Ricorso Inammissibile in Cassazione: Quando i Fatti non si Ridiscutono
L’ordinanza in esame offre un’importante lezione sui confini del giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Attraverso la dichiarazione di un ricorso inammissibile, la Suprema Corte riafferma un principio cardine del nostro sistema processuale: il suo compito non è quello di riscrivere la storia dei fatti, ma di garantire l’uniforme e corretta applicazione della legge. Analizziamo insieme questo caso per comprendere meglio i limiti invalicabili del giudizio di legittimità.
I Fatti del Processo
La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di tentata estorsione, confermata in secondo grado dalla Corte d’Appello. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, ha presentato ricorso per Cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza.
In primo luogo, ha contestato la correttezza della motivazione della sentenza d’appello, chiedendo una “derubricazione” del reato. A suo dire, i fatti non configuravano una tentata estorsione, bensì il meno grave delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.). In sostanza, chiedeva alla Suprema Corte una diversa interpretazione e valutazione del materiale probatorio.
In secondo luogo, ha lamentato l’incompletezza della motivazione, sostenendo che i giudici d’appello non avessero esaminato una sua specifica richiesta subordinata: quella di riqualificare il fatto nel reato di violenza privata (art. 610 c.p.).
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rigettato completamente le richieste del ricorrente, dichiarando il ricorso interamente inammissibile. Tale decisione ha comportato la definitiva conferma della sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello. Oltre a ciò, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione tipica per i ricorsi ritenuti inammissibili.
Le Motivazioni della Decisione: il focus sul ricorso inammissibile
Le motivazioni fornite dalla Corte sono chiare e didattiche, e si concentrano su due aspetti fondamentali che portano a qualificare un ricorso inammissibile.
Il primo motivo di ricorso è stato respinto perché tendeva a ottenere una nuova e inammissibile ricostruzione dei fatti. La Corte ha ribadito che il giudizio di Cassazione è una “sede di legittimità”, non un terzo grado di merito. Il suo ruolo non è quello di fornire una ‘rilettura’ degli elementi di fatto, la cui valutazione è riservata in via esclusiva al giudice di merito (Tribunale e Corte d’Appello). Poiché la motivazione della sentenza impugnata era esente da vizi logici o giuridici evidenti, la richiesta di una nuova valutazione è stata considerata al di fuori dei poteri della Corte.
Il secondo motivo è stato giudicato “generico”. La Corte ha spiegato che il silenzio di un giudice su una specifica argomentazione difensiva non è di per sé motivo di annullamento della sentenza. Se la motivazione, nel suo complesso, è logicamente incompatibile con la tesi difensiva non esaminata, si presume che quest’ultima sia stata implicitamente rigettata. Il ricorrente, in questi casi, avrebbe dovuto dimostrare la “decisività” di quel punto omesso, ovvero che il suo esame avrebbe portato a una decisione diversa, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
Conclusioni e Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza è un monito per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. L’esito di un ricorso inammissibile non è solo la sconfitta processuale, ma anche un aggravio di spese. La decisione sottolinea che l’appello alla Suprema Corte deve essere meticolosamente preparato, concentrandosi esclusivamente su questioni di diritto (violazioni di legge) o su vizi di motivazione palesi e manifestamente illogici. Tentare di utilizzare il ricorso in Cassazione come un’ulteriore opportunità per rimettere in discussione l’accertamento dei fatti è una strategia destinata al fallimento, che rafforza la stabilità delle decisioni di merito e l’efficienza del sistema giudiziario.
È possibile chiedere alla Corte di Cassazione di riesaminare i fatti di un processo?
No, la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità, non di merito. Non può effettuare una nuova ricostruzione dei fatti o una diversa valutazione delle prove, compiti che spettano esclusivamente ai giudici dei gradi precedenti. Il suo ruolo è verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione.
Cosa succede se la Corte d’Appello non risponde a ogni singola obiezione sollevata nell’atto di appello?
Secondo questa ordinanza, il silenzio della Corte d’Appello su una specifica deduzione non rende automaticamente la sentenza viziata. Se dal complesso della motivazione si evince che tale deduzione è stata implicitamente disattesa e risulta incompatibile con la decisione finale, il motivo di ricorso basato su tale omissione è considerato generico e quindi inammissibile.
Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta non solo la conferma della sentenza impugnata, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria (in questo caso, 3.000 euro) a favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44723 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44723 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 22/09/2022 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME;
Rilevato che il primo motivo di ricorso, che contesta la correttezza della motivazione pos a base della dichiarazione di responsabilità, invocando la derubricazione del delitto di ten estorsione in quello di cui all’art. 393 cod. pen., non è consentito dalla legge in s legittimità perché tende ad ottenere una inammissibile ricostruzione dei fatti mediante crite valutazione diversi da quelli adottati dal giudice di merito, il quale, con motivazione esen vizi logici e giuridici, ha esplicitato le ragioni del suo convincimento (si veda pagina motivazione);
che esula, infatti, dai poteri della Corte di cassazione quello di una ‘rilettura’ degli di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva, riser giudice di merito (per tutte: Sez. U, n. 6402, del 30/4/1997, Dessimone, Rv. 207944);
Considerato che il secondo motivo di ricorso, che contesta la completezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità sostenendo che i giudici appello non hanno esamiNOME tutte le censure sollevate con i motivi di impugnazione, con riferimento all’invocata riqualificazione nel reato di cui all’art. 610 cod, pen., è generic in sede di legittimità non è censurabile una sentenza per il suo silenzio su una speci deduzione prospettata con il gravame, qualora risulti che la stessa sia stata disattesa d motivazione della sentenza complessivamente considerata ed in assenza di deduzioni sulla decisività di quei rilievi, ove siano logicamente incompatibili con la dedsione adottata;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna de ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore dell Cassa delle ammende;
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 12 settembre 2023
Il Consigliere estensore
Il Pre sente