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Ricorso inammissibile: i termini per l’impugnazione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per tardività, in quanto presentato oltre il termine di 45 giorni. L’ordinanza chiarisce che il rito cartolare in appello, senza richiesta di partecipazione dell’imputato, non dà diritto alla sospensione aggiuntiva di 15 giorni prevista per i giudizi in assenza. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche nel merito per la manifesta infondatezza e genericità dei motivi proposti.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso inammissibile per tardività: quando i giorni contano

Nel mondo del diritto, il tempo è un fattore cruciale. Il mancato rispetto dei termini processuali può avere conseguenze definitive, trasformando una potenziale vittoria in una sconfitta certa. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come la tardività nella presentazione di un’impugnazione conduca a un ricorso inammissibile, vanificando ogni possibilità di esame nel merito. Analizziamo questa decisione per comprendere le regole sui termini di impugnazione e le insidie da evitare.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine da una sentenza della Corte d’Appello che confermava la condanna di un imputato per il reato di furto aggravato. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, decideva di presentare ricorso per cassazione, affidando alla Suprema Corte le sue ultime speranze di ottenere un esito diverso. Tuttavia, prima ancora di poter analizzare le argomentazioni difensive, i giudici si sono dovuti soffermare su un aspetto preliminare e dirimente: la tempestività del ricorso stesso.

La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile per Tardività

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato fuori termine. La motivazione della Corte si basa su un calcolo preciso e inderogabile delle scadenze processuali.

Vediamo i passaggi:
1. Pronuncia della Sentenza: La sentenza d’appello è stata pronunciata il 14 novembre 2023, con un termine di 30 giorni per il deposito delle motivazioni.
2. Scadenza per il Deposito: Il termine per depositare le motivazioni scadeva quindi il 14 dicembre 2023.
3. Termine per l’Impugnazione: A partire da tale data, la legge (art. 585, comma 1, lettera c, c.p.p.) prevede un termine di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione.
4. Scadenza Finale: Il termine ultimo per l’impugnazione era fissato al 28 gennaio 2024.

Il ricorso, invece, è stato presentato solo il 12 febbraio 2024, ben oltre la scadenza. La difesa aveva invocato l’applicazione di un termine aggiuntivo di 15 giorni previsto dall’art. 585, comma 1-bis c.p.p. per i casi di giudizio in assenza. La Corte ha però respinto questa interpretazione, chiarendo che il procedimento d’appello si era svolto con rito cartolare (basato su atti scritti) e l’imputato non aveva avanzato una tempestiva istanza di partecipazione. In tale scenario, l’appellante non può essere considerato “giudicato in assenza” e, di conseguenza, non ha diritto all’estensione del termine.

Ulteriori Profili che Rendono il Ricorso Inammissibile

La Corte ha sottolineato che, anche se fosse stato presentato in tempo, il ricorso sarebbe stato comunque dichiarato inammissibile per altre ragioni.

La Manifesta Infondatezza dei Motivi

I motivi del ricorso sono stati giudicati manifestamente infondati. La richiesta di riqualificare il furto in un illecito amministrativo è stata considerata inammissibile perché proposta per la prima volta in Cassazione e contraria al consolidato orientamento giurisprudenziale. Allo stesso modo, la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta, poiché la pena prevista per il reato di furto contestato superava i limiti di legge per la sua applicabilità.

La Genericità dell’Impugnazione

Infine, un ulteriore motivo di ricorso è stato ritenuto inammissibile per la sua estrema genericità. La difesa si era limitata a denunciare vizi della sentenza in modo vago, senza individuare specificamente i punti e le argomentazioni che intendeva contestare, rendendo di fatto impossibile per la Corte un esame puntuale.

Le Motivazioni della Corte

Le motivazioni della Suprema Corte sono un monito sulla centralità delle regole procedurali. I giudici hanno ribadito che i termini per impugnare sono perentori e il loro mancato rispetto comporta, inevitabilmente, l’inammissibilità dell’atto. La distinzione operata tra rito cartolare e giudizio in assenza è fondamentale: non ogni procedimento non partecipato equivale a un giudizio in assenza ai fini dell’estensione dei termini. Questa precisazione serve a garantire la certezza del diritto e l’efficienza del sistema giudiziario. Inoltre, la Corte ha riaffermato i principi secondo cui i motivi di ricorso devono essere specifici, pertinenti e giuridicamente fondati, non potendo introdurre questioni nuove o basarsi su argomentazioni palesemente infondate.

Conclusioni

L’ordinanza in esame insegna una lezione fondamentale: nel processo penale, la forma è sostanza. Il rispetto meticoloso dei termini e dei requisiti formali di un’impugnazione non è un mero adempimento burocratico, ma la condizione essenziale per poter accedere alla valutazione di merito. Un ricorso inammissibile, come in questo caso, chiude definitivamente la porta a qualsiasi ulteriore discussione, indipendentemente dalla potenziale fondatezza delle ragioni difensive. Per avvocati e assistiti, ciò si traduce nella necessità di una gestione impeccabile delle scadenze processuali, unico modo per garantire che il diritto di difesa possa essere esercitato pienamente.

Quando un ricorso per cassazione è considerato tardivo?
Un ricorso è tardivo quando viene presentato dopo la scadenza del termine perentorio fissato dalla legge. Nel caso specifico, il termine era di 45 giorni, decorrenti dalla scadenza del termine di 30 giorni concesso al giudice d’appello per depositare le motivazioni della sentenza.

Il procedimento d’appello “cartolare” dà diritto all’aumento dei termini per impugnare come nel giudizio in assenza?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che se il giudizio di appello si svolge con rito cartolare e non vi è stata una tempestiva istanza di partecipazione da parte dell’imputato, quest’ultimo non può essere considerato “giudicato in assenza”. Di conseguenza, non ha diritto all’aumento di quindici giorni del termine per l’impugnazione previsto dall’art. 585, comma 1-bis c.p.p.

Quali sono le altre cause che possono rendere un ricorso inammissibile oltre alla tardività?
Oltre alla tardività, un ricorso può essere dichiarato inammissibile se i motivi sono: inediti (proposti per la prima volta in Cassazione), manifestamente infondati (palesemente privi di fondamento giuridico) o generici (privi della specifica individuazione dei punti della sentenza che si intendono contestare).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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