Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara
Presentare un’impugnazione è un diritto fondamentale, ma deve seguire regole precise. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci ricorda come la mancanza di specificità nei motivi possa trasformare un appello in un ricorso inammissibile, con conseguenze economiche significative per chi lo propone. Questo caso, relativo a una condanna per guida in stato di ebbrezza, illustra perfettamente i requisiti di ammissibilità e le sanzioni previste dalla legge in caso di loro violazione.
I Fatti di Causa
Il procedimento nasce da una condanna per il reato previsto dall’art. 186 del Codice della Strada (guida in stato di ebbrezza), confermata dalla Corte d’Appello. La difesa dell’imputato decideva di presentare ricorso per Cassazione, contestando la decisione di secondo grado. L’obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza, sostenendo vizi nella motivazione e nella valutazione delle prove.
La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile
La Suprema Corte, tuttavia, ha stroncato sul nascere le speranze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su una valutazione preliminare che non entra nel merito della colpevolezza o innocenza dell’imputato, ma si concentra esclusivamente sulla correttezza formale e sostanziale dell’atto di impugnazione. Secondo i giudici, i motivi presentati erano ‘manifestamente infondati’ perché del tutto generici e aspecifici.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte ha spiegato che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la sentenza d’appello era ben motivata, basata su elementi probatori chiari e priva di vizi logici. Il problema risiedeva nell’atto di ricorso stesso. I motivi proposti, secondo l’ordinanza, violavano l’art. 591, comma 1, lettera c) del codice di procedura penale. Questo articolo sancisce l’inammissibilità dell’impugnazione quando mancano i motivi specifici.
Nel dettaglio, il ricorrente non aveva:
1. Specificato le ragioni di doglianza: Non ha indicato chiaramente quali punti della sentenza contestava e perché, limitandosi a critiche vaghe.
2. Confrontato le proprie tesi con la sentenza impugnata: Ha ignorato le argomentazioni dei giudici d’appello, senza spiegare perché fossero errate in fatto o in diritto.
In sostanza, un ricorso efficace non può essere una semplice riproposizione delle proprie tesi, ma deve demolire punto per punto il ragionamento del giudice che ha emesso la sentenza contestata. In mancanza di questo confronto critico, l’impugnazione è destinata a fallire prima ancora di essere discussa.
Le Conclusioni: Conseguenze della Dichiarazione di Inammissibilità
La dichiarazione di inammissibilità non è priva di conseguenze. Ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato non solo al pagamento delle spese del procedimento, ma anche al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende. Nel caso di specie, la Corte ha stabilito una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. Questa sanzione ha lo scopo di disincentivare impugnazioni dilatorie o palesemente infondate, che congestionano il sistema giudiziario. La decisione ribadisce quindi un principio fondamentale: il diritto di impugnazione deve essere esercitato con serietà e rigore tecnico, pena severe sanzioni processuali ed economiche.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano del tutto generici e aspecifici. Non specificavano le ragioni di doglianza in fatto e in diritto e non si confrontavano in alcun modo con le argomentazioni della sentenza impugnata, violando così l’art. 591, comma 1, lettera c), c.p.p.
Quali sono le conseguenze economiche per il ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità?
In base all’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende a titolo di sanzione pecuniaria.
Cosa significa che la sentenza d’appello era immune da vizi logico-giuridici?
Significa che la Corte di Cassazione ha ritenuto che la motivazione della sentenza della Corte d’Appello fosse corretta, coerente, basata su prove definite e significative, e non presentasse errori nell’applicazione o nell’interpretazione delle norme giuridiche.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 718 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 718 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 22/05/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe indic recante l’affermazione di responsabilità in ordine al reato di cui all’art strada, è manifestamente infondato.
Infatti, contrariamente a quanto dedotto, la pronunzia impugnata r appropriata motivazione, basata su definite e significative acquisizioni probat immune da vizi logico-giuridici.
I motivi proposti sono manifestamente inammissibili ex art. 591, comm 1, lettera c), c.p.p., in quanto del tutto generici e aspecifici, non spec ragioni di doglianza in fatto e in diritto e non confrontandosi in alcun modo argomentazioni della sentenza impugnata.
Segue, a norma dell’articolo 616 cod. proc. pen., la condanna ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ed al pagamento a fav della Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di eu 3.000 a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagame delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa ammende.
Così deciso il 25 novembre 2025
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