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Ricorso inammissibile per motivi generici e ripetitivi

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per porto d’armi e minaccia. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d’Appello, mancando quindi della specificità necessaria. Questa ordinanza sottolinea l’importanza di formulare critiche argomentate e non apparenti contro la sentenza impugnata, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso inammissibile: La Cassazione e i Motivi Ripetitivi

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, un momento cruciale che richiede rigore e precisione. Un errore comune, che può portare a una dichiarazione di ricorso inammissibile, è quello di riproporre le stesse argomentazioni già discusse e respinte in appello. L’ordinanza n. 24953/2024 della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come la mancanza di specificità e la mera ripetizione dei motivi siano fatali per l’esito del giudizio, confermando un principio fondamentale della procedura penale.

I Fatti del Caso

Il caso in esame riguarda un soggetto condannato sia in primo grado che in appello per i reati di cui all’art. 4 della legge 110/1975 (in materia di armi) e all’art. 612 del codice penale (minaccia). Non accettando la sentenza della Corte d’Appello de L’Aquila, l’imputato ha deciso di presentare ricorso per Cassazione, sperando di ottenere un annullamento della condanna.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

La difesa ha articolato il ricorso basandosi su tre motivi principali, già peraltro sollevati nel precedente grado di giudizio:

1. Vizio di motivazione: Si contestava l’insussistenza dell’elemento oggettivo dei reati.
2. Violazione di legge e vizio di motivazione: Si lamentava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131 bis c.p.
3. Violazione di legge e vizio di motivazione: Si criticava il diniego delle attenuanti generiche e del beneficio della sospensione condizionale della pena.

Questi motivi, sebbene formalmente corretti, nascondevano un vizio procedurale che si è rivelato decisivo.

L’Importanza della Specificità dei Motivi nel Ricorso Inammissibile: Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione ha stroncato sul nascere le speranze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. Il cuore della decisione risiede in un concetto chiave: il ricorso non può essere una ‘pedissequa reiterazione’ dei motivi già dedotti in appello. I giudici supremi hanno sottolineato che i motivi presentati erano non specifici e soltanto apparenti. Essi omettevano di svolgere la funzione tipica del ricorso per Cassazione, che è quella di una ‘critica argomentata’ avverso la sentenza impugnata.

In altre parole, non basta dire che la Corte d’Appello ha sbagliato; è necessario spiegare perché ha sbagliato, confrontandosi puntualmente con le ragioni esposte nella sentenza di secondo grado e dimostrandone l’erroneità giuridica o la manifesta illogicità. La sentenza d’appello, secondo la Cassazione, aveva fornito una risposta adeguata ed esauriente a tutte le questioni, con una motivazione ‘immune da vizi’. Limitarsi a riproporre le stesse doglianze significa non attaccare realmente la decisione di secondo grado, rendendo di fatto l’impugnazione inutile e, quindi, inammissibile.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche della Decisione

La declaratoria di inammissibilità ha comportato due conseguenze dirette per il ricorrente. In primo luogo, la condanna è divenuta definitiva. In secondo luogo, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Questa ordinanza ribadisce un insegnamento fondamentale per chiunque si approcci al giudizio di legittimità: il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di merito dove si possono ridiscutere i fatti. È un giudizio sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. Per avere una possibilità di successo, i motivi devono essere nuovi, specifici e incentrati sui vizi della sentenza impugnata, non una sterile riproposizione di argomenti già valutati e respinti.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano una semplice e pedissequa reiterazione di quelli già sollevati e respinti in appello, mancando della specificità necessaria per costituire una critica argomentata contro la sentenza impugnata.

Quali erano le accuse per cui l’imputato era stato condannato?
L’imputato era stato condannato per i reati previsti dagli articoli 4 della Legge 110/1975 (in materia di armi) e 612 del codice penale (minaccia).

Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente a seguito della decisione?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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