Ricorso Inammissibile: L’Analisi di una Decisione della Cassazione
Quando si presenta un’impugnazione in Corte di Cassazione, è fondamentale che i motivi siano chiari, specifici e giuridicamente pertinenti. Un recente provvedimento della Suprema Corte ci offre un esempio lampante di come un ricorso inammissibile venga trattato, sottolineando l’importanza del rigore processuale. Il caso in esame riguarda un ricorso contro il riconoscimento della recidiva, dichiarato inammissibile per la sua genericità.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine da un ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. La decisione impugnata aveva confermato, tra le altre cose, l’applicazione della recidiva, ovvero la condizione di chi commette un nuovo reato dopo una condanna precedente. L’imputato, non accettando tale statuizione, ha deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, affidando la sua difesa a un unico motivo di ricorso: la contestazione del riconoscimento della recidiva.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha tagliato corto, dichiarando il ricorso totalmente inammissibile. Questa decisione implica che i giudici non sono nemmeno entrati nel merito della questione sollevata dal ricorrente. Invece di valutare se la recidiva fosse stata applicata correttamente o meno, la Corte si è fermata a un livello preliminare, constatando che l’impugnazione stessa non possedeva i requisiti minimi per essere esaminata.
Le Motivazioni dietro un Ricorso Inammissibile
Le motivazioni della Corte sono concise ma estremamente chiare e si fondano su due pilastri fondamentali del diritto processuale penale:
1. Mancanza di Specificità: Il ricorso è stato giudicato “privo di specificità”. Questo significa che il ricorrente si è limitato a contestare genericamente la decisione, senza individuare in modo preciso e dettagliato quali fossero gli errori logici o giuridici commessi dai giudici della Corte d’Appello. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riproposizione di lamentele, ma deve articolare critiche puntuali alla sentenza impugnata.
2. Manifesta Infondatezza: Oltre a essere generico, il motivo è stato ritenuto “manifestamente infondato”. I giudici di Cassazione hanno rilevato che la Corte d’Appello aveva, al contrario, “ampiamente esplicitato, con corretti argomenti logici e giuridici, le ragioni del loro convincimento”. Di fronte a una motivazione solida e ben argomentata, un ricorso che non la scalfisce con critiche pertinenti risulta palesemente privo di fondamento.
Le Conseguenze per il Ricorrente
La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha disposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per scoraggiare la presentazione di ricorsi temerari o palesemente infondati che appesantiscono inutilmente il sistema giudiziario.
Le Conclusioni
Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale: l’accesso alla giustizia, specialmente in sede di legittimità come la Cassazione, richiede serietà e rigore tecnico. Non è sufficiente essere in disaccordo con una decisione per poterla impugnare con successo. È necessario articolare motivi specifici, capaci di mettere in discussione la coerenza logica e la correttezza giuridica della sentenza precedente. Un ricorso inammissibile non solo non ottiene il risultato sperato, ma comporta anche ulteriori costi per chi lo propone, fungendo da monito sull’importanza di una difesa tecnica e ben ponderata.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché l’unico motivo presentato era privo di specificità, cioè troppo generico, e manifestamente infondato, in quanto non contestava efficacemente le argomentazioni logiche e giuridiche ben esplicitate dalla corte precedente.
Qual era l’oggetto principale della contestazione nel ricorso?
L’oggetto della contestazione era il riconoscimento della recidiva, ovvero la condizione giuridica di chi commette un nuovo reato dopo una precedente condanna definitiva.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, come sanzione per aver presentato un ricorso inammissibile.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44995 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44995 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME NOME NOME a MONDRAGONE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 25/11/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
considerato che l’unico motivo di ricorso, che contesta il riconoscimento della recidiva, privo di specificità e manifestamente infondato in quanto i giudici del merito hanno ampiamente esplicitato, con corretti argomenti logici e giuridici, le ragioni del loro convincimento (si v particolare, pag. 4);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il 10 ottobre 2023.