Ricorso Inammissibile per Furto: I Limiti della Cassazione
Quando un imputato decide di portare il proprio caso fino all’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione, deve avere ben chiari i limiti di questo tipo di impugnazione. Un’ordinanza recente ci offre lo spunto per analizzare il concetto di ricorso inammissibile, specialmente quando le critiche mosse alla sentenza precedente riguardano la valutazione dei fatti. Vediamo come la Suprema Corte ha ribadito la distinzione fondamentale tra giudizio di merito e giudizio di legittimità in un caso di furto in abitazione.
Il Caso: Dal Furto in Abitazione al Ricorso in Cassazione
La vicenda processuale ha inizio con una condanna per furto in abitazione aggravato, emessa dal Tribunale e successivamente confermata integralmente dalla Corte d’Appello. L’imputato, non rassegnato alla decisione, proponeva ricorso per cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza.
I Motivi del Ricorso: Una Contestazione sul Merito
L’imputato lamentava un vizio di motivazione da parte dei giudici di appello. In particolare, sosteneva che la sua condotta avrebbe dovuto essere inquadrata in fattispecie di reato meno gravi, come il furto minore (ai sensi dell’art. 626 c.p.) o il furto semplice. In sostanza, il ricorrente non contestava un errore nell’applicazione di una norma di legge, ma proponeva una diversa interpretazione e valutazione delle prove e dei fatti emersi durante il processo.
La Decisione sul Ricorso Inammissibile della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha respinto le argomentazioni dell’imputato, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel vivo delle questioni sollevate (se si trattasse o meno di furto minore o semplice), ma si ferma a un livello preliminare, quello dell’ammissibilità stessa dell’impugnazione. La conseguenza diretta di questa declaratoria è stata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
Il cuore della decisione risiede nella natura stessa del giudizio di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che entrambi i motivi del ricorso erano inammissibili perché si limitavano a riproporre critiche che erano già state esaminate e respinte con argomentazioni logiche e giuridicamente corrette dal giudice di merito.
I giudici hanno spiegato che le doglianze del ricorrente si risolvevano in un mero ‘dissenso’ rispetto alla ricostruzione dei fatti operata nei gradi precedenti. Chiedere alla Cassazione di riconsiderare le prove per giungere a una decisione diversa significa tentare di sovrapporre una propria valutazione a quella del giudice competente, un’operazione non consentita in sede di legittimità.
La Corte ha ribadito un principio consolidato: il suo compito non è stabilire quale sia ‘la migliore ricostruzione possibile dei fatti’, ma solo verificare se la giustificazione fornita dal giudice di merito sia compatibile con il senso comune e rientri nei limiti di una plausibile opinabilità. In altre parole, la Cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice che ha visto le prove e ascoltato i testimoni, a meno che la motivazione di quest’ultimo non sia palesemente illogica o contraddittoria.
Le Conclusioni
Questa ordinanza è un importante monito sulle corrette modalità di impugnazione dinanzi alla Corte di Cassazione. Un ricorso inammissibile non è solo un tentativo destinato al fallimento, ma comporta anche conseguenze economiche per chi lo propone. Per avere una possibilità di successo, il ricorso non deve contestare ‘come’ il giudice ha valutato i fatti, ma deve evidenziare specifici errori di diritto, come l’errata interpretazione di una norma o un vizio logico manifesto nel ragionamento della sentenza. Altrimenti, come in questo caso, la porta della Suprema Corte resterà chiusa.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le contestazioni sollevate dall’imputato non riguardavano errori di diritto, ma miravano a ottenere una nuova e diversa valutazione delle prove e della ricostruzione dei fatti, un’attività che spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) e non alla Corte di Cassazione.
Cosa si intende per controllo di legittimità svolto dalla Corte di Cassazione?
Significa che la Corte di Cassazione non riesamina il caso nel merito per decidere chi ha torto o ragione sui fatti, ma si limita a controllare che la legge sia stata applicata correttamente dai giudici precedenti e che la motivazione della loro sentenza sia logica, coerente e priva di vizi evidenti.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro, stabilita dal giudice, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28218 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 28218 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a VENARIA REALE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/12/2023 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Torino ha integralmente confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Aosta in data 8 febbraio 2022, che aveva affermato la penale responsabilità di NOME COGNOME per il reato di furto in abitazione aggravato e l’aveva condannato alla pena ritenuta di giustizia;
che il primo motivo, con il quale l’imputato si duole del vizio di motivazione per mancanza ed illogicità della sentenza impugnata relativamente alla configurabilità del reato di furto minore ai sensi dell’art. 626, cod. pen., è inammissibile, considerato che si limita a riprodurre profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito e, comunque, attinenti esclusivamente al merito, in quanto diretti a sovrapporre all’interpretazione delle risultanze probatorie una diversa valutazione dello stesso materiale probatorio per arrivare ad una decisione diversa, e come tali non consentiti in sede di legittimità;
che il secondo motivo, con il quale l’imputato si duole del vizio di motivazione per mancanza ed illogicità della sentenza impugnata relativamente alla configurabilità del reato di furto semplice, è inammissibile. Invero, le doglianze del ricorrente, anche in questo caso, si risolvono nel “dissenso” sulla ricostruzione dei fatti e sulla valutazione delle emergenze processuali svolta dai giudici di merito, operazione vietata in sede di legittimità. Deve, sul punto, ribadirsi che il controllo di legittimità operato dalla Corte di cassazione non deve stabilire se la decisione di merito proponga effettivamente la migliore possibile ricostruzione dei fatti, né deve condividerne la giustificazione, ma deve limitarsi a verificare se tale giustificazione sia compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilità di apprezzamento (v., tra le tante: Sez. 5, n. 1004 del 30/11/1999 dep. 31/01/2000, Moro, Rv. 215745);
che all’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell’art. 616, comma 1, cod. proc. pen., al pagamento in favore della Cassa delle ammende di una somma che si reputa equo fissare in euro 3.000,00;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 25/06/2024.