualificazione giuridica dei fatti contestati.
Analisi del ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato immediatamente inammissibile. Il fulcro della decisione risiede nella natura stessa dei motivi presentati. Secondo i giudici supremi, la doglianza del ricorrente era formulata in termini del tutto generici e aspecifici. In pratica, l’atto di ricorso si limitava a enunciare una serie di critiche senza però confrontarsi concretamente con le argomentazioni logico-giuridiche contenute nella sentenza della Corte d’Appello.
Questo approccio è contrario ai principi che regolano il giudizio di legittimità. La Cassazione non è un terzo grado di merito dove si possono ripresentare le proprie tesi fattuali; il suo compito è verificare se i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge e motivato in modo logico e non contraddittorio la loro decisione.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha ribadito che un ricorso, per superare il vaglio di ammissibilità, deve “puntualizzare le ragioni di doglianza in fatto e in diritto” e “confrontarsi in modo adeguato con le argomentazioni espresse dalla sentenza impugnata”. Nel caso di specie, questo non è avvenuto. La difesa non ha indicato quali specifici passaggi della motivazione della Corte d’Appello fossero errati o illogici, ma ha sollevato critiche astratte e generali.
La motivazione della Corte d’Appello, secondo i giudici di legittimità, era invece ben strutturata, immune da vizi logico-giuridici e pienamente sufficiente a giustificare sia il riconoscimento della responsabilità penale dell’imputato sia la determinazione della pena. Di fronte a una motivazione completa, un ricorso generico si rivela inefficace e, come stabilito dall’art. 591, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale, manifestamente inammissibile. Come diretta conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Conclusioni
Questa ordinanza è un monito fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Non basta essere in disaccordo con una sentenza per poterla impugnare con successo. È indispensabile un’analisi tecnica e puntuale, capace di individuare e dimostrare specifici errori di diritto o vizi di motivazione. Un ricorso inammissibile perché generico non solo priva l’imputato dell’ultima possibilità di difesa, ma lo espone anche a ulteriori costi. La precisione e la specificità non sono meri formalismi, ma l’essenza stessa di un’impugnazione efficace nel giudizio di legittimità.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto manifestamente generico e aspecifico. Non puntualizzava le ragioni della critica né si confrontava adeguatamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, violando i requisiti richiesti dall’art. 591 del codice di procedura penale.
Cosa significa che la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità?
Significa che la Corte non riesamina i fatti del processo per decidere chi ha torto o ragione. Il suo compito è verificare che i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato correttamente le leggi e abbiano motivato la loro decisione in modo logico e senza contraddizioni.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, la legge prevede che il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro, in questo caso 3.000 euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47742 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 47742 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/09/2022 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con sentenza del 26 settembre 2022 la Corte di appello di Venezia, in parziale riforma della pronuncia del G.U.P. del Tribunale di Verona del 17 febbraio 2022, ha ridotto la pena inflitta a COGNOME NOME nella misura di anni cinque di reclusione ed euro 20.000,00 di multa in ordine al reato di cui agli artt. 110 cod. pen. e 73, comma 1, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un’unica doglianza: violazione di legge; carenza di motivazione in relazione all’art. 129 cod. proc. pen.; eccessività della pena irrogata, oltre a vizio di motivazione sul punto; erronea qualificazione giuridica del fatto.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità.
Il Collegio osserva, infatti, come la motivazione resa dai giudici di merito ben rappresenti e giustifichi, in punto di diritto, con argomentazioni immuni da vizi logico-giuridici, le ragioni di riconoscimento della penale responsabilità dell’imputato e della determinazione della pena applicatagli.
Il motivo dedotto dal ricorrente è, pertanto, manifestamente inammissibile ai sensi dell’art. 591, comma 1, lettera c), cod. proc. pen., in quanto del tutto generico e aspecifico, non puntualizzando le ragioni di doglianza in fatto e in diritto e non confrontandosi in modo adeguato con le argomentazioni espresse dalla sentenza impugnata.
All’inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 19 ottobre 2023