Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara
Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma per essere esaminato nel merito, deve rispettare requisiti di precisione e specificità. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ci mostra chiaramente le conseguenze di un ricorso inammissibile perché fondato su motivi generici, specialmente in un caso di detenzione di sostanze stupefacenti. Analizziamo insieme questa decisione e le sue implicazioni pratiche.
I Fatti del Processo
Un imputato, condannato dalla Corte d’Appello di Roma per un reato legato alla detenzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, ha presentato ricorso per Cassazione. L’unico motivo di doglianza riguardava due aspetti della sentenza di secondo grado: il trattamento sanzionatorio, ritenuto eccessivo, e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Tuttavia, l’atto di ricorso si limitava a contestare genericamente queste decisioni, senza argomentare in modo specifico quali fossero i vizi logici o giuridici nella motivazione dei giudici d’appello.
La Decisione della Corte di Cassazione sul Ricorso Inammissibile
La Suprema Corte, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della questione (cioè, non valuta se la pena fosse giusta o se le attenuanti andassero concesse), ma si ferma a un livello procedurale. La Corte ha stabilito che l’atto presentato dal ricorrente non soddisfaceva i requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge per poter avviare un esame di legittimità.
Le Motivazioni: Perché un Ricorso Generico Viene Dichiarato Inammissibile
La motivazione della Corte è chiara e si fonda su un principio cardine della procedura penale: la genericità dei motivi di ricorso. I giudici hanno sottolineato come la Corte d’Appello avesse, in realtà, motivato in modo congruo e logico sia la determinazione della pena sia il diniego delle attenuanti. Il ricorso, al contrario, non spiegava perché tale motivazione sarebbe stata viziata o illogica, soprattutto in considerazione di un fatto oggettivo e rilevante come l’elevato quantitativo di sostanza stupefacente detenuta, elemento che di per sé giustifica un trattamento sanzionatorio più severo.
La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti del processo, ma solo verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata. Se il ricorso non indica con precisione dove risiedano gli errori di diritto o i vizi logici, impedisce alla Corte di svolgere il proprio ruolo. Di qui, la declaratoria di inammissibilità.
Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche di un Ricorso Mal Formulato
Le conseguenze di un ricorso inammissibile sono severe. In base all’articolo 616 del Codice di Procedura Penale, la Corte non si limita a respingere il ricorso, ma condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, lo condanna al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, che in questo caso è stata equitativamente determinata in 3.000 euro. Questa sanzione serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o meramente dilatori. La decisione ribadisce l’importanza di redigere atti di impugnazione chiari, specifici e tecnicamente solidi, poiché la genericità non solo preclude l’esame nel merito, ma comporta anche un significativo onere economico.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il suo unico motivo è stato ritenuto affetto da ‘genericità assoluta’. Non ha specificato le ragioni per cui la motivazione della Corte d’Appello sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche sarebbe stata illogica.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile in questo caso?
In seguito alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Quale elemento di fatto è stato considerato rilevante dalla Corte nel valutare la motivazione della sentenza d’appello?
La Corte ha evidenziato che la sentenza d’appello aveva considerato l’elevato quantitativo di sostanza stupefacente detenuta. Il ricorso non ha adeguatamente contestato la logicità della motivazione della Corte d’Appello su questo punto cruciale.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 3534 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 3534 Anno 2026
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 12/01/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a APRILIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 08/04/2025 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RG. 25746/25
Ritenuto che il motivo unico dedotto dal ricorrente è affetto da genericità assoluta rispetto alla motivazione della Corte di appello di Roma che, contrariamente a quanto dedotto nel ricorso, ha congruamente motivato in merito al trattamento sanzionatorio e al diniego delle attenuanti generiche, mentre nel ricorso non sono neppure spiegate le ragioni per le quali la sentenza impugnata presenterebbe evidenti vizi logici della motivazione sul punto in considerazione del quantitativo elevato di sostanza stupefacente detenuta per lo spaccio;
rilevato che dalla inammissibilità del ricorso consegue ex art. 616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in euro 3000.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 12 gennaio 2026
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