Ricorso Inammissibile: L’Importanza di Presentare le Contestazioni al Momento Giusto
Nel processo penale, la tempistica e la corretta formulazione delle eccezioni sono fondamentali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un errore procedurale possa portare a un ricorso inammissibile, precludendo ogni possibilità di riesame nel merito. Il caso in esame riguarda un imputato che ha tentato di contestare l’applicazione della recidiva solo davanti alla Suprema Corte, dopo non averlo fatto nel precedente grado di appello.
I Fatti del Caso
L’imputato, condannato dalla Corte d’Appello di Firenze, ha proposto ricorso per Cassazione. I motivi del ricorso si concentravano su due aspetti principali legati alla recidiva: in primo luogo, la contestazione della sua applicazione e, in secondo luogo, la richiesta che le circostanze attenuanti generiche venissero considerate prevalenti sulla recidiva stessa. Tuttavia, come vedremo, la strategia difensiva si è scontrata con un ostacolo procedurale insormontabile.
La Decisione della Corte e il Principio del Ricorso Inammissibile
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito delle argomentazioni dell’imputato, ma si è fermata a una valutazione preliminare di carattere procedurale. La Corte ha stabilito che i motivi presentati non erano consentiti dalla legge in quella sede, poiché le questioni sollevate avrebbero dovuto essere discusse e decise nel giudizio di appello.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile?
Le motivazioni della Corte si fondano su un principio cardine del diritto processuale penale: il principio devolutivo dell’appello. Analizziamo i due punti chiave della decisione:
1. Mancata Devoluzione della Questione in Appello: La Corte ha rilevato che la contestazione relativa alla recidiva non era stata sollevata con l’atto di appello. Di conseguenza, il giudizio su quel punto della sentenza di primo grado era diventato definitivo. Proporre la questione per la prima volta in Cassazione è un errore procedurale che rende il motivo inammissibile. La sede di legittimità non può esaminare questioni nuove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge sui punti già discussi nei gradi precedenti.
2. Preclusione Normativa: Per quanto riguarda la richiesta di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva, la Corte ha sottolineato che tale possibilità era già preclusa da una specifica norma, l’art. 69, comma 4, del codice penale. Anche questo aspetto, evidenziato già nella sentenza impugnata, non poteva essere riconsiderato.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa ordinanza ribadisce una lezione fondamentale per chiunque affronti un processo penale: la strategia difensiva deve essere costruita con attenzione fin dal primo grado. Ogni motivo di doglianza deve essere sollevato nel momento processuale corretto. L’appello serve a devolvere al giudice di secondo grado la revisione di specifici punti della sentenza di primo grado. Omettere una contestazione in quella sede significa accettare implicitamente quella parte della decisione, che diventa così definitiva e non più attaccabile. La conseguenza di un errore di questo tipo è la dichiarazione di ricorso inammissibile, con la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto nel caso di specie.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la questione relativa alla contestazione della recidiva non era stata sollevata nel precedente giudizio di appello, e quindi non poteva essere proposta per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione.
Cosa accade se un motivo di contestazione non viene presentato con l’atto di appello?
Se una specifica questione non viene contestata con l’atto di appello, il relativo punto della sentenza di primo grado diventa definitivo. Ciò significa che non può più essere messo in discussione nei successivi gradi di giudizio, come quello di Cassazione.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente a seguito dell’inammissibilità?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila Euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40870 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 40870 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 15/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/09/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME NOME; (…
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME avverso la sentenza in epigrafe esaminati gli atti e il provvedimento impugnato;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché i motivi prospettati non sono cons legge in sede di legittimità in quanto la contestazione inerente la recidiva non risul con l’appello, con conseguente definitività del relativo giudizio e non proponibilità de per la prima volta in questa sede, mentre il giudizio di rivendicata prevalenza del sulla la recidiva stessa (contestata e ritenuta ai sensi del comma 4 dell’ad 99 c messo in evidenza dalla sentenza gravata, risultava precluso dal disposto di cui all’a 4 cp;
rilevato che all’inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all’a proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento de processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 15 settembre 2023.