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Ricorso inammissibile: genericità del motivo

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo è la genericità e manifesta infondatezza dell’impugnazione, basata su una ricostruzione dei fatti puramente personale. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 5 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara

Presentare un ricorso in Cassazione richiede rigore e precisione. Un’impugnazione basata su una semplice rilettura personale dei fatti, senza sollevare questioni di diritto specifiche, è destinata a fallire. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ce lo ricorda, dichiarando un ricorso inammissibile e condannando il ricorrente a pesanti conseguenze economiche. Questo caso offre uno spunto fondamentale sull’importanza di redigere un’impugnazione tecnicamente ineccepibile.

I Fatti del Processo

Il procedimento nasce da una condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 337 del codice penale. La sentenza di colpevolezza, emessa in primo grado, era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Bologna. Non rassegnato alla decisione, l’imputato decideva di presentare ricorso per Cassazione, tentando di ottenere l’annullamento della condanna.

L’Impugnazione e i Motivi del Ricorso

Il fulcro del ricorso presentato alla Suprema Corte era incentrato su un unico motivo: la violazione di legge riguardo alla sussistenza del dolo. In altre parole, la difesa sosteneva che i giudici di merito avessero errato nel ritenere provata la coscienza e la volontà dell’imputato di commettere il reato di resistenza. Tuttavia, l’argomentazione si basava su una ricostruzione dei fatti alternativa e del tutto personale, contrapposta a quella accertata e concordemente valutata nei due precedenti gradi di giudizio.

La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha respinto il ricorso senza nemmeno entrare nel merito della questione. La decisione si fonda su due pilastri procedurali: la genericità e la manifesta infondatezza del motivo. I giudici hanno sottolineato come l’impugnazione non sollevasse una vera e propria critica giuridica alla sentenza della Corte d’Appello, ma si limitasse a proporre una versione dei fatti diversa e soggettiva, priva di qualsiasi obiezione tecnica e pertinente. Questo approccio rende il ricorso inammissibile per definizione, poiché il giudizio di Cassazione non è una terza sede dove rivalutare i fatti, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge.

Le Conseguenze Economiche: Spese e Cassa delle Ammende

La dichiarazione di inammissibilità ha comportato, come previsto dalla legge, due importanti conseguenze economiche per il ricorrente:

1. Condanna alle spese processuali: Il ricorrente è stato obbligato a pagare tutti i costi relativi al procedimento in Cassazione.
2. Pagamento alla Cassa delle ammende: È stata inoltre disposta la condanna al pagamento di una somma, stimata equa in tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni della Condanna alla Multa

La Corte ha motivato la condanna al pagamento della somma aggiuntiva citando un importante principio stabilito dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 186/2000). Tale sanzione non è una conseguenza automatica dell’inammissibilità, ma viene irrogata quando si ravvisa una colpa nel ricorrente per aver dato causa all’inammissibilità stessa. In questo caso, presentando un ricorso palesemente infondato e basato su argomenti non consentiti in sede di legittimità, l’imputato ha dimostrato una negligenza che giustifica la sanzione pecuniaria.

Le Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: il ricorso per Cassazione deve essere fondato su vizi di legittimità e non può trasformarsi in un pretesto per ridiscutere l’accertamento dei fatti. Un’impugnazione generica, che si limita a contrapporre una propria versione a quella dei giudici, non solo è destinata al fallimento, ma espone il ricorrente a significative conseguenze economiche. È un monito per chiunque intenda adire la Suprema Corte: l’analisi critica e giuridicamente fondata delle sentenze impugnate è un requisito imprescindibile per evitare una dichiarazione di ricorso inammissibile.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la sua genericità e manifesta infondatezza, in quanto si basava su una ricostruzione dei fatti del tutto personale e priva di qualsiasi critica giuridicamente rilevante verso la sentenza impugnata.

Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Il pagamento alla Cassa delle ammende è sempre dovuto in caso di ricorso inammissibile?
No, non è automatico. Secondo la sentenza, tale condanna pecuniaria è inflitta quando si ravvisa una colpa del ricorrente nel determinare la causa di inammissibilità, come nel caso di un’impugnazione palesemente infondata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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