Ricorso Inammissibile: Perché la Specificità dei Motivi è Cruciale in Cassazione
Nel sistema giudiziario italiano, presentare un ricorso alla Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio. Tuttavia, per accedere a questa fase, è fondamentale rispettare requisiti formali molto stringenti. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda quanto sia decisiva la specificità dei motivi di ricorso per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile. Questo provvedimento sottolinea che un’impugnazione vaga e generica è destinata a essere respinta senza neanche un esame nel merito.
I Fatti del Processo
Il caso analizzato nasce da un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d’Appello di Roma, che aveva confermato una condanna per il reato di rapina in concorso, ai sensi degli articoli 110 e 628 del Codice Penale. La persona condannata decideva di impugnare tale decisione, rivolgendosi alla Corte di Cassazione e affidando le proprie speranze a un unico motivo di ricorso.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha tagliato corto, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito della colpevolezza o innocenza della ricorrente, ma si è fermata a un livello preliminare, quello dei requisiti di ammissibilità dell’atto di impugnazione. La conseguenza diretta è stata non solo la conferma della condanna, ma anche l’imposizione alla ricorrente del pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: la Sanzione per un Ricorso Inammissibile e Generico
Il cuore della decisione risiede nella violazione dell’articolo 581, comma 1, lettera c), del Codice di Procedura Penale. Questa norma impone a chi presenta un ricorso di indicare in modo specifico le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono ogni richiesta. Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che l’unico motivo presentato era affetto da “genericità per indeterminatezza”.
In altre parole, la difesa non aveva chiarito quali fossero gli errori specifici nella motivazione della Corte d’Appello. La sentenza impugnata era stata ritenuta “logicamente corretta” dai giudici di legittimità, e il ricorso non forniva elementi concreti per mettere in discussione tale logicità. Mancava un confronto puntuale con le argomentazioni dei giudici di secondo grado, limitandosi a una critica vaga che non consentiva alla Cassazione di individuare i rilievi mossi e di esercitare il proprio controllo.
Un ricorso formulato in questi termini impedisce al giudice dell’impugnazione di svolgere la sua funzione, rendendo l’atto del tutto inefficace. La Corte ha ribadito che non basta contestare una sentenza; è necessario farlo in modo preciso, dettagliato e pertinente.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa
Questa ordinanza è un monito importante per ogni difensore. La redazione di un ricorso per cassazione richiede un’analisi tecnica approfondita e la capacità di articolare critiche specifiche e ben fondate. Un ricorso inammissibile non è solo una sconfitta processuale, ma comporta anche conseguenze economiche per l’assistito. La condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria è la diretta conseguenza della presentazione di un atto che, per la sua indeterminatezza, non avrebbe dovuto neanche essere proposto. Per garantire una tutela efficace, è indispensabile che l’atto di impugnazione sia un dialogo critico e circostanziato con la sentenza che si intende contestare, e non una mera riproposizione di argomentazioni generiche.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il suo unico motivo era generico e indeterminato, non rispettando i requisiti di specificità richiesti dall’articolo 581, comma 1, lettera c), del Codice di Procedura Penale.
Cosa significa che un motivo di ricorso è “generico per indeterminatezza”?
Significa che la critica mossa alla sentenza impugnata è vaga, non indica gli elementi specifici su cui si basa la censura e non consente al giudice di individuare i presunti errori commessi nel precedente grado di giudizio.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile per chi lo presenta?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25339 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 25339 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME nato a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 08/05/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME, considerato che l’unico motivo di ricorso, che contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità in ordine al delitto di cui agli art. 110, 628 comma terzo n. 1, è generico per indeterminatezza perché privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen. quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 21 maggio 2024
Il Consigliere Estensore
Il Pr idente