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Ricorso inammissibile per sostituzione di persona

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per sostituzione di persona. L’inammissibilità deriva dalla genericità e dalla natura riproduttiva dei motivi di appello, già esaminati nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.

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Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Conferma la Condanna per Sostituzione di Persona

L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre un chiaro esempio delle conseguenze di un ricorso inammissibile, sottolineando l’importanza di formulare motivi di appello specifici e non meramente ripetitivi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un’imputata, confermando la sua condanna per il reato di sostituzione di persona e condannandola a significative sanzioni pecuniarie.

I Fatti del Processo

La vicenda processuale ha origine con una sentenza del Tribunale di Messina, che affermava la responsabilità penale di un’imputata per il reato di sostituzione di persona. La condanna era aggravata dalla contestazione della recidiva specifica, infraquinquennale e reiterata. La decisione del Tribunale è stata successivamente confermata in toto dalla Corte di Appello di Messina.

Non arrendendosi, l’imputata ha deciso di presentare ricorso per Cassazione, tentando di ribaltare l’esito dei due precedenti gradi di giudizio.

I Motivi del Ricorso e perché è un Ricorso Inammissibile

L’imputata ha basato il suo ricorso su due motivi principali:

1. Violazione delle norme sulla valutazione della prova: Il primo motivo lamentava una presunta violazione dell’art. 192 del codice di procedura penale. La difesa sosteneva che le prove non fossero state valutate correttamente.
2. Vizi di motivazione sulla pena: Il secondo motivo criticava la commisurazione della pena inflitta, ritenendo la motivazione della Corte d’Appello illogica o contraddittoria.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ritenuto entrambi i motivi non meritevoli di accoglimento, dichiarando l’intero ricorso inammissibile.

Le Motivazioni della Cassazione

La Suprema Corte ha fornito una spiegazione chiara e netta per la sua decisione.

Per quanto riguarda il primo motivo, i giudici hanno stabilito che non fosse consentito in sede di legittimità. Il motivo è stato giudicato non solo eccessivamente generico, ma anche meramente “riproduttivo” di censure che erano già state adeguatamente esaminate e respinte dai giudici di merito. In pratica, l’imputata si è limitata a ripetere argomenti già bocciati, senza sollevare questioni di diritto specifiche che potessero essere analizzate dalla Cassazione.

Relativamente al secondo motivo, riguardante la pena, la Corte lo ha definito “manifestamente infondato”. I giudici hanno evidenziato come la sentenza della Corte d’Appello avesse chiarito in modo logico e coerente le ragioni che avevano portato alla determinazione di quella specifica sanzione, senza presentare alcuna delle illogicità denunciate dalla ricorrente.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso ha comportato due importanti conseguenze per la ricorrente, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale. In primo luogo, è stata condannata al pagamento di tutte le spese processuali. In secondo luogo, è stata condannata a versare la somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle ammende.

Questa ordinanza funge da monito: adire la Corte di Cassazione richiede la formulazione di motivi di ricorso specifici, pertinenti e che attengano a violazioni di legge o a vizi logici manifesti della motivazione. Presentare un ricorso generico o che si limita a riproporre le stesse questioni di fatto già decise nei gradi precedenti non solo è inefficace, ma espone anche a significative sanzioni economiche.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano, da un lato, troppo generici e riproduttivi di argomentazioni già respinte dai giudici di merito e, dall’altro, manifestamente infondati in quanto la motivazione della sentenza impugnata era chiara e logica.

Qual è la conseguenza di un ricorso inammissibile in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la somma è stata fissata in 3.000 euro.

Cosa significa che un motivo di ricorso è ‘riproduttivo’ di censure già vagliate?
Significa che l’appellante si è limitato a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte dai giudici nei gradi di giudizio precedenti (Tribunale e Corte d’Appello), senza sollevare nuove e specifiche questioni di legittimità che possano essere esaminate dalla Corte di Cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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