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Ricorso inammissibile furto: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto aggravato. L’inammissibilità, dovuta alla genericità dei motivi, ha impedito alla Corte di valutare la questione della procedibilità del reato a seguito della Riforma Cartabia, che ha introdotto la necessità della querela. La decisione conferma che l’ammissibilità del ricorso è un presupposto per esaminare questioni sopravvenute.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile e Riforma Cartabia: la Cassazione fa il punto sul furto

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale in materia di impugnazioni penali: un ricorso inammissibile non consente al giudice di esaminare questioni, pur rilevanti, come la sopravvenuta improcedibilità del reato per mancanza di querela. Questa decisione offre spunti cruciali sull’impatto della Riforma Cartabia e sull’importanza di redigere un ricorso in modo tecnicamente corretto.

I Fatti del Caso

Un individuo, condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello per il reato di furto aggravato, decideva di presentare ricorso per Cassazione. I motivi alla base dell’impugnazione erano principalmente due:

1. Un presunto vizio di motivazione riguardo la sussistenza dell’aggravante del reato.
2. La richiesta di dichiarare l’improcedibilità dell’azione penale. A seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 (la cosiddetta ‘Riforma Cartabia’), il reato contestato era diventato procedibile solo a querela di parte, querela che nel caso specifico non era mai stata presentata.

La difesa sosteneva quindi che, nonostante la condanna, il processo non potesse più proseguire.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. Di conseguenza, non solo ha respinto le critiche sulla motivazione della sentenza d’appello, ma ha anche stabilito di non poter esaminare la questione relativa alla mancanza di querela. L’imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Le Motivazioni: la genericità del ricorso come ostacolo insuperabile

La Corte ha basato la sua decisione su due pilastri argomentativi distinti, uno per ciascun motivo di ricorso.

Il primo motivo, relativo all’aggravante, è stato giudicato generico e aspecifico. L’imputato lamentava la mancanza dell’uso di ‘violenza sulle cose’, ma la sentenza impugnata aveva riconosciuto l’aggravante per l’uso di un ‘mezzo fraudolento’. Il ricorso, quindi, non si confrontava con la reale motivazione della Corte d’Appello, ignorandone il contenuto e proponendo una critica non pertinente. Questo vizio, secondo la Cassazione, rende il motivo inammissibile.

Ma è sul secondo motivo che si concentra il principio di diritto più rilevante. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: se un ricorso presenta motivi inammissibili, non è possibile esaminare la questione della sopravvenuta improcedibilità per mancanza di querela. In altre parole, la verifica dell’ammissibilità del ricorso è un passaggio preliminare e necessario. Se il ricorso non supera questo ‘filtro’, il giudice non ha il potere di affrontare altre questioni, anche se potenzialmente decisive per l’esito del processo. La colpa del ricorrente nel presentare un’impugnazione viziata impedisce di beneficiare di una causa di non punibilità sopravvenuta.

Le Conclusioni: implicazioni pratiche della decisione

Questa ordinanza ha importanti implicazioni pratiche per la difesa penale. Anzitutto, conferma che per poter beneficiare delle modifiche normative favorevoli, come quelle introdotte dalla Riforma Cartabia sulla procedibilità a querela, è indispensabile che l’atto di impugnazione sia di per sé ammissibile. Un ricorso inammissibile preclude al proprio assistito la possibilità di far valere cause di estinzione del reato o di improcedibilità. La redazione dell’atto di ricorso richiede quindi la massima precisione e un confronto puntuale con le motivazioni della sentenza che si intende contestare. Qualsiasi genericità o aspecificità può costare non solo il rigetto dell’impugnazione, ma anche la condanna al pagamento di spese e sanzioni pecuniarie, vanificando ogni strategia difensiva.

Se un ricorso in Cassazione è generico, il giudice può comunque dichiarare l’improcedibilità per mancanza di querela introdotta da una nuova legge?
No. Secondo la Corte di Cassazione, se il ricorso è inammissibile (ad esempio perché generico), il giudice non può esaminare la questione dell’improcedibilità sopravvenuta per mancanza di querela. L’ammissibilità del ricorso è un presupposto necessario.

Perché il motivo di ricorso sull’aggravante del furto è stato considerato generico?
Perché il ricorrente ha argomentato sulla presunta assenza di ‘violenza sulle cose’, mentre la Corte d’Appello aveva riconosciuto l’aggravante per l’uso di un ‘mezzo fraudolento’. Il ricorso non si è confrontato con la reale motivazione della sentenza impugnata.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile per il ricorrente?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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