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Ricorso inammissibile: Cassazione su recidiva

Un soggetto, condannato per tentata violenza privata, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e perché la contestazione sulla recidiva era infondata. I giudici di merito avevano correttamente valutato la recidiva non solo sulla base della gravità dei fatti, ma analizzando il legame con i precedenti penali come indice di una persistente inclinazione a delinquere. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41935 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 41935/2024)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e la Valutazione della Recidiva

Quando un imputato decide di portare il proprio caso fino all’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione, deve fare i conti con regole procedurali molto stringenti. Non basta sentirsi nel giusto: è necessario che i motivi del ricorso sollevino questioni di pura legittimità, ovvero di corretta applicazione della legge. Un recente provvedimento della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come un’impugnazione possa naufragare, venendo dichiarata ricorso inammissibile. In questa analisi, esamineremo un caso di tentata violenza privata in cui i motivi del ricorso non hanno superato il vaglio della Corte, soffermandoci in particolare sulla valutazione della recidiva.

Il Contesto del Caso: Dalla Condanna al Ricorso

La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di tentata violenza privata, in cui era stato assorbito anche il reato di minaccia. L’imputato, ritenuto responsabile sia in primo grado che in appello dalla Corte di Torino, ha deciso di presentare ricorso per Cassazione. I suoi motivi di lamentela erano principalmente due:

  1. Una presunta erronea applicazione della legge penale che aveva portato alla sua condanna.
  2. La mancata esclusione della recidiva, un’aggravante legata ai suoi precedenti penali, che a suo dire non era stata correttamente valutata.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha rigettato completamente le sue argomentazioni, dichiarando il ricorso inammissibile.

I Motivi del Ricorso Inammissibile: Analisi della Decisione

La decisione della Corte si fonda su due pilastri argomentativi distinti, uno per ciascun motivo di ricorso presentato dalla difesa.

La Reiterazione dei Motivi d’Appello

Il primo motivo è stato considerato inammissibile perché non era altro che una ‘pedissequa reiterazione’ di argomenti già esposti e puntualmente respinti dalla Corte d’Appello. La Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ripresentare le stesse questioni di fatto sperando in un esito diverso. Il suo compito, in ‘sede di legittimità’, è solo quello di verificare se i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge, non di riesaminare le prove. Proporre le medesime doglianze già respinte, senza evidenziare un vizio di legittimità, porta inevitabilmente a un ricorso inammissibile.

La Valutazione della Recidiva

Anche il secondo motivo, relativo alla recidiva, è stato giudicato ‘manifestamente infondato’. L’imputato chiedeva una rivalutazione della sua capacità criminale, ma la Corte ha confermato la correttezza dell’operato dei giudici di merito. Questi ultimi, infatti, non si erano limitati a un’analisi superficiale.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte ha spiegato che la decisione di confermare la recidiva non si è basata unicamente sulla gravità dei fatti o sul tempo trascorso dai precedenti reati. Al contrario, i giudici hanno condotto un’analisi approfondita, come richiesto dall’articolo 133 del codice penale. Hanno esaminato il rapporto specifico tra il reato ‘sub iudice’ (quello per cui si procedeva) e le condanne passate. Lo scopo era verificare se le condotte criminose pregresse fossero indicative di una ‘perdurante inclinazione al delitto’ tale da aver influenzato la commissione del nuovo reato. Questo tipo di valutazione concreta e ancorata ai fatti, supportata da una consolidata giurisprudenza, è stata ritenuta immune da censure.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza ribadisce due principi fondamentali per chiunque intenda affrontare un ricorso in Cassazione. In primo luogo, è inutile riproporre le stesse argomentazioni fattuali già discusse e respinte in appello. Il ricorso deve concentrarsi su vizi di legge chiari e specifici. In secondo luogo, la valutazione sulla recidiva è un’analisi complessa che va oltre il semplice ‘casellario giudiziale’. I giudici devono motivare in modo concreto perché i precedenti penali sono rilevanti per il nuovo reato, dimostrando una tendenza a delinquere che giustifichi un trattamento sanzionatorio più severo. La mancata osservanza di questi principi porta a una sola conseguenza: un ricorso inammissibile, con la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se, come in questo caso, si limita a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte in appello, senza sollevare questioni sulla corretta applicazione della legge ma tentando di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.

Come viene valutata la recidiva da parte dei giudici?
La valutazione della recidiva non si basa solo sulla gravità dei nuovi fatti o sul tempo trascorso, ma su un esame concreto del rapporto tra il reato attuale e le condanne precedenti. I giudici verificano se le condotte passate indicano una ‘perdurante inclinazione al delitto’ che ha influenzato la commissione del nuovo reato, come stabilito dall’art. 133 del codice penale.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che viene respinta dalla corte perché priva dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge, senza che ne venga esaminato il merito.
Recidiva
La condizione giuridica di chi commette un nuovo reato dopo aver già subito una condanna definitiva per un altro. Può comportare un aumento della pena.
Sede di legittimità
Indica il ruolo della Corte di Cassazione, che non riesamina i fatti di una causa ma controlla solo la corretta applicazione delle norme di diritto da parte dei giudici dei gradi precedenti.
Doglianze
Nel linguaggio giuridico, sono le lamentele, i motivi di critica o di contestazione che una parte muove contro una decisione del giudice nel proprio atto di impugnazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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