Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Non Può Riesaminare i Fatti
L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità, ribadendo un principio fondamentale del nostro sistema processuale. Quando un ricorso si basa su una diversa interpretazione dei fatti, la sua sorte è segnata: viene dichiarato ricorso inammissibile. Questo caso, relativo a una condanna per furto aggravato, illustra perfettamente perché la Suprema Corte non è un terzo grado di giudizio sul merito, ma un custode della corretta applicazione del diritto.
La Vicenda Processuale: Dal Furto Aggravato al Ricorso in Cassazione
Il procedimento ha origine da una sentenza di condanna per il reato di furto, commesso in concorso con altre persone e aggravato dall’uso di violenza sulle cose o di mezzi fraudolenti, secondo gli articoli 110, 624 e 625 del codice penale. La Corte di Appello di Venezia aveva confermato la decisione di primo grado, ritenendo l’imputato colpevole.
Contro questa sentenza, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: un presunto vizio di motivazione. In particolare, la difesa contestava il riconoscimento di una delle circostanze aggravanti, sostenendo che i giudici di merito avessero errato nella valutazione degli elementi di fatto.
Il Cuore del Problema: Il Ricorso e i Limiti della Cassazione
L’esito del giudizio dinanzi alla Suprema Corte era, in un certo senso, prevedibile. Il motivo di ricorso si fondava interamente su una “diversa ricostruzione e valutazione del fatto”. L’imputato, in sostanza, non contestava una violazione di legge da parte della Corte d’Appello, ma chiedeva alla Cassazione di riesaminare le prove e giungere a una conclusione diversa. Questa richiesta si scontra frontalmente con la natura stessa del giudizio di legittimità, rendendo il ricorso inammissibile.
Le Motivazioni della Decisione: la Funzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso con una motivazione tanto sintetica quanto ineccepibile. I giudici hanno ribadito che il loro ruolo non è quello di un “terzo giudice” del fatto. La valutazione delle prove, la ricostruzione degli eventi e l’accertamento delle responsabilità materiali sono compiti esclusivi dei giudici di primo e secondo grado (il cosiddetto giudizio di merito).
Alla Suprema Corte spetta, invece, il compito di verificare che i giudici di merito abbiano applicato correttamente le norme di legge e abbiano seguito un percorso logico-giuridico corretto nella loro motivazione. Un ricorso che, come in questo caso, si limita a proporre una lettura alternativa delle risultanze processuali, senza individuare un reale errore di diritto o un vizio logico manifesto nella sentenza impugnata, esula dalle competenze della Corte ed è, pertanto, destinato a essere dichiarato inammissibile.
Conclusioni: Conseguenze Pratiche di un Ricorso Inammissibile
La dichiarazione di inammissibilità ha conseguenze pratiche significative. In primo luogo, la sentenza di condanna della Corte d’Appello diventa definitiva e irrevocabile. In secondo luogo, il ricorrente viene condannato non solo al pagamento delle spese del procedimento, ma anche a versare una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) alla Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori, che sovraccaricano inutilmente il sistema giudiziario. La decisione in commento è un monito: il ricorso in Cassazione è uno strumento prezioso per la tutela dei diritti, ma deve essere utilizzato con cognizione di causa, rispettando i confini netti tra giudizio di fatto e giudizio di diritto.
Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si basava su una diversa ricostruzione e valutazione dei fatti, un tipo di contestazione che non è permessa in sede di Corte di Cassazione, la quale giudica solo la legittimità e non il merito della decisione.
Cosa significa che la Cassazione non può riesaminare i fatti?
Significa che la Corte di Cassazione non può valutare nuovamente le prove (come testimonianze o documenti) per decidere se l’imputato sia colpevole o innocente. Il suo compito è solo controllare che i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato correttamente la legge e motivato la loro sentenza in modo logico e coerente.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16638 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16638 Anno 2024
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a CASTELFRANCO VENETO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/07/2023 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che l’imputato NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza della Corte di appello di Venezia che ne ha confermato la condanna il reato previsto dagli artt. 110, 624 e 625 n. 4 e 5 cod. pen.;
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che deduce vizio di motivazione in ordine al riconoscimento della circostanza aggravante di cui all’art. 625 n.4 cod. pen., è inammissibile poiché si fonda su una diversa ricostruzione e valutazione del fatto, non consentita in questa sede;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila a favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 10/04/2024