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Ricorso inammissibile guida in ebbrezza: analisi Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi, incentrati su generiche contestazioni al funzionamento dell’etilometro, sono stati giudicati manifestamente infondati e privi di una critica specifica alla sentenza d’appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile per Guida in Ebbrezza: Analisi della Cassazione

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i severi criteri di ammissibilità per i ricorsi, dichiarando un ricorso inammissibile in un caso di guida in stato di ebbrezza. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare motivi di impugnazione specifici e dettagliati, anziché contestazioni generiche, per evitare non solo la conferma della condanna ma anche sanzioni pecuniarie aggiuntive. Analizziamo nel dettaglio la vicenda processuale e i principi affermati dalla Suprema Corte.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine dalla condanna di un automobilista, confermata sia dal Tribunale di primo grado sia dalla Corte d’Appello di Bologna, per il reato di guida in stato di ebbrezza, previsto dall’articolo 186, comma 2, lettera b) del Codice della Strada. Non rassegnato alla decisione, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, affidando la sua difesa a un’unica doglianza: un presunto vizio di motivazione relativo alla regolarità dell’apparecchiatura utilizzata per la rilevazione del tasso alcolemico.

I Limiti di un Ricorso Inammissibile in Cassazione

L’argomento centrale del ricorrente si basava su una contestazione generica dell’affidabilità dell’etilometro. Tuttavia, come evidenziato dalla Corte, questo tipo di motivo non è sufficiente per superare il vaglio di ammissibilità in sede di legittimità. La difesa non ha, infatti, instaurato un confronto critico con la sentenza impugnata, né ha fornito un’analisi specifica degli argomenti che avevano portato i giudici d’appello a confermare la responsabilità penale. Il ricorso si è limitato a una critica astratta e fattuale, inadeguata per il giudizio di cassazione, il cui scopo non è rivedere i fatti, ma controllare la corretta applicazione del diritto.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati per diverse ragioni. In primo luogo, sono stati definiti “generici” e “privi di confronto con la decisione impugnata”. Richiamando un consolidato orientamento delle Sezioni Unite (sentenza n. 8825 del 2016), la Corte ha ricordato che il ricorso non può limitarsi a riproporre le stesse questioni di fatto già esaminate e respinte nei gradi di merito. È necessaria, invece, una “critica necessaria” alle argomentazioni della sentenza d’appello, evidenziando specifiche illogicità o violazioni di legge. Nel caso di specie, il ragionamento del giudice distrettuale è stato giudicato “coerente con le risultanze processuali” e non manifestamente illogico, sottraendosi così a ogni possibile censura in sede di legittimità.

Le Conclusioni: Le Conseguenze Economiche di un Appello Frivolo

La dichiarazione di inammissibilità ha comportato conseguenze significative per il ricorrente. Oltre alla conferma definitiva della condanna, la Suprema Corte ha condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione aggiuntiva è stata giustificata sulla base del “palese carattere dilatorio” e della “palese inammissibilità del ricorso”. La decisione funge da monito: un ricorso in Cassazione deve essere fondato su solidi e specifici motivi di diritto. Un’impugnazione presentata con argomenti generici e pretestuosi non solo è destinata al fallimento, ma espone anche a ulteriori e onerose conseguenze economiche.

Perché il ricorso per guida in stato di ebbrezza è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano manifestamente infondati, generici e privi di una critica specifica e argomentata contro la motivazione della sentenza d’appello, limitandosi a contestare in fatto la regolarità dell’etilometro.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
In base a questa ordinanza, la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, in questo caso fissata in tremila euro, in favore della Cassa delle Ammende.

È sufficiente contestare genericamente il funzionamento di un etilometro per annullare una condanna?
No, secondo la decisione della Corte, non è sufficiente. È necessario che il ricorso si confronti in modo specifico con le argomentazioni della sentenza impugnata, evidenziando vizi logici o giuridici precisi, e non può limitarsi a una generica contestazione fattuale già valutata nei precedenti gradi di giudizio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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