Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39010 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39010 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 24/09/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SAN MARCO ARGENTANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/02/2024 della CORTE APPELLO di SALERNO
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME e la memoria depositata nell’interesse dello stesso;
ritenuto che il primo e il secondo motivo di ricorso, con i quali si deducono la violazione di legge e il difetto di motivazione in relazione alla prova posta a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato per il reato di truffa contestato nonché in ordine alla qualificazione giuridica del fatto nella forma consumata in luogo di quella tentata, prospettando un diverso giudizio di rilevanza delle fonti probatorie, non sono consentiti dalla legge stante la preclusione per la Corte di cassazione non solo di sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi, ma anche di saggiare la tenuta logica della pronuncia portata alla sua cognizione mediante un raffronto tra l’apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli di ragionamento mutuati dall’esterno (tra le altre, Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, COGNOME, Rv. 216260; Sez. 5, n. 26455 del 09/06/2022, COGNOME, Rv. 283370; Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021, COGNOME, Rv. 280747; Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, F., Rv. 280601; Sez. 3, n. 18521 del 11/01/2018, Ferri, Rv. 273217);
che il giudice di merito, con motivazione esente da vizi logici, rispondendo alle medesime doglianze in fatto già oggetto di appello, ha esplicitato le ragioni del suo convincimento facendo applicazione di corretti argomenti giuridici ai fini della dichiarazione di responsabilità dell’imputato e della sussistenza degli elementi costitutivi del reato di truffa consumata contestato (si vedano, in particolare, pagg. 4 e 5 sull’irrilevanza delle circostanze dedotte dall’imputato, in quanto non documentate, a fronte dei chiari elementi probatori a suo carico, tra cui l’intestazione della carta postepay, sul cui conto era stato effettuato il versamento);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 24 settembre 2024
Il Consigliere(èstensore
Il Presidente