Ricorso Inammissibile: Quando l’Appello in Cassazione Viene Respinto
Nel sistema giudiziario italiano, l’accesso alla Corte di Cassazione non è automatico. È necessario che il ricorso presentato rispetti requisiti precisi, altrimenti si rischia una dichiarazione di ricorso inammissibile. Questo esito non solo preclude l’esame nel merito della questione, ma comporta anche conseguenze economiche per chi ha proposto l’impugnazione. Una recente ordinanza della Suprema Corte offre un chiaro esempio di questa dinamica.
I Fatti del Caso: Un Appello Contro una Condanna per Stupefacenti
Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Torino, che aveva confermato una condanna per un reato legato agli stupefacenti, qualificato come di lieve entità ai sensi dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, ha proposto ricorso per Cassazione, affidando la sua difesa a specifici motivi di contestazione.
I Motivi del Ricorso: Recidiva e Trattamento Sanzionatorio
L’imputato ha basato il proprio ricorso su tre punti principali:
1. La valutazione della recidiva.
2. Il trattamento sanzionatorio, ritenuto eccessivamente severo.
3. La mancata sostituzione della pena detentiva.
Tali argomenti miravano a ottenere una revisione della decisione dei giudici di merito, sperando in un esito più favorevole davanti alla Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione: Il Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi presentati e, senza entrare nel merito delle questioni sollevate, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione ha comportato non solo la conferma definitiva della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una somma aggiuntiva di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile?
La Suprema Corte ha fondato la sua decisione su due ragioni fondamentali, che costituiscono un importante monito per chiunque intenda adire il massimo organo giurisdizionale.
1. Motivi Meramente Riproduttivi
I giudici hanno osservato che le censure proposte nel ricorso erano una semplice riproduzione di argomenti già presentati e adeguatamente valutati nei precedenti gradi di giudizio. In altre parole, il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse difese, senza introdurre nuovi profili di illegittimità specifici della sentenza d’appello.
2. Genericità e Mancato Confronto con la Sentenza Impugnata
Il secondo e cruciale punto è la genericità dei motivi. La Corte ha sottolineato che il ricorso non si confrontava in modo specifico con la motivazione della sentenza della Corte d’Appello. Un ricorso in Cassazione efficace non può limitarsi a esprimere un generico dissenso, ma deve individuare e contestare con precisione i passaggi logico-giuridici della decisione impugnata che si ritengono errati. Nel caso di specie, il ricorrente non ha spiegato perché le argomentazioni dei giudici d’appello (esposte nelle pagine 3 e 4 della loro sentenza) fossero sbagliate, rendendo di fatto il suo appello vago e astratto.
Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche e il Principio di Diritto
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito dove si possono rivalutare i fatti, ma un giudizio di legittimità che verifica la corretta applicazione della legge. Pertanto, un ricorso inammissibile è la sanzione processuale per un’impugnazione che non rispetta il dovere di specificità. Chi si rivolge alla Suprema Corte deve costruire un’argomentazione mirata, capace di demolire il ragionamento giuridico della sentenza che contesta, e non può limitarsi a riproporre doglianze già respinte.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
La Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile perché i motivi erano una mera riproduzione di censure già valutate dai giudici di merito e risultavano generici, in quanto non si confrontavano specificamente con le motivazioni della sentenza d’appello impugnata.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Cosa significa che i motivi di ricorso non si confrontavano con la sentenza impugnata?
Significa che l’atto di ricorso non analizzava né contestava puntualmente le specifiche argomentazioni giuridiche utilizzate dai giudici della Corte d’Appello per giungere alla loro decisione, limitandosi a riproporre lamentele generali già esposte in precedenza.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39194 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39194 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/09/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/02/2025 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
R.G. n. 16471/2025
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il reato previsto dall’art. 73, comm d.P.R. n. 309 del 1990);
Esaminati i motivi di ricorso, relativi alla ritenuta recidiva, al trattamento sanzionato sostituzione della pena;
Ritenuti tutti i motivi inammissibili perché meramente riproduttivi di censure adeguatamente valutate dai Giudici di merito e generici rispetto alla motivazione della senten impugnata con la quale non si confrontano (pagg. 3-4 sentenza impugnata);
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna d ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processua e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 26 settembre 2025.