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Ricorso inammissibile: motivazione e conseguenze

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi, relativi alle attenuanti generiche e all’entità della pena, sono manifestamente infondati. La sentenza della Corte d’Appello è stata ritenuta sorretta da una motivazione sufficiente e non illogica, rendendo il giudizio di merito non censurabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 2 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40385 Anno 2025 (Cass. pen. sez. 7 n. 40385/2025)

Ricorso inammissibile: quando la motivazione del giudice di merito è sufficiente

L’esito di un processo non sempre si conclude con i gradi di merito. Spesso, la parola fine viene posta dalla Corte di Cassazione, che però non riesamina i fatti, ma valuta la corretta applicazione della legge. Un caso recente ci offre l’opportunità di analizzare quando un ricorso inammissibile viene dichiarato tale, specialmente se la sentenza impugnata è ben motivata. Con l’ordinanza in esame, la Suprema Corte ha chiarito i limiti del proprio sindacato e le conseguenze per chi presenta un’impugnazione palesemente infondata.

Il caso: il ricorso contro la sentenza d’Appello

Un imputato, a seguito di una condanna confermata dalla Corte d’Appello di Napoli, decideva di presentare ricorso per cassazione. L’obiettivo era contestare la decisione dei giudici di secondo grado, ritenuta ingiusta sotto due specifici profili: la mancata concessione delle attenuanti generiche e l’eccessiva entità della pena inflitta. Si tratta di censure molto comuni nei ricorsi penali, che mirano a ottenere un trattamento sanzionatorio più mite.

I motivi del ricorso: attenuanti e quantificazione della pena

Nel dettaglio, la difesa dell’imputato lamentava che la Corte d’Appello non avesse adeguatamente considerato elementi favorevoli che avrebbero potuto giustificare l’applicazione delle attenuanti generiche. Queste circostanze, se riconosciute, avrebbero comportato una significativa riduzione della pena. Allo stesso modo, si contestava il quantum della pena, ovvero la sua misura concreta, ritenendola sproporzionata rispetto ai fatti commessi. La difesa sosteneva, in sostanza, che la motivazione della sentenza d’appello su questi punti fosse carente o illogica.

La decisione della Cassazione sul ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione, dopo aver esaminato gli atti, ha emesso un’ordinanza con cui ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito delle richieste dell’imputato, ma si ferma a un gradino prima, rilevando un vizio che impedisce la disamina delle censure. La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano ‘manifestamente infondati’, una formula che indica una palese inconsistenza delle argomentazioni difensive.

Le motivazioni: il sindacato sulla logicità della sentenza

Il cuore della decisione della Cassazione risiede nella valutazione della sentenza impugnata. I giudici di legittimità hanno osservato che la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione ‘sufficiente e non illogica’ riguardo sia al diniego delle attenuanti generiche sia alla quantificazione della pena. La sentenza di secondo grado, secondo la Cassazione, aveva esaminato in modo adeguato le deduzioni difensive, giungendo a conclusioni logiche e coerenti. Poiché il giudizio di merito era stato supportato da una motivazione congrua, non era possibile per la Suprema Corte procedere a una nuova valutazione dei fatti, compito che non le spetta. Il controllo della Cassazione si limita infatti alla verifica della corretta applicazione delle norme di legge e alla logicità della motivazione, senza poter sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito.

Le conclusioni: le conseguenze dell’inammissibilità

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso non è priva di conseguenze. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, la Corte ha imposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per i casi di ricorso inammissibile, volta a scoraggiare impugnazioni dilatorie o palesemente infondate. Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma uno strumento di controllo sulla legittimità delle decisioni, e la sua proposizione richiede motivi seri e fondati, pena conseguenze economiche negative per il proponente.

Quando un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono manifestamente infondati, in particolare se la sentenza impugnata è sorretta da una motivazione sufficiente, non illogica e ha adeguatamente esaminato le deduzioni difensive.

Quali erano i motivi del ricorso in questo specifico caso?
Il ricorrente lamentava la mancata applicazione delle attenuanti generiche e contestava l’entità della pena irrogata dalla Corte d’Appello, ritenendola eccessiva.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
In base all’art. 616 c.p.p., la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in tremila euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione giuridica di un atto, come un ricorso, che ne impedisce l'esame nel merito a causa di vizi di forma, di sostanza o perché manifestamente infondato.
Attenuanti generiche
Circostanze non specificate dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, tenendo conto della gravità del reato e della capacità a delinquere del colpevole.
Ricorso
Mezzo di impugnazione con cui una parte si rivolge a un giudice di grado superiore per ottenere la riforma o l'annullamento di una decisione ritenuta ingiusta o illegittima.
Cassa delle ammende
Ente pubblico finanziato con i proventi delle sanzioni pecuniarie e delle pene pecuniarie, destinato a finanziare programmi di reinserimento dei detenuti e interventi di edilizia penitenziaria.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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