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Ricorso inammissibile per ricettazione: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di biglietti della lotteria rubati. Il ricorso è stato respinto perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già disattese in appello, prive della necessaria specificità. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare le prove, ma controllare la logicità della sentenza impugnata, confermando la condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali e di un’ammenda.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando l’Appello è Solo una Ripetizione

Presentare ricorso in Cassazione richiede tecnica e precisione. Non basta essere convinti della propria innocenza; è fondamentale articolare motivi di diritto specifici e pertinenti. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile nasca dalla semplice riproposizione di argomenti già discussi e respinti nel grado precedente. Questa ordinanza sottolinea l’importanza di una critica argomentata e non di una sterile ripetizione, specialmente in casi di reati come la ricettazione.

Il Caso: Ricettazione di Biglietti della Lotteria

I fatti alla base della vicenda giudiziaria riguardano un individuo accusato e condannato per il reato di ricettazione, previsto dall’art. 648 del codice penale. L’imputato era stato trovato in possesso di biglietti “gratta e vinci” che erano stati precedentemente rubati presso un’agenzia. La Corte d’Appello aveva confermato la sua responsabilità penale, ritenendo provato sia il possesso dei beni rubati sia la consapevolezza della loro provenienza illecita, sulla base della documentazione acquisita e delle testimonianze raccolte.

Contro questa decisione, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, basandolo su tre motivi principali:
1. Una critica alla valutazione delle prove, sostenendo che non dimostrassero adeguatamente la sua colpevolezza.
2. La contestazione della motivazione della sentenza d’appello, ritenuta insufficiente.
3. La denuncia dell’illogicità con cui la Corte d’Appello aveva respinto la sua richiesta di rinnovare l’istruttoria dibattimentale per acquisire nuove prove.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dichiarandolo integralmente inammissibile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. La decisione della Corte si fonda su principi consolidati della procedura penale che definiscono i limiti del giudizio di legittimità.

Le Motivazioni: la Specificità come Requisito del Ricorso Inammissibile

La Corte ha analizzato distintamente i motivi del ricorso, evidenziandone le carenze strutturali che hanno portato alla dichiarazione di inammissibilità.

La Critica alla Sentenza d’Appello

I primi due motivi sono stati giudicati ‘indeducibili’. La Corte ha osservato che l’imputato si era limitato a ripresentare le stesse argomentazioni già avanzate e puntualmente respinte dalla Corte d’Appello. Questo approccio rende i motivi non specifici, ma solo apparenti. Un ricorso in Cassazione, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata e specifica contro la logica giuridica della sentenza impugnata, non una semplice riproposizione delle proprie tesi difensive. In sostanza, il ricorso non dialogava con la motivazione della sentenza d’appello, ma la ignorava, limitandosi a ripetere doglianze già superate.

Il Rigetto della Rinnovazione Istruttoria

Anche il terzo motivo, relativo alla mancata rinnovazione dell’istruttoria, è stato considerato ‘manifestamente infondato’. La Cassazione ha ricordato che il suo compito non è quello di riesaminare le prove o di verificare se la motivazione del giudice di merito corrisponda alle acquisizioni processuali. Il sindacato della Corte è circoscritto alla verifica della coerenza logica del discorso giustificativo della decisione. Poiché la Corte d’Appello aveva motivato in modo logico e non contraddittorio il suo rifiuto di riaprire l’istruttoria, non sussisteva alcun vizio censurabile ai sensi dell’art. 606 cod. proc. pen.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza ribadisce una lezione fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione: il ricorso deve essere uno strumento di critica giuridica, non una terza istanza di giudizio sul fatto. Dichiarare un ricorso inammissibile significa sanzionare l’abuso dello strumento processuale. Per gli avvocati, ciò implica la necessità di elaborare motivi di ricorso nuovi e specifici, che attacchino la struttura logico-giuridica della sentenza impugnata, anziché limitarsi a reiterare argomenti fattuali. Per gli imputati, significa comprendere che la Cassazione non offre un’ulteriore possibilità di rimettere in discussione l’intera vicenda, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge.

Per quale motivo la Corte di Cassazione può dichiarare un ricorso inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se i motivi presentati sono generici, non specifici, e si limitano a ripetere argomentazioni già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza formulare una critica argomentata alla decisione impugnata.

È possibile chiedere alla Corte di Cassazione di riesaminare le prove, come le testimonianze?
No, l’indagine di legittimità della Corte di Cassazione è limitata a riscontrare l’esistenza di un apparato argomentativo logico nella sentenza impugnata, senza alcuna possibilità di verificare la rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali, come le prove testimoniali.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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