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Ricorso inammissibile: genericità e conseguenze

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e non specifici. L’appello si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nel grado precedente, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che la mancanza di correlazione tra i motivi del ricorso e la decisione del giudice inferiore rende l’impugnazione non valida.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità dei Motivi Costa Cara

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultima fase del processo penale, un momento cruciale che richiede precisione e rigore tecnico. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci ricorda l’importanza della specificità dei motivi di impugnazione, pena la dichiarazione di un ricorso inammissibile con tutte le conseguenze negative che ne derivano. Analizziamo insieme una decisione che fa luce su questo principio fondamentale della procedura penale.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da un ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello. La Corte territoriale lo aveva condannato, tra le altre cose, al risarcimento dei danni in favore della parte civile, ritenuta persona offesa dal reato contestato (ricettazione, art. 648 c.p.). L’imputato, non accettando tale statuizione, decideva di rivolgersi alla Corte di Cassazione, contestando la sua responsabilità civile e la conseguente condanna al risarcimento.

La Decisione della Corte di Cassazione: il Ricorso è Inammissibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 24906 del 2024, ha tagliato corto, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito della questione, ovvero non ha stabilito se la condanna al risarcimento fosse giusta o sbagliata. Si è fermata a un livello precedente, quello procedurale, riscontrando un vizio insanabile nell’atto di impugnazione stesso.

Le Motivazioni: la Mancanza di Specificità e Correlazione nel ricorso inammissibile

Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui la Corte ha giustificato l’inammissibilità. Secondo i giudici, il motivo di ricorso era “generico e non specifico”. Cosa significa in pratica? L’imputato, nel suo ricorso, si era limitato a riproporre le stesse argomentazioni e ragioni che aveva già presentato e che erano state discusse e respinte dalla Corte d’Appello.

Questo approccio è contrario a quanto previsto dall’articolo 591, comma 1, lettera c) del codice di procedura penale. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice ripetizione delle difese precedenti. Deve, invece, instaurare un dialogo critico con la sentenza impugnata, evidenziando in modo puntuale e specifico dove e perché il giudice del grado precedente avrebbe sbagliato. In questo caso, mancava totalmente la “correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’impugnazione”.

In sostanza, il ricorrente non ha attaccato le specifiche motivazioni della sentenza d’appello, ma ha riproposto le sue tesi in modo astratto, rendendo il suo ricorso inammissibile.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche e Monito per i Ricorrenti

Le conseguenze di un ricorso inammissibile sono severe. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, inoltre, al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di appelli palesemente infondati o redatti senza il necessario rigore tecnico.

È interessante notare anche un altro aspetto della decisione: la Corte ha rigettato la richiesta della parte civile di liquidare le proprie spese legali. La motivazione è che, essendo il ricorso dell’imputato focalizzato solo sulla propria posizione, non conteneva motivi diretti a contrastare specificamente la pretesa della parte civile. Questa pronuncia sottolinea come ogni richiesta all’interno del processo debba essere supportata da motivi pertinenti e diretti.

Questa ordinanza è un chiaro monito: la redazione di un ricorso per Cassazione richiede un’analisi approfondita e critica della sentenza impugnata. Non è sufficiente essere in disaccordo con la decisione; è indispensabile dimostrare, con argomenti giuridici specifici e pertinenti, le presunte violazioni di legge o i vizi di motivazione commessi dal giudice precedente.

Cosa significa che un ricorso è “generico” e perché viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso è considerato “generico” quando non critica in modo specifico le argomentazioni della sentenza che si sta impugnando, ma si limita a riproporre le stesse ragioni già discusse e respinte nel grado di giudizio precedente. Viene dichiarato inammissibile perché manca la necessaria correlazione tra i motivi dell’appello e le motivazioni della decisione impugnata, come richiesto dalla procedura penale.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile per il ricorrente?
La dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in tremila euro. Questa sanzione ha lo scopo di disincentivare impugnazioni dilatorie o prive di fondamento.

Perché la Corte ha rigettato la richiesta di liquidazione delle spese della parte civile?
La Corte ha rigettato la richiesta perché il ricorso dell’imputato non conteneva motivi specifici diretti a contrastare la pretesa della parte civile. In assenza di una contestazione diretta alla posizione della parte civile nel ricorso, la sua richiesta di liquidazione delle spese è stata respinta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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