Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione non entra nel Merito
Nel sistema giudiziario italiano, l’accesso ai gradi di giudizio superiori non è automatico. È necessario che l’atto di impugnazione, come un ricorso per Cassazione, rispetti precisi requisiti di forma e sostanza. Quando questi mancano, il risultato è una declaratoria di ricorso inammissibile, una decisione che impedisce alla Corte di esaminare il caso nel merito. L’ordinanza n. 44972/2023 della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di questa dinamica, in un caso relativo al grave reato di estorsione.
Il Caso in Esame: Un Ricorso per Estorsione Ritenuto Generico
Un soggetto, precedentemente condannato dalla Corte d’Appello di Roma per il reato di estorsione (art. 629 c.p.), ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L’obiettivo era contestare la decisione dei giudici di merito, sostenendo che i fatti fossero stati erroneamente qualificati dal punto di vista giuridico. Tuttavia, il tentativo di ottenere una revisione della condanna si è scontrato con un ostacolo procedurale insormontabile.
I Requisiti del Ricorso e il concetto di ricorso inammissibile
Perché un ricorso in Cassazione venga esaminato, non basta semplicemente dissentire dalla sentenza precedente. È fondamentale che i motivi di ricorso siano specifici, pertinenti e fondati su questioni di legittimità, non di fatto. Nel caso di specie, la Corte ha individuato due vizi capitali che hanno portato a dichiarare il ricorso inammissibile.
La Mancanza di Specificità
Il primo problema riscontrato era la genericità del motivo di ricorso. L’appellante ha contestato la qualificazione giuridica del fatto, ma senza fornire argomentazioni specifiche e dettagliate che potessero effettivamente mettere in discussione la logica seguita dai giudici di merito. Un ricorso efficace deve dialogare criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, evidenziandone le presunte falle logiche o giuridiche, cosa che in questo caso non è avvenuta.
La Manifesta Infondatezza
Il secondo vizio era la manifesta infondatezza. Questo significa che le argomentazioni, anche se fossero state specifiche, apparivano palesemente prive di pregio giuridico. I giudici della Cassazione hanno ritenuto che la Corte d’Appello avesse agito correttamente, sussumendo i fatti accertati nella fattispecie dell’estorsione in modo logico e giuridicamente corretto, supportando la propria decisione con argomenti solidi e richiamando anche precedenti giurisprudenziali pertinenti.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte, nella sua ordinanza, ha spiegato in modo succinto ma inequivocabile le ragioni della sua decisione. Ha rilevato che i giudici di merito avevano ricostruito il fatto e lo avevano correttamente inquadrato nella fattispecie dell’art. 629 del codice penale. Le motivazioni della sentenza d’appello erano state ampiamente esplicitate con “corretti argomenti logici e giuridici”.
Di fronte a una motivazione così solida, il ricorso proposto appariva del tutto incapace di scalfirla, configurandosi quindi come un tentativo sterile di rimettere in discussione l’accertamento dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità. La Corte ha quindi concluso che il ricorso doveva essere dichiarato inammissibile.
Le Conclusioni: Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile
La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze. Oltre a rendere definitiva la condanna, comporta per legge la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, la Corte ha imposto il pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria volta a disincentivare la presentazione di impugnazioni palesemente infondate o dilatorie. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: il diritto all’impugnazione deve essere esercitato con serietà e cognizione di causa, nel rispetto delle regole processuali che ne governano l’ammissibilità.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto privo di specificità e manifestamente infondato. Il ricorrente non ha adeguatamente contestato, con argomenti logici e giuridici validi, la corretta qualificazione del fatto come estorsione operata dai giudici di merito.
Qual era il reato al centro della vicenda?
Il reato contestato e per cui era stata emessa condanna dalla Corte d’Appello era quello di estorsione, previsto e punito dall’articolo 629 del codice penale.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44972 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44972 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a FOGGIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/01/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
considerato che l’unico motivo di ricorso, in punto di qualificazione giuridica, è privo specificità e manifestamente infondato in quanto i giudici del merito hanno correttamente sussunto il fatto, per come ricostruito, nella fattispecie di cui all’art. 629 cod. pen., ampiam esplicitando, con corretti argomenti logici e giuridici (Sez. 2, n. 24624 del 17/07/20 COGNOME, Rv. 279492), le ragioni del loro convincimento (si vedano, in particolare, pagg. 2 3 );
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il 10 ottobre 2023.