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Ricorso inammissibile: motivi d’appello generici

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi di appello, relativi alla dosimetria della pena e alla recidiva, erano stati formulati in modo generico. La sentenza sottolinea che la mancanza di specificità rende il motivo manifestamente infondato sin dall’origine, giustificando la dichiarazione di inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese.

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Pubblicato il 30 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile per Genericità dei Motivi: La Cassazione Fa Chiarezza

Nel processo penale, la precisione è tutto. Ogni atto, specialmente un’impugnazione, deve essere formulato con chiarezza e specificità. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce questo principio fondamentale, dichiarando un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati in appello. Questo caso offre uno spunto cruciale per comprendere perché non basta lamentarsi di una sentenza, ma è necessario articolare critiche puntuali e legalmente fondate.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine dalla condanna di un uomo da parte del Tribunale di Termini Imerese per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza. La pena inflitta era di 4 mesi e 20 giorni di reclusione. La Corte di appello di Palermo, successivamente, confermava integralmente la sentenza di primo grado.

Contro questa decisione, il difensore dell’imputato proponeva ricorso per cassazione, lamentando una violazione di legge. In particolare, si contestava il fatto che la pena non fosse stata fissata nel minimo edittale e che non fosse stata esclusa la recidiva, nonostante alcuni elementi a favore dell’imputato: l’occasionalità del fatto, la minima offensività, la piena confessione e la giovane età.

La Valutazione del Ricorso Inammissibile da Parte della Cassazione

La Suprema Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. L’analisi dei giudici si è concentrata su due aspetti principali: la congruità della pena e la genericità del motivo relativo alla recidiva.

La Congruità della Pena

La Corte ha osservato che i giudici d’appello avevano già fornito una motivazione adeguata e logica sulla determinazione della pena. Era stata definita ‘del tutto congrua, ed anzi frutto di benevola determinazione’, in quanto già attestata sul minimo edittale e bilanciata tenendo conto sia della gravità del fatto sia della condotta processuale positiva dell’imputato (la confessione). Questi elementi, infatti, erano già stati ‘premiati’ con il riconoscimento delle attenuanti generiche, ritenute addirittura prevalenti sulla recidiva contestata.

La Genericità del Motivo sulla Recidiva

Il punto cruciale della decisione riguarda la richiesta di esclusione della recidiva. La Cassazione ha rilevato che questo motivo era stato formulato nell’atto di appello ‘in modo del tutto generico’. In altre parole, la difesa si era limitata a una richiesta vaga, senza argomentare specificamente perché, nel caso concreto, la recidiva dovesse essere esclusa.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione fonda la sua decisione su un principio consolidato in tema di impugnazioni. Citando precedenti giurisprudenziali (Cass. n. 46588/2019 e n. 47722/2015), i giudici hanno ribadito che è inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso per cassazione contro una sentenza di secondo grado che non abbia considerato un motivo d’appello ‘ab origine manifestamente infondato’.

Questo principio viene esteso anche al caso di un motivo dedotto in appello senza il necessario requisito della specificità. Un motivo generico è, per sua natura, manifestamente infondato, perché non mette il giudice d’appello nelle condizioni di comprendere la doglianza e di rispondervi puntualmente. Di conseguenza, un eventuale accoglimento del ricorso in Cassazione non porterebbe a nessun esito favorevole nel giudizio di rinvio, rendendo l’impugnazione priva di interesse concreto.

La decisione, pertanto, non entra nel merito della richiesta sulla recidiva, ma si ferma a un livello procedurale: il modo in cui la richiesta è stata presentata in appello era talmente deficitario da viziare l’intero percorso dell’impugnazione su quel punto.

Le Conclusioni

Questa sentenza è un monito sull’importanza della tecnica redazionale degli atti di impugnazione. Non è sufficiente elencare doglianze, ma è indispensabile articolarle in modo specifico, dettagliato e autosufficiente, indicando con precisione le parti della sentenza che si contestano e le ragioni giuridiche a sostegno. Un motivo d’appello generico non solo rischia di essere ignorato dal giudice del gravame, ma preclude anche la possibilità di un efficace controllo di legittimità in Cassazione, portando a una declaratoria di ricorso inammissibile. Per il cittadino, ciò si traduce nella conferma della condanna e nell’addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto nel caso di specie.

Perché un ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati nel precedente grado di appello, in particolare quello relativo all’esclusione della recidiva, erano stati formulati in modo generico e non specifico, rendendoli manifestamente infondati sin dall’origine.

Cosa significa che un motivo di appello è ‘generico’?
Un motivo di appello è considerato ‘generico’ quando non indica in modo chiaro e puntuale quali parti della sentenza si contestano e per quali specifiche ragioni di diritto o di fatto. Si tratta di una critica vaga che non permette al giudice di comprendere l’errore che si intende denunciare.

Quali sono le conseguenze pratiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva e non può più essere messa in discussione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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