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Ricorso inammissibile furto: la decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto pluriaggravato in un camper. La Corte ha stabilito che la questione sulla qualificazione del camper come privata dimora non poteva essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Inoltre, ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla mancata esclusione della recidiva, riaffermando la discrezionalità del giudice di merito nel graduare la pena sulla base dei precedenti penali dell’imputato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile Furto: Quando i Motivi d’Appello non Reggono in Cassazione

L’esito di un processo penale dipende non solo dalla sostanza delle accuse, ma anche dal rigoroso rispetto delle regole procedurali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile furto possa essere rigettato non per l’infondatezza nel merito, ma per vizi procedurali e per la manifesta infondatezza dei motivi proposti. Il caso riguarda un individuo condannato per tentato furto pluriaggravato, che ha visto il suo ricorso respinto con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.

I Fatti di Causa

Un soggetto veniva condannato in primo grado e successivamente in Corte d’Appello per il reato di tentato furto pluriaggravato, commesso ai danni di un camper. La Corte d’Appello aveva parzialmente riformato la prima sentenza, riducendo la pena ma confermando la condanna nel resto. Insoddisfatto della decisione, l’imputato decideva di presentare ricorso per Cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza.

Analisi del ricorso inammissibile per furto aggravato

Il ricorrente basava la sua difesa su due argomentazioni principali, entrambe respinte dalla Suprema Corte.

Primo Motivo: L’Errata Qualificazione Giuridica del Fatto

L’imputato sosteneva che la condanna per furto in abitazione (art. 624-bis c.p.) fosse errata, poiché un camper non potrebbe essere considerato una ‘privata dimora’. Secondo la difesa, mancava quindi un presupposto fondamentale per l’applicazione di questa specifica fattispecie di reato.

Secondo Motivo: La Mancata Esclusione della Recidiva

Il secondo motivo di ricorso contestava la decisione dei giudici di merito di non escludere la recidiva, con conseguente impatto sull’entità della pena. Si lamentava un vizio di motivazione e una violazione di legge nella commisurazione della sanzione.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha esaminato entrambi i motivi, dichiarando l’intero ricorso inammissibile. Le ragioni di questa decisione sono fondamentali per comprendere i limiti dell’impugnazione in sede di legittimità.

In merito al primo motivo, la Corte ha rilevato un vizio procedurale insormontabile: la questione relativa alla qualificazione del camper come privata dimora non era mai stata sollevata nei precedenti gradi di giudizio. La Cassazione, in quanto giudice di legittimità, non può esaminare questioni di fatto o motivi nuovi che non siano stati oggetto dei motivi di appello. Introdurre tale argomento per la prima volta in questa sede è proceduralmente inammissibile.

Per quanto riguarda il secondo motivo, i giudici lo hanno definito ‘ripetitivo e manifestamente infondato’. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la graduazione della pena, inclusa la valutazione della recidiva e di altre circostanze, rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito. Tale discrezionalità deve essere esercitata nel rispetto dei criteri fissati dagli articoli 132 e 133 del codice penale. Nel caso specifico, la Corte d’Appello aveva adeguatamente motivato la sua decisione, facendo riferimento alla ‘già delineata personalità dell’imputato gravato da plurimi precedenti penali’ e alla sua perseveranza nel delinquere. La pena, sebbene superiore al minimo edittale, era quindi giustificata e frutto di un corretto esercizio del potere discrezionale.

Conclusioni

L’ordinanza in esame conferma due principi cardine del nostro sistema processuale. Primo, il ricorso in Cassazione non è una terza istanza di giudizio sul fatto; le questioni devono essere tempestivamente sollevate nei gradi di merito. Secondo, la determinazione della pena è un potere ampiamente discrezionale del giudice, il cui operato è difficilmente censurabile in sede di legittimità se la motivazione è logica, congrua e ancorata ai criteri di legge. La decisione di dichiarare il ricorso inammissibile furto sottolinea l’importanza di una strategia difensiva ben articolata fin dalle prime fasi del procedimento.

Perché il motivo di ricorso sulla qualificazione del camper come privata dimora è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché la questione non era stata sollevata nei motivi d’appello e, inoltre, implicava valutazioni di fatto che non possono essere proposte per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione, la quale è giudice di sola legittimità.

Su quali basi la Corte ha ritenuto infondato il motivo relativo alla recidiva?
La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato perché la graduazione della pena, compresa la valutazione della recidiva, rientra nella discrezionalità del giudice di merito. In questo caso, la decisione era stata adeguatamente motivata con riferimento ai numerosi precedenti penali dell’imputato e alla sua personalità.

Qual è stata la decisione finale della Corte e quali conseguenze ha comportato per il ricorrente?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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