LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spendita di monete false. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura ripetitiva dei motivi di ricorso, che reiteravano argomentazioni già respinte in appello, e sulla corretta motivazione della corte di merito nel negare le circostanze attenuanti.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando i Motivi d’Appello Non Bastano

Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione richiede precisione e specificità. Un recente provvedimento della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile possa non solo portare a una conferma della condanna, ma anche a ulteriori sanzioni economiche. L’ordinanza analizza un caso di condanna per spendita di monete false (art. 455 c.p.), evidenziando i requisiti fondamentali che un ricorso deve possedere per essere esaminato nel merito.

I Fatti del Caso

Una persona condannata in primo e secondo grado per il reato di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate decideva di presentare ricorso per Cassazione. La difesa lamentava una serie di presunte violazioni di legge e vizi di motivazione nella sentenza della Corte d’Appello, sperando di ottenere un annullamento della condanna.

I Motivi del Ricorso

Il ricorso si articolava su tre punti principali:

1. Violazione di legge sulla valutazione della prova (art. 192 c.p.p.): La difesa sosteneva che la Corte d’Appello avesse erroneamente valutato le prove a carico dell’imputata.
2. Mancata concessione delle attenuanti: Si contestava la carenza di motivazione riguardo al diniego sia delle circostanze attenuanti comuni (art. 62 n. 4 c.p.) sia di quelle generiche.
3. Mancata valutazione dei presupposti per il proscioglimento (art. 129 c.p.p.): Si deduceva un vizio di motivazione anche su questo punto.

L’Analisi della Corte e la Dichiarazione di Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi presentati e li ha respinti in toto, dichiarando il ricorso inammissibile. Vediamo perché ogni singolo motivo è stato giudicato inadeguato.

Primo Motivo: La Semplice Reiterazione delle Argomentazioni

La Corte ha subito notato che il primo motivo non era altro che una “pedissequa reiterazione” di argomenti già presentati e puntualmente respinti dalla Corte d’Appello. In sede di legittimità, non è sufficiente riproporre le stesse doglianze. Il ricorso deve contenere una critica argomentata e specifica della sentenza impugnata, evidenziando errori di diritto o vizi logici manifesti, e non limitarsi a ripetere ciò che è già stato detto. Motivi di questo tipo sono considerati non specifici, ma solo apparenti.

Secondo Motivo: La Motivazione Sufficiente sulle Attenuanti

Anche il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato. La Suprema Corte ha chiarito che la Corte d’Appello aveva adeguatamente motivato la sua decisione di non concedere le attenuanti. I giudici di merito avevano fatto riferimento a specifici “indici di natura personale e fattuale” che giustificavano il diniego del trattamento di favore. La giurisprudenza costante, richiamata nell’ordinanza, stabilisce che il giudice, nel negare le attenuanti generiche, non è obbligato a esaminare ogni singolo elemento favorevole, ma può limitarsi a indicare quelli ritenuti decisivi per la sua scelta.

Terzo Motivo: L’Eccessiva Genericità

Infine, il terzo motivo, relativo alla mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento, è stato liquidato come “del tutto generico”. Un motivo di ricorso deve essere specifico e indicare chiaramente quale sia l’errore commesso dal giudice precedente. Una lamentela vaga e non circostanziata non può essere presa in considerazione.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Corte si fonda su principi consolidati della procedura penale. Un ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio nel merito, ma un controllo di legittimità sulla corretta applicazione della legge e sulla coerenza logica della motivazione. Per questo, i motivi devono essere specifici, pertinenti e non possono limitarsi a riproporre questioni di fatto già valutate. La manifesta infondatezza e la genericità dei motivi presentati hanno condotto inevitabilmente alla dichiarazione di inammissibilità.

Le Conclusioni

L’ordinanza in esame ribadisce una lezione fondamentale: la redazione di un ricorso per Cassazione è un’attività tecnica che non ammette superficialità. La mera riproposizione di argomenti già respinti o la formulazione di critiche generiche non solo non porta al risultato sperato, ma comporta conseguenze negative per il ricorrente. In questo caso, oltre alla conferma della condanna, la persona è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Una chiara dimostrazione che un ricorso non adeguatamente strutturato rappresenta solo un’ulteriore spesa e la definitiva chiusura del procedimento.

Perché il primo motivo di ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché non era una critica argomentata alla sentenza d’appello, ma una semplice e pedissequa reiterazione di motivi già dedotti e puntualmente respinti nel precedente grado di giudizio, risultando quindi non specifico ma solo apparente.

In base a quale principio la Corte ha ritenuto corretta la mancata concessione delle attenuanti?
La Corte ha seguito il principio giurisprudenziale secondo cui il giudice, nel negare le circostanze attenuanti generiche, non deve analizzare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma può limitarsi a fare riferimento a quelli ritenuti decisivi o rilevanti per la sua decisione, come avvenuto nel caso di specie.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati