LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: Cassazione su genericità motivi

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22140/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati. L’analisi sottolinea l’importanza di formulare censure specifiche contro la sentenza impugnata, come richiesto dall’art. 581 c.p.p. La Corte ha inoltre confermato la corretta esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) in ragione dell’abitualità della condotta e dei precedenti penali dell’imputato, ribadendo che tali valutazioni di merito non sono sindacabili in sede di legittimità se non manifestamente illogiche.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 24 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando i Motivi non Bastano

Presentare un ricorso in Cassazione è un passo cruciale nel percorso giudiziario, ma affinché sia efficace, deve rispettare requisiti di forma e sostanza ben precisi. Un ricorso inammissibile è l’esito infausto di un’impugnazione che non supera il vaglio preliminare della Corte, spesso a causa della genericità dei motivi addotti. L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione VII Penale, n. 22140 del 2024, offre un chiaro esempio di come la mancanza di specificità nelle censure possa determinare il fallimento del ricorso, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.

I Fatti di Causa

Due soggetti avevano proposto ricorso per Cassazione avverso una sentenza della Corte d’Appello di Palermo. Il primo ricorrente lamentava un vizio di motivazione in ordine alla propria responsabilità penale. La seconda ricorrente, oltre a contestare la propria responsabilità con un motivo analogo, si doleva anche del mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’articolo 131-bis del codice penale.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha respinto entrambe le impugnazioni, dichiarandole inammissibili. La decisione si fonda su due principi cardine della procedura penale: la necessità di specificità dei motivi di ricorso e i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto operate dai giudici di merito.

Un Ricorso Inammissibile per Genericità dei Motivi

Per quanto riguarda la contestazione sulla responsabilità penale, sollevata da entrambi i ricorrenti, la Corte ha ritenuto i motivi generici. Essi non rispettavano i requisiti dell’art. 581, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale. In pratica, gli appellanti si erano limitati a criticare la sentenza d’appello senza indicare specificamente gli elementi di prova o le argomentazioni logiche che avrebbero dovuto portare a una conclusione diversa. Di fronte a una motivazione della Corte d’Appello ritenuta coerente e priva di illogicità manifeste, un ricorso generico non permette al giudice di legittimità di individuare i punti critici della decisione e di esercitare il proprio controllo.

L’Esclusione della Causa di Non Punibilità

Anche il secondo motivo, relativo al mancato riconoscimento dell’art. 131-bis c.p. a favore di una delle ricorrenti, è stato giudicato inammissibile. La Corte ha osservato come la Corte d’Appello avesse correttamente escluso la tenuità del fatto basandosi su elementi concreti: l’abitualità della condotta criminosa e i precedenti penali dell’imputata. La Cassazione ha ribadito che questa valutazione costituisce un apprezzamento di fatto. Tale apprezzamento non è censurabile in sede di legittimità, a meno che non sia viziato da contraddittorietà o manifesta illogicità, vizi che nel caso di specie non sono stati riscontrati.

Le Motivazioni

La ratio decidendi della Corte si basa sulla funzione stessa del giudizio di Cassazione, che non è un terzo grado di merito, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. I ricorsi che si limitano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi precedenti, senza attaccare specificamente la struttura logico-giuridica della sentenza impugnata, sono destinati all’inammissibilità. La Corte non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del giudice di merito. Per quanto riguarda l’art. 131-bis c.p., la decisione evidenzia come la valutazione sull’abitualità del comportamento sia fondamentale e rientri pienamente nell’ambito del giudizio di merito, la cui ricostruzione, se ben argomentata, è insindacabile.

Conclusioni

L’ordinanza in esame rappresenta un importante monito per chi intende impugnare una sentenza penale dinanzi alla Corte di Cassazione. È fondamentale che i motivi di ricorso siano specifici, dettagliati e critici nei confronti della motivazione della sentenza precedente. Una critica generica o la semplice riproposizione di argomenti di fatto non sono sufficienti per superare il vaglio di ammissibilità. La declaratoria di un ricorso inammissibile non solo rende definitiva la condanna, ma comporta anche significative conseguenze economiche per il ricorrente, tenuto al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Perché un ricorso per Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile quando i motivi sono generici e non rispettano i requisiti di specificità prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale, non consentendo al giudice di individuare i rilievi mossi alla sentenza impugnata.

Quali elementi possono impedire l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)?
L’applicazione può essere esclusa in base a valutazioni di fatto come l’abitualità della condotta criminosa e la presenza di precedenti penali a carico dell’imputato. Se tale valutazione del giudice di merito è logica e completa, non è sindacabile in Cassazione.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati