Ricorso Inammissibile: Quando l’Appello in Cassazione non Supera il Vaglio
L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio di come un’impugnazione mal formulata possa portare a una declaratoria di ricorso inammissibile, chiudendo di fatto ogni possibilità di revisione della condanna. Il caso riguarda un automobilista condannato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, il cui tentativo di contestare la sentenza di primo grado si è scontrato con i rigidi paletti procedurali del giudizio di legittimità. Analizziamo la vicenda per comprendere gli errori da evitare e i principi applicati dalla Corte di Cassazione.
I Fatti del Processo
Un automobilista veniva condannato dal Tribunale di Biella alla pena di 2.400 euro di ammenda per il reato previsto dall’art. 187, comma 8, del Codice della Strada. Questa norma punisce chi, dopo un incidente o in presenza di sintomi specifici, si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti per verificare l’assunzione di sostanze stupefacenti. La pena pecuniaria era stata in parte determinata dalla sostituzione di una pena detentiva di sei mesi di arresto.
Avverso tale sentenza, l’imputato ha presentato un ricorso che, data l’inappellabilità della decisione, è stato trasmesso direttamente alla Corte di Cassazione.
I Motivi del Ricorso: Una Difesa Fragile
La difesa dell’imputato si basava su due principali motivi di contestazione:
1. Vizio di motivazione sulla colpevolezza: Si contestava la condanna sostenendo che non vi fosse prova certa dello stato di alterazione e che l’ordine di sottoporsi alle analisi di laboratorio fosse illegittimo.
2. Vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio: Si lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, che avrebbero potuto comportare una riduzione della pena.
Entrambi i motivi, tuttavia, sono stati giudicati inadeguati dalla Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione e il Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nella sua interezza. Questa decisione non entra nel merito delle questioni sollevate, ma si ferma a un livello precedente, quello della corretta formulazione dell’impugnazione. La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano generici e non si confrontavano adeguatamente con le ragioni esposte nella sentenza impugnata.
Le Motivazioni
La Corte ha spiegato nel dettaglio perché entrambi i motivi fossero irricevibili.
Il primo motivo è stato considerato inammissibile perché, di fatto, chiedeva alla Cassazione una rivalutazione delle prove, come la deposizione dell’agente di polizia giudiziaria che aveva riscontrato gli indici sintomatici dello stato di alterazione. La Corte ha ricordato che il suo ruolo è quello di giudice di legittimità, non di merito: non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del giudice che ha emesso la sentenza, ma solo verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione sia logica e non contraddittoria. In questo caso, il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sua decisione basandosi sugli elementi probatori disponibili.
Anche il secondo motivo è stato giudicato parimenti inammissibile. La difesa si era limitata a lamentare il mancato riconoscimento delle attenuanti, senza però contestare specificamente le ragioni addotte dal giudice di primo grado per negarle. Quest’ultimo, infatti, aveva evidenziato un precedente specifico a carico dell’imputato e l’assenza di elementi positivi che potessero giustificare un trattamento più mite. Un ricorso efficace avrebbe dovuto smontare punto per punto questa motivazione, cosa che non è avvenuta.
Conclusioni
La declaratoria di ricorso inammissibile ha avuto due conseguenze immediate e gravose per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali e di un’ulteriore somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Soprattutto, ha reso definitiva la sentenza di condanna. Questo caso insegna una lezione fondamentale: un ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È un rimedio straordinario che richiede motivi specifici, pertinenti e giuridicamente fondati, che attacchino la logica giuridica della sentenza impugnata, non le conclusioni fattuali a cui è pervenuta.
È possibile chiedere alla Corte di Cassazione di rivalutare le prove, come la testimonianza di un poliziotto?
No, la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità e non può riesaminare le prove o i fatti del caso. Un ricorso che chiede una nuova valutazione delle prove, come la testimonianza di un operante di polizia, è destinato a essere dichiarato inammissibile.
Perché il motivo sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è stato dichiarato inammissibile?
Perché non si confrontava specificamente con le motivazioni del giudice di primo grado. Quest’ultimo aveva negato le attenuanti sulla base di un precedente specifico dell’imputato e della mancanza di elementi positivi; il ricorso si è limitato a lamentare la decisione senza contestare nel dettaglio tali argomenti.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso rende definitiva la sentenza impugnata. Inoltre, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro in favore della Cassa delle ammende, come stabilito dalla Corte.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40508 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 40508 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 02/12/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a BIELLA il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 24/09/2024 del TRIBUNALE di Biella dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME.
MOTIVI DELLA DECISIONE
NOME COGNOME ha presentato appello contro la sentenza emessa dal Tribunale di Biella in data 24 settembre 2024, con la quale era stato condannato alla pena di euro 2.400 di ammenda (di cui 900 euro applicata in sostituzione della pena detentiva di mesi sei di arresto) in relazione al reato di cui all’art 187, co. 8, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, trasmesso dalla Corte di appello a questa Corte di legittimità, stante l’inappellabilità della sentenza.
Rilevato che il ricorso è affidato a due motivi: con il primo si contesta vizio di motivazione in merito alla mancata assoluzione dell’imputato , benché non vi fosse prova che l ‘ imputato si trovasse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti nonché alla ritenuta legittimità dell’ordine della polizia di sottoporsi alle analisi di laboratorio; con il secondo si lamenta il vizio di motivazione quanto al trattamento sanzionatorio e in specie al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
Il primo motivo è inammissibile in quanto generico e non si confronta con la motivazione posta a fondamento del giudizio espresso , tra l’altro , prefigurando una rivalutazione e lettura alternativa delle fonti di prova, estranea al sindacato di legittimità. La Corte ha richiamato in maniera pertinente, quanto alla indicazione degli indici sintomatici dello stato di alterazione da sostanze stupefacente, la deposizione dell’operante della polizia giudiziaria e ha, pertanto, fatto corretta applicazione dei principi sanciti da questa Corte di legittimità in subiecta materia appositamente richiamati.
Parimenti inammissibile il secondo motivo di ricorso che non si confronta con gli argomenti spesi dal decidente a sostegno del rigetto delle invocate circostanze attenuanti generiche. In particolare, è stato evidenziato il precedente specifico annoverato dal ricorrente oltre che la mancanza di elementi positivi da valutare a tal fine.
Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Deciso il 2 dicembre 2025
La Consigliera est. Il Presidente
NOME COGNOME NOME COGNOME