LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché basato su motivi generici riguardanti la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d’Appello, ritenendola ben motivata, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro, evidenziando l’importanza della specificità dei motivi di ricorso.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso inammissibile per motivi generici: la Cassazione fa chiarezza

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ribadisce un principio fondamentale del processo penale: un’impugnazione, per essere valida, deve contenere motivi specifici e non limitarsi a una generica contestazione. Quando ciò non avviene, il risultato è un ricorso inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Analizziamo questa decisione per comprendere meglio le sue implicazioni pratiche.

I fatti del caso

La vicenda processuale trae origine dalla decisione di un imputato di presentare ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte di Appello di Roma. La sentenza di secondo grado aveva confermato la condanna, negando all’imputato la concessione delle circostanze attenuanti generiche e definendo la misura della pena. Il ricorrente, nel suo atto di impugnazione, contestava proprio questi due aspetti, chiedendo alla Suprema Corte una riconsiderazione favorevole.

La decisione della Corte di Cassazione

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito delle richieste dell’imputato (ovvero, se avesse o meno diritto alle attenuanti), ma si è fermata a un livello procedurale. La conseguenza diretta di questa declaratoria, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale, è stata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di 3.000,00 euro in favore della cassa delle ammende.

Le motivazioni del ricorso inammissibile

Il cuore della decisione risiede nelle motivazioni che hanno portato a qualificare il ricorso inammissibile. La Corte ha osservato che la sentenza della Corte di Appello era stata adeguatamente motivata sia per quanto riguarda la determinazione della pena (la cosiddetta dosimetria), sia sul diniego delle attenuanti generiche. I giudici di secondo grado avevano fornito una giustificazione puntuale e logica per le loro scelte.
A fronte di questa motivazione, il ricorso presentato dall’imputato è stato giudicato ‘aspecifico’. In altre parole, l’appellante si era limitato a invocare genericamente l’applicazione delle attenuanti, senza però indicare in modo concreto e preciso dove risiedesse il vizio logico o giuridico nella motivazione della Corte d’Appello. Un ricorso in Cassazione non può trasformarsi in una richiesta di riesame del merito della vicenda, compito che spetta ai giudici di primo e secondo grado. La Suprema Corte ha il ruolo di ‘giudice della legittimità’, cioè di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza della motivazione, non di rivalutare i fatti.

Conclusioni e implicazioni pratiche

Questa ordinanza è un monito importante per chiunque intenda impugnare una sentenza penale davanti alla Corte di Cassazione. Le conclusioni che possiamo trarre sono principalmente due:
1. Necessità di specificità: I motivi di ricorso devono essere formulati in modo chiaro e specifico, attaccando punti precisi della motivazione della sentenza impugnata. Non basta esprimere un generico dissenso.
2. Conseguenze economiche: La presentazione di un ricorso inammissibile non è priva di conseguenze. Oltre a non ottenere il risultato sperato, il ricorrente subisce una condanna economica certa, che include le spese processuali e una sanzione pecuniaria, il cui importo viene determinato equitativamente dalla Corte. Pertanto, è fondamentale affidarsi a un difensore esperto che possa valutare attentamente le reali possibilità di successo di un’impugnazione prima di procedere.

Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Risposta: Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati sono stati ritenuti aspecifici. Il ricorrente si è limitato a invocare l’applicazione delle attenuanti generiche senza indicare in modo concreto quale fosse il vizio di motivazione della sentenza impugnata.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Risposta: La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, che in questo caso è stata determinata in 3.000,00 euro.

La Corte di Cassazione può riconsiderare nel merito il diniego delle attenuanti generiche?
Risposta: No, la Corte di Cassazione non può riesaminare nel merito la decisione, ma può solo verificare che la motivazione del giudice sia logica e conforme alla legge. In questo caso, la Corte ha ritenuto che la Corte d’Appello avesse adeguatamente motivato la sua decisione, rendendo la doglianza del ricorrente generica e quindi inammissibile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati