Ricorso Inammissibile: La Cassazione e il Dovere di Specificità
Presentare un ricorso in Cassazione richiede un rigore tecnico e una precisione argomentativa che non lasciano spazio a improvvisazioni. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci ricorda quanto sia fondamentale formulare motivi di impugnazione chiari e puntuali per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile. Questo provvedimento non solo chiude la porta a un’ulteriore discussione nel merito, ma comporta anche conseguenze economiche significative per il ricorrente. Analizziamo insieme la decisione per comprendere i principi applicati dalla Suprema Corte.
Il Percorso Giudiziario: Dal Tribunale alla Cassazione
La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di furto, ex art. 624 del codice penale, emessa dal Tribunale di Lanciano. La Corte d’Appello di L’Aquila, in parziale riforma, aveva confermato la condanna a cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa, eliminando però il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Contro questa decisione, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi a un unico motivo: la presunta contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione della sentenza di secondo grado. Questa scelta si è rivelata fatale per l’esito dell’impugnazione.
La Valutazione della Corte sul ricorso inammissibile
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha stroncato sul nascere le doglianze del ricorrente, dichiarando il ricorso manifestamente inammissibile. La Corte ha sottolineato come il motivo proposto fosse del tutto generico e aspecifico, una critica che nel linguaggio giuridico equivale a un’insufficienza grave.
Perché un Motivo di Ricorso Deve Essere Specifico?
Il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito dove si possono ridiscutere i fatti. È una ‘sede di legittimità’, il cui compito è verificare la corretta applicazione delle norme di diritto e la coerenza logica della motivazione delle sentenze precedenti. Per questo, chi ricorre ha l’onere di:
1. Puntualizzare le ragioni di doglianza: Indicare con precisione quali parti della sentenza sono errate e perché.
2. Confrontarsi con la motivazione: Non basta esprimere un generico dissenso, ma è necessario ‘dialogare’ con le argomentazioni del giudice d’appello, smontandole punto per punto sul piano logico e giuridico.
Nel caso di specie, il ricorrente non ha fatto nulla di tutto ciò, limitandosi a una critica vaga che non permetteva alla Corte di entrare nel vivo della questione. Il ricorso è stato quindi ritenuto inammissibile ai sensi dell’art. 591, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale.
Le Conseguenze Economiche di un Ricorso Inammissibile
La declaratoria di inammissibilità non è priva di costi. La legge prevede che, in questi casi, il ricorrente sia condannato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a versare una somma in favore della Cassa delle ammende. In questa vicenda, l’importo è stato fissato in 3.000,00 euro, una sanzione volta a scoraggiare impugnazioni pretestuose o meramente dilatorie.
Le Motivazioni della Decisione
Il cuore della motivazione della Cassazione risiede nel principio di autosufficienza e specificità del ricorso. I giudici di legittimità hanno ribadito che la motivazione della Corte d’Appello era completa, logica e giuridicamente corretta nel giustificare sia la responsabilità penale dell’imputato sia l’entità della pena. Il ricorso, al contrario, si è dimostrato incapace di scalfire questo impianto argomentativo perché non ha sollevato critiche pertinenti e circostanziate. La Suprema Corte non ha il potere di sostituire la propria valutazione dei fatti a quella dei giudici di merito, ma solo di controllare la legalità e la logicità del loro percorso decisionale. Un ricorso che non permette questo controllo, perché vago e non focalizzato, è per definizione un ricorso inammissibile.
Conclusioni
Questa ordinanza è un monito fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Non è sufficiente ritenere una sentenza ‘sbagliata’ per ottenere una sua riforma. È indispensabile un’analisi tecnica approfondita, capace di individuare vizi specifici di legittimità e di articolarli in motivi di ricorso chiari, pertinenti e autosufficienti. In assenza di questi requisiti, il rischio concreto non è solo la conferma della condanna, ma anche l’aggiunta di una sanzione economica che rende ancora più pesante l’esito del processo.
Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il motivo presentato era generico, aspecifico e non si confrontava adeguatamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, configurandosi come un motivo non deducibile in sede di legittimità.
Qual era il reato per cui l’imputato era stato condannato?
L’imputato era stato condannato in via definitiva per il reato di furto, previsto dall’articolo 624 del codice penale.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32206 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 32206 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 15/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 05/04/2023 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con sentenza del 5 aprile 2023 la Corte di appello di L’Aquila, in parziale riforma della pronuncia del Tribunale di Lanciano del 14 febbraio 2020, ha eliminato la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena, nel resto confermando la condanna di COGNOME NOME alla pena di mesi cinque di reclusione ed euro 300,00 di multa in ordine al reato di cui all’art. 624 cod. pen.
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità.
Il Collegio rileva, infatti, che la motivazione resa dai giudici di merito be rappresenta e giustifica, in punto di diritto, con argomentazione immune da vizi logico-giuridici, le ragioni di riconoscimento della penale responsabilità dell’imputato e la congruità della pena inflittagli.
Il motivo proposto dal ricorrente è, pertanto, manifestamente inammissibile ai sensi dell’art. 591, comma 1, lettera c), cod. proc. pen., in quanto del tutto generico ed aspecifico, non puntualizzando le ragioni di doglianza in fatto e in diritto e non confrontandosi in modo adeguato con le argomentazioni espresse dalla sentenza impugnata.
All’inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 15 maggio 2024
DEPOSITATA