Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza della Specificità dei Motivi
L’esito di un processo non sempre si conclude con l’ultimo grado di merito. Spesso, la parola fine viene scritta dalla Corte di Cassazione, il cui ruolo, tuttavia, non è quello di riesaminare i fatti, ma di garantire la corretta applicazione della legge. Una recente ordinanza ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: un’impugnazione, per essere valutata, deve essere specifica e non generica. Il caso in esame ha portato a dichiarare un ricorso inammissibile, dimostrando come la mancanza di un confronto critico con la sentenza impugnata precluda ogni possibilità di successo.
I Fatti del Processo
La vicenda giudiziaria trae origine da una condanna emessa dalla Corte d’Appello di Bari. L’imputato era stato ritenuto colpevole per i reati previsti dall’articolo 186 del Codice della Strada (guida in stato di ebbrezza) e dall’articolo 337 del Codice Penale (resistenza a un pubblico ufficiale). Non accettando la decisione dei giudici di secondo grado, l’imputato ha deciso di presentare ricorso per Cassazione, affidando le sue speranze a un unico motivo di doglianza.
L’Unico Motivo di Ricorso: La Dosimetria della Pena
L’atto di impugnazione si concentrava esclusivamente sulla ‘dosimetria della pena’, ovvero sulla quantificazione della sanzione che i giudici di merito avevano stabilito. Il ricorrente, in sostanza, riteneva la pena inflitta eccessiva o ingiusta, ma il suo ricorso si limitava a lamentare questo aspetto senza entrare nel dettaglio delle ragioni che avrebbero dovuto portare a una conclusione diversa.
L’Analisi del Ricorso Inammissibile da Parte della Suprema Corte
La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, ha rapidamente individuato una carenza fondamentale. Il motivo presentato è stato definito ‘generico’, un vizio che ne ha determinato l’immediata inammissibilità. Secondo gli Ermellini, non è sufficiente lamentare un presunto errore nella determinazione della pena; è indispensabile che il ricorrente si confronti analiticamente con la motivazione della sentenza impugnata. In altre parole, l’imputato avrebbe dovuto spiegare perché il ragionamento seguito dalla Corte d’Appello nel quantificare la pena fosse errato dal punto di vista giuridico, evidenziando le specifiche lacune o le violazioni di legge.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione dell’ordinanza è chiara e lapidaria: il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il motivo era ‘generico rispetto alla motivazione della sentenza impugnata con la quale non si confronta’. Questo significa che l’atto di appello non conteneva una critica puntuale e argomentata delle ragioni esposte dai giudici di merito. La Suprema Corte non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito sulla congruità della pena, a meno che non venga denunciato un vizio logico o una violazione di legge nella motivazione. Mancando questo confronto critico, il ricorso si è rivelato privo dei requisiti minimi per poter essere esaminato. La decisione, pertanto, è stata la declaratoria di inammissibilità, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
Questa pronuncia rafforza un principio cardine del sistema delle impugnazioni. Un ricorso inammissibile non è solo un’occasione persa, ma comporta anche conseguenze economiche per il ricorrente. La decisione serve da monito: la redazione di un ricorso per Cassazione richiede rigore tecnico e una profonda analisi della sentenza che si intende contestare. Non basta esprimere un generico dissenso, ma è necessario costruire un’argomentazione giuridica solida, capace di mettere in luce gli specifici errori di diritto o i vizi logici che inficiano la decisione precedente. In assenza di tale specificità, la strada dell’inammissibilità è quasi certa, rendendo definitivo il verdetto di condanna.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se è ‘generico’, cioè se non espone in modo specifico i motivi per cui si contesta la sentenza precedente e non si confronta direttamente con la motivazione di quella decisione.
Qual è stato l’oggetto del ricorso nel caso specifico?
L’unico motivo del ricorso era la ‘dosimetria della pena’, ovvero la critica alla quantità della sanzione applicata all’imputato dalla corte precedente.
Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, in questo caso tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39483 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39483 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 07/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME NOME nato a BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/09/2024 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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R.G. n. 19946/2025
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per i reati previsti dagli artt. 186 C.d.S c.p.);
Esaminato il motivo di ricorso, relativo alla dosimetria della pena;
Ritenuto il motivo inammissibile perché generico rispetto alla motivazione della sentenz impugnata con la quale non si confronta;
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna d ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore dell Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processual e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 7 novembre 2025.